L’analisi

Plenisfer Investments: “Per investire nel 2023 serve un nuovo metodo”

Inflazione e geopolitica restano i principali fattori sui mercati. Giordano Lombardo (Plenisfer Investments): “Per ridurre la volatilità, puntare sulla decostruzione delle asset class tradizionali”

di Fabrizio Arnhold 17 Gennaio 2023 13:00
financialounge -  Giordano Lombardo investimenti mercati Plenisfer Investments
financialounge -  Giordano Lombardo investimenti mercati Plenisfer Investments

Gli investitori si augurano che il 2023 appena iniziato possa essere migliore dell’anno concluso sui mercati. Quali saranno, quindi, i fattori da valutare in grado di poter cambiare lo scenario? “In primo luogo inflazione e banche centrali: sarà ancora questa la variabile chiave che dovrebbe determinare la direzione dei mercati finanziari nel 2023”, commenta il Ceo e Co-Cio di Plenisfer Investments SGR, Giordano Lombardo. “È stato il tema dominante del 2022 e l’effetto sui mercati finanziari è stato brutale: il 2022 è stato il primo anno, dal 1870, in cui sia le azioni che i bond USA sono scesi entrambi più del 10%”.

FOCUS SULL’INFLAZIONE


I primi timidi segnali già si vedono. L’inflazione, pure restando su livelli record, sta iniziando a scendere. Oggi il dato di quella in Italia, a dicembre, la fotografa al +11,6%, dal +11,8% del mese precedente. Certo, i livelli sono ancora abbondantemente oltre la soglia definita delle banche centrali che potrebbero continuare con un atteggiamento restrittivo per la prima metà del 2023. “Secondo il consensus la Fed potrebbe riabbassare i tassi già nella seconda metà di quest’anno - prosegue nella sua analisi Lombardo -. L’attesa è che si possa tornare a una situazione di stabilità dei prezzi, tassi di interesse bassi e crescita moderata, ma sufficiente a mantenere piena occupazione”. Ma sarà davvero così?

IL “NEW NORMAL”


Il Ceo di Plenisfer Investments non è convinto: “Pensiamo che il new normal sarà la repressione finanziaria e non si tornerà allo status quo pre-2021, per una serie di ragioni”, argomenta Lombardo. “I tassi di interesse reali, se misurati con l’inflazione effettiva, sono ancora negativi”. Ma non solo. “I rendimenti dei bond Usa a lungo termine sono coerenti con un’ipotesi di recessione, sia pure lieve, ma non si conciliano con aspettative sugli utili ancora robuste o con un livello degli spread corporate, che rimangono inferiori ai massimi storici”, continua Giordano Lombardo.

CINA E GEOPOLITICA


A contribuire alla definizione di un nuovo scenario, entrano in gioco anche altri due fattori. “Gli effetti congiunturali della riapertura della Cina dopo tre anni di severo lockdown sono inflazionistici (materie prime ed energia) - prosegue il Ceo di Plenisfer Invstments -. Permangono tutti i fattori inflazionistici secolari: aumento dei conflitti geopolitici, demografia, bassa produttività, scarsità strutturale di materie prime ed energia”. Probabilmente l’inflazione continuerà ad arretrare nei prossimi mesi che potrebbero vedere una lieve recessione. Ma gli sforzi per ridurre la corsa dei prezzi non possono diminuire perché la sfida è ancora aperta.

AVANTI CON LA STRETTA


Per Plenisfer Investments, serve “una dose di stretta monetaria ben maggiore, con tassi reali positivi, e somministrata più a lungo di quanto fatto finora”. La sfida resta quella di trovare il gisuto compromesso tra stretta monetaria ed effetti sulla crescita perché le banche centrali “non potranno essere troppo determinare nella lotta all’inflazione, pena rendere il costo del servizio del debito troppo oneroso”, avverte Lombardo. “Dovranno lasciare che sia l’inflazione a fare il lavoro ‘sporco’ di riduzione in termini reali del costo del debito, con pesanti ripercussioni in termini di redistribuzione di valore: dai risparmiatori e creditori a favore dei debitori, soprattutto gli Stati”. Ci troveremo, quindi, in uno scenario di repressione finanziaria.

COSA CAMBIA PER CHI INVESTE


Lo scenario sarà differente rispetto a quello osservato negli ultimi 20 anni, con un livello di tassi di interesse sufficiente a preservare il valore reale della moneta e dei risparmi. E l’altra incognita da valutare è quella geopolitica. “La nostra previsione di base è che il quadro geopolitico rimanga instabile perché i principali conflitti sono strutturali e di non facile risoluzione in un periodo di debolezza ciclica dell’economia mondiale”, spiega Giordano Lombardo. “Lo scenario più probabile per la guerra in Ucraina è di una prosecuzione del conflitto”. Da seguire anche il fronte semiconduttori: un attacco militare cinese a Taiwan appare improbabile nel breve periodo, ma non è da escludere nel medio-lungo, “dato che l’alternativa pacifica di un’integrazione analoga a quella di Hong Kong, non è considerata accettabile da Taiwan”, chiarisce l’analisi di Plenisfer Investments.

CAMBIA IL MODELLO


Come gestire il portafoglio? “L’inadeguatezza del modello 60/40 appare ancora più evidente in un contesto di repressione finanziaria e instabilità geopolitica”, sottolinea Lombardo. “In questo scenario saranno infatti da evitare i mercati dei bond governativi di quei paesi intenti ad attuare la repressione finanziaria, ossia i maggiori paesi sviluppati, mentre l’instabilità geopolitica, renderà gli asset più rischiosi, come le azioni, più esposti all’aumento della volatilità di mercato”. Diventa prioritaria la protezione del valore dei portafogli in termini reali. “Il valore strategico degli asset liquidi, ossia liquidabili, aumenta strutturalmente - conclude il Ceo e Co-Cio di Plenisfer Investments. “Occorre un nuovo metodo, che noi abbiamo individuato nella ‘decostruzione’ delle asset class tradizionali per ‘ricostruirle’ in strategie non correlate tra loro, utilizzate in funzione dell’obiettivo di rischio/rendimento”. È l’approccio adottato fin dal lancio di Plenisfer e al momento sta dando buoni frutti.
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