Politica monetaria

BlackRock: recessione in arrivo ma non ci sarà il soccorso delle banche centrali

La grande casa continua a sottopesare l’azionario dei paesi sviluppati e i titoli di Stato sulle scadenze lunghe, mentre preferisce quelle brevi e le obbligazioni legate all’inflazione. Approccio agile e attenzione ai bancari

di Virgilio Chelli 28 Marzo 2023 17:18

financialounge -  banche centrali BlackRock inflazione recessione
Sovrappeso dei bond legati all’inflazione e preferenza per i titoli di Stato sulle scadenze più brevi per la generazione di rendimento, mantenendo agilità nel nuovo regime di aumentata volatilità macroeconomica e di mercato, tenendosi pronti a cogliere opportunità man mano che il danno causato dai rialzi dei tassi viene prezzato dagli investitori. È l’indicazione dell’ultimo Weekly Market Commentary sui temi d’investimento di BlackRock che ribadisce anche nel titolo la convinzione che questa volta le banche centrali non arriveranno in soccorso in caso di recessione.

LA FED ‘VEDE’ LA RECESSIONE MA NON PREPARA TAGLI DEI TASSI


La grande casa sottolinea che le banche centrali sono alle prese con il trade-off crescita-inflazione con la Federal Reserve che ‘vede’ la recessione ma non prevede di tagliare i tassi, di qui la preferenza per i bond legati all’inflazione. La settimana scorsa I titoli bancari sono rimasti sotto pressione e il rendimento del Treasury USA a 2 anni è sceso ulteriormente con il mercato che continua a prezzare una serie di tagli da parte della Fed. Ora bisogna andare a vedere i dati sull’inflazione in arrivo sulle due sponde dell’Atlantico continuando a monitorare i timori che incombono sul settore bancario.

TENUTA DISTINTA LA RISPOSTA ALLE TURBOLENZE BANCARIE


Secondo BlackRock non è possibile ignorare il dilemma delle banche centrali, vale a dire se far frenare l’economia o accettare di convivere con l’inflazione, mentre emerge sempre più il danno causato dai rialzi dei tassi. La Federal Reserve prevede una recessione già quest’anno e inflazione tenace anche negli anni a venire, mentre le banche centrali hanno chiaramente tenuto distinta la risposta alle turbolenze che hanno investito le banche continuando ad alzare i tassi. BlackRock vede emergere ora una prospettiva più sfumata, con inflazione destinata a calare ma nessun taglio dei tassi in arrivo.

L’INFLAZIONE RESTERÀ A LUNGO SOPRA IL TARGET


Dopo essere stata eccessivamente ottimista, la Fed ora implicitamente prevede una recessione in arrivo, ma continua a non prevedere tagli dei tassi con l’inflazione tenacemente sopra il target del 2% almeno fino al 2025. Secondo BlackRock l’inflazione può restare sopra il target anche oltre se la recessione dovesse essere debole come la Fed prevede. Neanche le turbolenze bancarie riescono a fare deviare le banche centrali dal percorso di stretta monetaria, come mostrano le ultime mosse di Fed, Bce, Bank of England, e persino della Banca Nazionale Svizzera, nonostante Credit Suisse.

IL CREDITO PIÙ COSTOSO METTERÀ SOLO UNO STOP AL RIALZO DEI TASSI


Le tensioni sulle banche implicano costo del credito più elevato e sono parte del danno economico che BlackRock da tempo prevede, e con cui alle fine devono confrontarsi le stesse banche centrali. Questo indica che si sta entrando in una nuova fase di rientro dell’inflazione che imporrà alle autorità monetarie di abbandonare l’approccio alla “whatever it takes” e di mettere fine ai rialzi dei tassi, anche se non arriveranno fino a decidere di tagliarli.

MA UN TAGLIO NON È IN ARRIVO QUEST’ANNO


I mercati hanno rapidamente prezzato un taglio dei tassi come risultato delle turbolenze bancarie e di una Fed che segnala che entrerà in pausa. Ma BlackRock continua a non vedere un taglio dei tassi in arrivo quest’anno, ritenendo che non ci sarà una replica del vecchio copione che prevede che le banche centrali arrivino in soccorso dell’economia quando viene colpita dalla recessione. Sono state le stesse banche centrali a causarla con l’azione di contrasto all’inflazione e questo rende improbabili tagli dei tassi.

A MENO DI UN SEVERO CREDIT CRUNCH E RECESSIONE PROFONDA


La Fed potrebbe arrivarci solo in caso di un severo credit crunch che a sua volta causasse una recessione più profonda delle attese. Questo induce BlackRock a mantenere il sottopeso sull’azionario dei mercati sviluppati perché non riflette ancora il danno in arrivo. L’inflazione è destinata a mostrarsi più vischiosa di quanto la Fed preveda a meno di una recessione profonda. I dati finora confermano che l’inflazione non è ancora sulla strada del rientro nel target, che resta anni lontano nel tempo.

GLI INVESTITORI CHIEDERANNO UN PREMIO PIÙ ALTO SUI TREASURY


Di qui la preferenza per i bond legati all’inflazione, per il rendimento offerto dai titoli di Stato sulle scadenze molto brevi. BlackRock sottopesa invece i titoli di Stato sulle scadenze lunghe in vista di rendimenti in rialzo, con gli investitori che chiederanno un premio più elevato per detenerli, data un’inflazione tenace e volatile.

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