L’analisi

La Fed rimane sulla strada di un atterraggio morbido

Focus sui dati dell’inflazione americana per capire se la corsa dei prezzi sta davvero cominciando a rallentare. Per Eloin Walsh (TwentyFour Asset Management, gruppo Vontobel) il sentiment è ottimista

di Fabrizio Arnhold 12 Gennaio 2023 11:52

financialounge -  economia Eoin Walsh inflazione Vontobel
Le Borse provano a continuare il rally di fine anno. Il 2023, secondo la maggior parte degli analisti, sarà migliore dell’anno appena concluso che ha visto pesanti perdite praticamente per tutte le asset class. Al centro dell’interesse resta sempre l’inflazione. “In Europa la scorsa settimana, i dati sull’inflazione complessiva hanno sorpreso al ribasso per il secondo mese consecutivo, mentre il dato mensile è stato nuovamente negativo, pari a -0,3%”, commenta di Eoin Walsh, Partner e Portfolio Manager di TwentyFour Asset Management (gruppo Vontobel).

L’INFLAZIONE RALLENTA?


Sale l’attesa per il dato dell’inflazione Usa di questa settimana. Intanto, “anche l’inflazione dei prezzi alla produzione è risultata migliore del previsto, con il solo CPI core che ha deluso al 5,2%, leggermente superiore alle previsioni”, prosegue Walsh. “Gli investitori hanno apprezzato quanto visto e i titoli decennali tedeschi sono saliti di 35 punti base nella prima settimana dell'anno, così come i titoli di Stato periferici”.

FOCUS SUL LAVORO USA


I dati sull’occupazione Usa pubblicati la scorsa settimana hanno spinto i mercati al rialzo. “In sintesi, le buste paga del settore non agricolo sono aumentate di 223.000 unità, ancora una volta al di sopra delle aspettative, e il tasso di disoccupazione è sceso al 3,5% rispetto al 3,6% rivisto del mese precedente”, sottolinea l’esperto di TwentyFour Asset Management. Ma le retribuzioni medie orarie, sia mensili che annuali, sono risultate inferiori alle aspettative e ai dati del mese scorso, anch’essi rivisti al ribasso. “Venerdì sono stati pubblicati anche i dati ISM sui servizi, che sono rimasti significativamente al di sotto delle aspettative e dei dati del mese scorso, e al di sotto di 50 per la prima volta dal 2020, indicando che l'economia dei servizi si sta contraendo”, aggiunge Walsh.

VERSO UN ATTERRAGGIO MORBIDO


Il rialzo dei tassi della Fed sta provocando un rallentamento dell’economia americana, riducendo così l’inflazione ma senza influire negativamente sull’occupazione. “Sappiamo quando sia importante il mercato del lavoro per la Fed e pensiamo che alla fine dovrebbe riuscire ad aumentare la disoccupazione per riportare l’inflazione al suo obiettivo”, continua l’analisi di TwentyFour Asset Management. “Questa è stata una delle componenti che hanno portato al nostro scenario di base per il 2023, secondo il quale l'economia statunitense avrebbe sperimentato un atterraggio ‘morbido’, ossia una recessione lieve in cui i tassi di disoccupazione e di default sarebbero rimasti ben al di sotto dei livelli visti nei precedenti cicli recessivi”, argomenta Walsh. Resta sempre il rischio che l’economia statunitense possa uscire da un atterraggio morbido, ma per capirlo bisogna attendere nuovi dati.

LA REAZIONE DEI MERCATI


Il mercato si attende una politica monetaria più accomodante nel corso del 2023. Se si andasse però verso un atterraggio morbido, le probabilità di una svolta diminuirebbero. Per il gestore di TwentyFour Asset Management, “se i mercati del lavoro rimangono forti anche se l'inflazione cala, scompare anche uno dei catalizzatori del cambio di rotta della Fed”. Questa situazione ha ovvie conseguenze per gli investitori rialzisti sui tassi statunitensi e probabilmente ridurrà parte del potenziale di rialzo degli UST, ma “a nostro avviso non è necessariamente negativa”, conclude Walsh. Gli UST (US Treasury, titoli governativi americani) stanno generando rendimenti e reddito per gli investitori anche in assenza di un rialzo, e ovviamente un atterraggio morbido dovrebbe essere favorevole al credito. Il sentiment è ottimista, sicuramente un cambiamento positivo rispetto al 2022.

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