Bond market

Per PGIM Fixed Income c’è un’inversione di tendenza degli aspetti negativi per le obbligazioni

Secondo PGIM Fixed Income non appena le banche centrali sposteranno l’attenzione dal contrasto all’inflazione al sostegno alla ripresa economica le obbligazioni a spread dovrebbero registrare buone performance

di Leo Campagna 25 Gennaio 2023 12:48
financialounge -  mercati obbligazioni PGIM Fixed Income
financialounge -  mercati obbligazioni PGIM Fixed Income

Il 2023 è iniziato ancora all’insegna dell’incertezza e con molteplici fattori economici negativi sul tavolo. Tuttavia gli esperti di PGIM Fixed Income, nel loro report sulle prospettive previsionali relativi al primo trimestre di quest’anno (Q1 23 Quarterly Outlook) suggeriscono di non disperare. Il motivo? Il brutale mercato ribassista delle obbligazioni del 2022 ha generato un premio: l’ elevato livello dei rendimenti.

IL RENDIMENTO È IL FULCRO DELL’INVESTIMENTO OBBLIGAZIONARIO


“Il rendimento rappresenta, ovviamente, il fulcro dell’investimento obbligazionario. I mercati hanno recentemente (e rapidamente) riscoperto livelli di rendimento elevato che non si vedevano da oltre un decennio” riferiscono i manager di PGIM Fixed Income. I quali, tuttavia, ricordano le tante questioni ancora pendenti che potranno alimentare la volatilità sui mercati: l’entità del rallentamento economico, la guerra in Ucraina e i prezzi del gas europeo, l’inasprimento quantitativo della BCE, la pandemia e la riapertura cinese.

IL SELL-OFF DEL 2022


Ma il punto cruciale, per i professionisti di PGIM Fixed Income, è che il sell-off (vendita di titoli sul mercato senza limitazione di prezzo) del 2022 ha coinvolto pesantemente sia i titoli di stato che le obbligazioni societarie determinando un rialzo dei rendimenti su livelli elevati in tutto il reddito fisso. Di conseguenza, la volatilità del 2023 dovrebbe rivelarsi soltanto come un rallentamento all'inizio di una fase rialzista.

FATTORI CONTRARI SI TRASFORMANO IN FAVOREVOLI


La cautela sulle prospettive è certamente d’obbligo, tuttavia vale la pena considerare che i fattori che hanno penalizzato i rendimenti del reddito fisso negli ultimi trimestri segnano un’inversione di tendenza. Dai bassi rendimenti iniziali alla forte crescita, dall’inflazione elevata agli aumenti dei tassi di interesse da parte delle banche centrali, fino ai rischi sulla fornitura di energia tutte queste diverse fonti di preoccupazione si stanno probabilmente trasformando in fattori favorevoli.

NUMERI DI INFLAZIONE PIU’ BASSI IN FUTURO


“Mentre il 2022 era iniziato con rendimenti obbligazionari troppo bassi per attutire le avversità del mercato, ora i rendimenti sono a livelli storicamente rispettabili. La crescita economica sostenuta nella prima metà del 2022 ha lasciato il posto a un ritmo moderato. Nel frattempo, i prezzi al consumo stanno finalmente tornando su livelli meno estremi con gli indicatori anticipatori che promettono numeri di inflazione più bassi in futuro” spiegano gli esperti di PGIM Fixed Income.

I DANNI DA TAPER-TANTRUM SONO ALLE SPALLE


A differenza dello scorso anno, non solo la maggior parte delle banche centrali dei Paesi sviluppati ha aumentato in modo sostanziale i tassi ma i mercati scontano ulteriori aumenti in arrivo: ad esempio, il punto massimo per i Fed funds è intorno al 5% mentre quello per i depositi della BCE è intorno al 3,5%. Lo spostamento dei fondamentali verso un’area positiva a reddito fisso suggerisce che il danno di tipo taper-tantrum ai tassi e agli spread è in gran parte alle spalle.

COSA MINACCIA LA PROPENSIONE AL RISCHIO


“Il rallentamento dell’economia potrebbe dimostrarsi positivo per il credito. Il 2022 ha registrato una significativa caduta sia nei prezzi dei bond che nelle azioni, proprio come con il taper tantrum del 2013 o la correzione del quarto trimestre del 2018. Una dinamica che, come verificato anche di recente, ha rivelato come la più grande minaccia alla propensione al rischio sia semplicemente la paura di inasprimento della politica monetaria, tassi di interesse più elevati e ricaduta negativa nell'allargamento dello spread creditizio” riferiscono i manager di PGIM Fixed Income.

FOCUS SULLE BANCHE CENTRALI


I quali ricordano come quei cicli ribassisti siano stati seguiti da un forte andamento del mercato obbligazionario societario una volta stabilizzati i tassi. “Anche stavolta, durante il recente mercato ribassista, gli spread si sono ridotti in modo simile ogni volta che il selloff dei tassi si è attenuato. Pertanto, non appena le banche centrali dei Paesi sviluppati sposteranno l’attenzione dal contrasto all’inflazione al sostegno alla ripresa economica i prodotti a spread dovrebbero registrare buone performance” concludono i professionisti di PGIM Fixed Income.
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