Asset allocation

Candriam: l’accoppiata vincente è investire nel credito e nelle strategie sostenibili

Céline Deroux, Fixed Income Strategist, e Nicolas Forest, Global Head of Fixed Income di Candriam, vedono opportunità nell’obbligazionario, soprattutto nel segmento Investment Grade, reduce da un pessimo 2022

di Virgilio Chelli 12 Marzo 2023 12:00

financialounge -  Candriam Céline Deroux ESG investimenti Nicolas Forest
Dopo un 2022 difficile, il repricing delle obbligazioni offre numerose opportunità, e con un rendimento del 3,75%, il credito Investment Grade sembra molto interessante. Le aziende sono messe a dura prova dall'aumento dei costi di finanziamento, da un contesto economico poco favorevole, e da un mercato del lavoro in surriscaldamento, senza dimenticare le sfide energetiche, sociali, e della digitalizzazione. Reduce da una performance negativa senza precedenti, il credito Investment Grade offre oggi il 3,75%, di buon auspicio per il futuro, e sembra valutato correttamente, soprattutto con la recessione che sembra evitata e la volatilità sui tassi nuovamente sotto controllo.

RALLENTAMENTO MA NON GRAVE RECESSIONE


Sono le indicazioni di un commento su obbligazioni corporate e sostenibilità, a cura di Céline Deroux, Fixed Income Strategist e Nicolas Forest, Global Head of Fixed Income, di Candriam, che prevedono uno scenario di economia in rallentamento ma senza una grave recessione. I margini delle aziende e la generazione di cash-flow dovrebbero diminuire, ma i bilanci sono globalmente sani, il che dovrebbe aiutare a far fronte al rallentamento. Le società più cicliche e più indebitate dovrebbero essere le più colpite, ma il tasso d'insolvenza dovrebbe restare moderato tra il 3% e il 4% alla fine del 2023, rispetto al 2% di fine 2022.

IMPATTO LIMITATO DEI RIALZI DEI TASSI SULL’INVESTMENT GRADE


E poi i due esperti di Candriam vedono un mercato primario ricco di opportunità, dato anche l'impatto sinora limitato del rialzo dei tassi sul costo del credito Investment Grade. La fase di stabilità dei tassi sovrani nelle ultime settimane ha favorito una rapida riapertura del mercato primario, con anche quello High Yield in ripresa dopo diversi mesi di scarsa attività, perché ora dovrebbero iniziare anche i rimborsi anticipati. La situazione resta però complicata per gli emittenti di qualità molto bassa. Non ci sono scadenze pesanti a breve, ma il fabbisogno di rifinanziamento accelererà dal 2024.

SELEZIONE RIGOROSA, ATTENZIONE AL FATTORE CLIMATICO


Deroux e Forest sottolineando la necessità di una selezione rigorosa, perché la salute finanziaria, le performance operative e la generazione di cash-flow sono fondamentali nella scelta degli emittenti. Anche tenere conto delle ambizioni climatiche è diventato irrinunciabile, tanto più che le scadenze dell'accordo di Parigi e dei target dell'Unione Europea si stanno avvicinando a grandi passi. Le politiche favoriscono un'economia più sostenibile per affrontare le sfide globali e la regolamentazione finanziaria richiede una maggior trasparenza sull'integrazione dei criteri extra-finanziari nella scelta delle strategie.

IL RUOLO DELLA BCE PER LA DECARBONIZZAZIONE


Anche la Bce si prefigge obiettivi ambiziosi di decarbonizzazione per incoraggiare il cambiamento, con l’intenzione di valutare l'impronta di carbonio del proprio portafoglio di attivi corporate, promuovere la finanza sostenibile acquistando più green bond e fare pressione sulle banche che finanziano le attività inquinanti.

SOSTEGNO AGLI EMITTENTI GREEN PIÙ AMBIZIOSI


Una ragione in più per tenere conto degli obiettivi climatici. I due esperti di Candriam sottolineano che la valutazione ambientale, al centro del ‘greening’ del bilancio della Bce, è un sostegno alle strategie sostenibili, favorirà gli emittenti più ambiziosi e con la maggior trasparenza a scapito dei meno efficienti, anche sul mercato primario. Si intensificherà così la dispersione e la correlazione tra rischio finanziario ed extra-finanziario e di ‘greening’ del portafoglio della Banca centrale europea. Secondo Candriam sarà opportuno per gli investitori posizionarsi sul segmento sostenibile del credito e adottare un approccio selettivo agli emittenti.

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