Mercato azionario

Schroders: perché le piccole e medie aziende Usa dovrebbero trovare spazio nei portafogli

Secondo Bob Kaynor, Head of US Small & Midcap Equities di Schroders, le valutazioni delle small e mid cap americane non sono mai state così attraenti: è il momento di andare oltre i titoli dell'S&P 500?

di Antonio Cardarelli 12 Gennaio 2023 19:00
financialounge -  Azioni americane Bob Kaynor mercati Schroders
financialounge -  Azioni americane Bob Kaynor mercati Schroders

Con il 2023 ormai cominciato, Schroders dedica un approfondimento alle possibilità offerte dalle small e mid cap del mercato azionario americano. Troppo spesso, infatti, quando si cerca un'esposizione all'azionario Usa ci si ferma alle large cap, che in effetti fino a gennaio 2022 hanno dato grandi soddisfazioni agli investitori. Ma ora ci sono dei cambiamenti in atto: la globalizzazione sta arretrando e i consumi degli americani stanno virando dai beni ai servizi.

CAMBIO DI LEADERSHIP IN CORSO


Già nel corso del 2022 le società americane a grande capitalizzazione e quelle a medio-piccola capitalizzazione hanno avuto andamenti solo all'apparenza simili. Da gennaio 2022 in poi, sottolinea Bob Kaynor, Head of US Small & Midcap Equities di Schroders, le small e mid cap hanno costantemente fatto meglio: "È in corso un cambio di leadership che si protrarrà per tutto il 2023 e potenzialmente oltre, anche se normalmente le small e mid cap sono considerate meno resistenti in un contesto economico più difficile".

SITUAZIONE GIÀ VISTA IN PASSATO


Ma quali sono le ragioni di questo cambiamento? Secondo Kaynor la situazione odierna ricorda quanto accaduto negli anni '70 e dopo lo scoppio della bolla tecnologica del 2000, quando le società statunitensi di piccole dimensioni hanno registrato per diversi anni performance nettamente superiori a quelle delle società più grandi. Una sovraperformance indipendente dall'andamento dei tassi Fed, che parte da una crescita superiore degli utili unita a valutazioni basse rispetto alle società large cap. Le società Usa più piccole, spiega Kaynor, non sono mai state così convenienti rispetto alle large cap dalla bolla tecnologica del 1999-2001. "Nel periodo di sette anni successivo al picco di mercato del marzo 2000, le small cap sono salite di oltre il 70%, mentre le large cap sono salite meno del 10%", commenta l'esperto.

CAMBIAMENTO DEI CONSUMI DEGLI AMERICANI


Altro punto a favore delle small cap, secondo Kaynor, è la capacità di sfruttare l'evoluzione dei consumi degli americani dai beni ai servizi, settore verso il quale le piccole società che lavorano sul mercato interno sono più orientate. Inoltre, è in corso un'importante iniziativa di riallocazione delle catene di fornitura con il governo statunitense che sta inoltre fornendo incentivi considerevoli per promuovere una maggiore produzione nazionale. Altri fattori che sostengono gli investimenti sono gli sforzi per ridurre le emissioni e la necessità di spendere in automazione per mitigare la carenza di manodopera. "La crescita delle vendite delle imprese più piccole è altamente correlata alla crescita degli investimenti negli Stati Uniti", commenta l'esperto di Schroders.

ALLARGARE IL PORTAFOGLIO


In conclusione, secondo Kaynor, ci sono ragioni valide per considerare nell'allocazione verso Wall Street anche le small e mid cap, anche perché le dimensioni delle "piccole" aziende Usa sono in realtà grandi per gli standard internazionali. "Con valutazioni di mercato che possono raggiungere i 20 miliardi di dollari, le small e mid cap statunitensi rappresentano un’asset class ben negoziata e liquida, ricca di opportunità", spiega l'esperto di Schroders.
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