Sostenibilità

Perché LGIM esige maggiore chiarezza sul fondo recupero ambientale di Exxon

L’obiettivo della risoluzione congiunta LGIM e CBIS è quello di disporre di una maggior dettaglio sui costi associati al ritiro degli asset di Exxon, in caso di una transizione energetica accelerata

di Leo Campagna 21 Aprile 2023 19:00

financialounge -  ESG Exxon Legal & General Investment Management
Legal & General Investment Management (LGIM) e Christian Brothers Investment Services (CBIS) hanno presentato una risoluzione congiunta all' assemblea annuale degli azionisti (AGM) 2023 di ExxonMobil. Chiedono al consiglio di amministrazione della compagnia petrolifera di rivelare in modo dettagliato l'impatto quantitativo dello scenario Net Zero dell'Agenzia internazionale dell'energia (IEA) su tutti i loro obblighi finanziari relativi al fondo recupero ambientale  (ARO, asset retirement obligations).

UN FATTORE ESSENZIALE DELLA TRANSIZIONE ENERGETICA


L’ammontare di questi impegni finanziari rappresenta un fattore essenziale della transizione energetica e particolarmente significativo per il settore petrolifero e del gas, con molti gruppi energetici concorrenti di Exxon che si stanno muovendo nelle direzione di rivelare molti dettagli relativi ai fondi ARO. Exxon, al momento, non fornisce invece tale informativa sulle sue attività a valle, sostenendo che tali obblighi non possono essere ragionevolmente stimati in quanto si protrarranno nel corso dei prossimi anni.

DOPO ANNI DI ENGAGEMENT E DISCUSSIONI CON IL CDA DI EXXON


La risoluzione è stata depositata da una coalizione di investitori che condividono queste richieste di maggiore chiarezza dopo anni di engagement e discussioni con il consiglio di amministrazione di ExxonMobil e con i responsabili delle decisioni strategiche. Tra le preoccupazioni degli investitori spiccano i costi associati allo smantellamento delle attività di Exxon in caso di transizione energetica accelerata. “Riteniamo che tale livello di divulgazione sia imperativo per gli investitori per valutare meglio i rischi a lungo termine e la fattibilità economica del business in un futuro con limitazioni di carbonio" ha dichiarato Michael Marks, Head of Investment Stewardship and Responsible Investment Integration, LGIM.

LO SCENARIO NET ZERO DELL’AGENZIA INTERNAZIONALE DELL’ENERGIA (IEA)


L'anno scorso, la maggioranza degli azionisti di Exxon ha votato a favore della risoluzione di CBIS in cui si chiedeva un rapporto approfondito che valutasse l'impatto finanziario delle ipotesi dello scenario Net Zero dell'Agenzia internazionale dell'energia (IEA), compresi i futuri obblighi di ritiro delle attività. “Nonostante ciò, le rivelazioni della compagnia forniscono ancora agli investitori poche informazioni su come i costi associati al ritiro degli asset di Exxon potrebbero accelerare e a quanto potrebbero ammontare lasciandoci senza risposta su quale possa essere il costo totale per far fronte a queste passività" specifica John W. Geissinger di CBIS.

GLI OBIETTIVI DI PARIGI DI RIDUZIONE DI 1,5°


Dal momento che il modello di business di ExxonMobil non è allineato agli obiettivi di Parigi di riduzione di  1,5°, per LGIM si tratta di un passaggio cruciale per il team di gestione degli investimenti. “Rappresenta un aspetto fondamentale del nostro approccio all'impegno e alle aspettative della società partecipata in merito a un'informativa appropriata. Segue anche la decisione presa nel 2019 di cedere le azioni di ExxonMobil dal Future World Fund Range di L&G, a causa delle preoccupazioni di non essere riuscita ad affrontare i rischi posti dal cambiamento climatico” riferiscono i manager di LGIM.

L’ENGAGEMENT E IL VOTO


Il cambiamento climatico è una delle questioni determinanti del nostro tempo e un rischio finanziariamente significativo. “Per LGIM, l'engagement e il voto sono due leve chiave che supportano il nostro impegno ad allineare le nostre risorse ad una traiettoria net-zero entro il 2050. Impegni specifici come questa risoluzione, si basano sul nostro consolidato programma di impegno sull'impatto climatico e sulla politica di voto, proteggendo i beni dei nostri clienti e salvaguardando il pianeta” concludono gli esperti di LGIM.

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