La giornata dei mercati

Le Borse europee recuperano nel finale dopo dato USA sul lavoro

Nonostante i timori sollevati dalla creazione di oltre mezzo milione di nuovi posti in USA a gennaio i principali indici del vecchio continente recuperano alle ultime battute riducendo i cali a pochi decimali

di Virgilio Chelli Aggiornato al 03/02/2023 17:20

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03/02/2023 17:20


L’atteso dato sull’occupazione USA ha mostrato una creazione di posti di lavoro a gennaio molto superior alle attese, +517.000, con un tasso di disoccupazione crollato al 3,4%, un minimo dal 1969. Ma la crescita salariale è più contenuta anche se robusta con un +0,3% sul mese e +4,4% sull’anno. Le Borse europee hanno inizialmente reagito proseguendo e anche accentuando i cali, ma nelle battute finali recuperano terreno con lo Stoxx 50 e Parigi in territorio positivo e le altre che limitano i cali a pochi decimali.

Anche il dato PMI sui servizi ha confermato i punti di forza dell’economia USA balzando a 55,2 a gennaio dal minimo di 2 anni e mezzo a 49,2 a dicembre mentre nell’Eurozona l’indice PMI composito, che comprende anche l’attività manifatturiera ha mostrato un’attività in espansione a gennaio per la prima volta da sei mesi, alimentando le speranze che una recessione possa essere evitata. Inoltre sempre nell’Eurozona a dicembre i prezzi alla produzione a dicembre hanno rallentato meno del previsto al 24,6% sull’anno continuando a segnalare forti pressioni inflazionistiche nonostante le strette aggressive della Bce.

In particolare, la Borsa di Francoforte contiene il ribasso intorno al mezzo punto percentuale, mentre il recupero è più sensibile a Milano, dove l’FTSE MIB tenta il riaggancio ai 27.000 punti dopo tre sedute consecutive al rialzo, nonostante i cali di Intesa, Cnh, Terna, Bper e Unipol, bilanciati dai rialzi di Pirelli, Cucinelli e Recordati. In territorio positivo invece l'indice CAC 40 della Borsa di Parigi.

03/02/2023 14:55


Le principali Borse europee proseguono in calo ma contenuto sui livelli dell'apertura dopo un dato USA sul lavoro molto forte, che potrebbe influenzare le prossime decisioni di politica monetaria. Anche a Wall Street i futures reagiscono con un calo contenuto, con l’eccezione del Nasdaq più pesante.

L’atteso dato sull’occupazione USA ha mostrato una creazione di posti di lavoro a gennaio molto superior alle attese, +517.000, con un tasso di disoccupazione crollato al 3,4%, un minimo dal 1969. Ma la crescita salariale è più contenuta anche se robusta con un +0,3% sul mese e +4,4% sull’anno. Le previsioni puntavano alla creazione di 185.000 posti ai minimi da dicembre 2020 con la disoccupazione in lieve aumento al 3,6% e salari in rialzo del 4,3% annuo.

In particolare, la Borsa di Francoforte contiene il ribasso al di sotto del punto percentuale, mentre il calo è più sensibile a Milano, dove l’FTSE MIB scambia sotto i 27.000 punti dopo tre sedute consecutive al rialzo appesantito dai cali di Intesa, Cnh, Terna, Bper e Unipol, mentre si muovono in rialzo Pirelli, Cucinelli e Recordati.

Intanto nell’Eurozona a dicembre i prezzi alla produzione a dicembre hanno rallentato meno del previsto al 24,6% sull’anno continuando a segnalare forti pressioni inflazionistiche nonostante le strette aggressive della Bce. A fronte di prezzi dell’energia in rallentamento quelli dei beni di consumo durevoli hanno accelerato. Sempre dal versante dei dati macro, si segnala il ritorno in territorio espansione dell’indice PMI dei servizi in Italia a gennaio dopo quattro mesi sotto la demarcazione con la contrazione, con assunzioni in aumento, a segnalare ottimismo delle aziende sull’economia. Infatti la fiducia delle imprese è in miglioramento per il nono mese consecutivo, sempre secondo il PMI.

Dal fronte macro da segnalare anche il continuo calo dei prezzi alimentari a livello globale: a gennaio l’indice FAO è sceso per il decimo mese consecutivo a 131,2 segnando un nuovo minimo da settembre 2021.

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