Cosa aspettarsi

Mercati azionari 2023, la guida di La Financière de l'Echiquier tra prudenza e opportunità

Secondo gli esperti de La Financière de l’Echiquier, in una logica di lungo termine, i ribassi delle quotazioni e dei multipli registrati in Borsa fanno presagire performance future molto probabilmente positive

di Leo Campagna 12 Gennaio 2023 20:00
financialounge -  Enguerrand Artaz La Financière de l'Echiquier mercati Olivier De Berranger
financialounge -  Enguerrand Artaz La Financière de l'Echiquier mercati Olivier De Berranger

Tutta la serie di avvenimenti storici del 2022 dovrebbero farlo entrare di diritto nel ristrettissimo club degli anni borsistici indimenticabili. Ne sono convinti Olivier De Berranger, Chief Investment Officer e Enguerrand Artaz, Gestore, de La Financière de l’Echiquier.

DODICI MESI GIÀ NELLA STORIA


Dodici mesi in cui sia le azioni che le obbligazioni hanno registrato perdite consistenti, causando una delle peggiori performance dei portafogli diversificati dagli anni ’30. Un anno in cui è scoppiata la guerra tra Russia e Ucraina, il conflitto più profondo in suolo europeo dalla II Guerra mondiale. Un periodo in cui si è materializzata la stretta monetaria più severa dagli anni ’80 operata dalla maggior parte delle Banche centrali per contrastare un’inflazione risvegliatasi dopo decenni a livelli record.

COME SARÀ IL 2023


Gli investitori, messi a dura prova, si chiedono se il 2023 procurerà loro un po’ di serenità e fiducia. “A breve termine le prospettive economiche sono cupe - fanno presente De Berranger e Artaz - Le politiche monetarie fortemente restrittive sembrano essere riuscite a riportare sotto controllo l’inflazione (che pare essersi stabilizzata). In parallelo, tuttavia, rischiano di provocare una recessione mondiale. L’inflazione, che resta comunque elevata, riduce la capacità di intervento delle banche centrali mentre quella degli Stati sembra ridimensionata a causa del costo del debito più alto”.

PERFORMANCE FUTURE MOLTO PROBABILMENTE POSITIVE


Un contesto che, secondo i due manager, presuppone prudenza sui mercati azionari: è vero che le valutazioni sono compresse ma non si possono definire estremamente convenienti mentre non si possono escludere revisioni al ribasso delle prospettive di utile. “Se si ha la pazienza di aspettare qualche semestre, in una logica di lungo termine, i ribassi delle quotazioni e dei multipli registrati in Borsa negli ultimi trimestri fanno presagire performance future molto probabilmente positive”, riferiscono De Berranger e Artaz.

PRUDENZA A BREVE


Adottando prudenza a breve termine, si dovrebbe riuscire a limitare possibili nuove delusioni in un contesto di persistente elevata volatilità. Pronti comunque a cogliere le occasioni di mercato per riacquistare un pò di rischio azionario nei portafogli. “In quest’ottica, i titoli growth delle small e mid cap, tra quelli più penalizzati in Borsa nel 2022, potrebbero offrire opportunità interessanti” spiegano i due manager de La Financière de l’Echiquier.

IL RITORNO DI APPEAL DELLE OBBLIGAZIONI


De Berranger e Artaz segnalano poi il deciso ritorno di appeal delle obbligazioni, in primo luogo quelle societarie, il cui carry trade (flusso cedolare) appare di nuovo molto interessante. “Le Banche centrali potrebbero interrompere a breve il loro ciclo di rialzo dei tassi mentre i premi per il rischio scontano parzialmente uno scenario di rallentamento economico: condizioni che agevolano la funzione del credito quale diversificatore dei portafogli” argomentano i due manager.

REINVENTARE IL MIX DI ASSET ALLOCATION


D’altra parte l’era dei tassi a zero e delle politiche monetarie accomodanti volge al termine, e gli investitori devono fare i conti con un contesto molto più sfidante, che induce a rivedere e diversificare la composizione dei portafogli. “Occorre reinventare il mix di asset allocation che, in base al sempiterno principio della distruzione creatrice, propizierà scelte innovative in grado di generare performance nei prossimi anni” concludono De Berranger e Artaz.
Trending