I verbali della Bce

Lagarde avverte: “Inflazione ancora troppo alta, avanti con rialzo dei tassi”

La Bce conferma il rialzo dei tassi e le Borse europee chiudono in rosso. Giù anche Wall Street. Lagarde: “Siamo determinati a riportare l’inflazione al 2% in modo tempestivo”

di Fabrizio Arnhold 19 Gennaio 2023 17:43
financialounge -  BCE Christine Lagarde inflazione mercati
financialounge -  BCE Christine Lagarde inflazione mercati

Nelle ultime settimane la corsa dei prezzi ha dato i primi segnali di rallentamento ma “comunque la si guardi l’inflazione è troppo alta e siamo determinati a riportarla al 2% in modo tempestivo e varare tutte le misure che dobbiamo usare per farlo”, ha detto la presidente della Bce, Christine Lagarde, durante uno dei panel organizzati nell’ambito del World Economic Forum, a Davos.

AVANTI CON I RIALZI DEI TASSI


“Questo è il motivo per cui abbiamo già alzato per cui abbiamo già alzato i tassi e dobbiamo restare su questa via finché l'inflazione non sarà tornata al 2% in modo tempestivo", ha precisato la Lagarde. La conferma di una Bce ancora restrittiva ha mandato in rosso le Borse europee, con Piazza Affari che cede l'1,72% in chiusura di sessione.

WALL STREET IN ROSSO


La Borsa di New York a due ore dall’apertura prosegue la sessione in ribasso, con il Dow Jones che segna -0,69%, il Nasdaq -1,12% e l’indice S&P 500 cede lo 0,92%. I mercati hanno "notevolmente rivalutato le prospettive di inflazione a breve termine e il rischio che le aspettative di inflazione a più lungo termine si disancorino rimane elevato". È quanto si legge nei verbali della riunione della Bce dello scorso 14 e 15 dicembre, quando il Consiglio direttivo aveva alzato di 50 punti base i tre tassi di interesse di riferimento. Stando ai verbali, "i rischi per le prospettive di inflazione sono principalmente al rialzo. Nel breve termine le pressioni esistenti potrebbero portare ad aumenti più forti del previsto dei prezzi al dettaglio di energia e alimentari".

GLI EFFETTI DELL’INFLAZIONE


Sempre secondo la Bce, "nel medio termine i rischi derivano principalmente da fattori interni, come un persistente aumento delle aspettative di inflazione al di sopra dell'obiettivo della Bce o aumenti salariali più elevati del previsto. Al contrario, un calo dei costi energetici o un ulteriore indebolimento della domanda ridurrebbero le pressioni sui prezzi". L’Eurotower ha sottolineato comunque che la dinamica dell'inflazione interna è rallentata dalla metà del 2022, il che potrebbe essere legato all'attenuazione degli effetti indiretti dei prezzi dell'energia e dei colli di bottiglia dell'approvvigionamento.
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