La giornata dei mercati

Le Borse europee proseguono poco mosse in attesa della Fed

Le attese puntano a un rialzo più contenuto dei tassi, intanto l’inflazione europea a gennaio rallenta più di quanto anticipato ai minimi di 8 mesi e dagli USA arrivano segni di raffreddamento del mercato del lavoro

di Virgilio Chelli Aggiornato al 01/02/2023 16:15

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01/02/2023 16:15


Le principali Borse europee si mantengono in prevalenza in territorio positivo in attesa delle decisioni del FOMC della Fed, che arriveranno comunque a mercati chiusi nel vecchio continente, con le attese che puntano a un aumento dei tassi più contenuto rispetto agli ultimi rialzi. Oltre all’aumento che sarà annunciato, gli investitori guardano a quello che dirà il presidente Powell sulle future mosse della Banca Centrale. Intanto si registra una frenata del mercato del lavoro in USA con il settore privato che ha creato solo 106.000 posti a gennaio contro i 253.000 di dicembre.

Intanto nell’Eurozona arrivano nuove indicazioni di rallentamento dell’inflazione a gennaio, quando la crescita dei prezzi ha toccato un minimo di otto mesi all’8.5%, mentre il tasso core resta invece al massimo record del 5,2%, rafforzando le attese di una Bce che manterrà un orientamento aggressivo alla riunione del Direttivo in programma domani.

A Milano l’indice FTSE MIB mantiene un modesto rialzo per il secondo giorno consecutivo intorno ai 26.700 punti con gli investitori concentrati su dati e banche centrali. Intanto gli indicatori PMI mostrano che l’attività produttiva ha continuato il rimbalzo a gennaio segnando il primo mese in espansione da giugno 2022, mentre l’inflazione rallenta per il terzo mese consecutivo. A livello di singoli titoli continua il buon momento dei finanziari guidato da Bper Banca, Unipol, Intesa Sanpaolo e UniCredit, mentre si muovono sul fronte opposto Recordati e Enel.

Sul versante societario nel resto d’Europa da segnalare la forte crescita del fatturato del gruppo farmaceutico Novo Nordisk, mentre Novartis prevede una crescita dell’utile operativo a una sola cifra nel 2023. BMW ha aumentato i prezzi consigliati di alcuni modelli venduti in CINA per l’alto costo di materiali e logistica.

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