Le prospettive

La Financière de l’Echiquier svela cosa potrebbe influenzare la politica monetaria Usa

Enguerrand Artaz (La Financière de l’Echiquier) analizza se e come la rotazione di inizio anno dei membri del FOMC, l’organismo della FED che decide sui tassi USA, potrà influenzare la politica monetaria statunitense

di Leo Campagna 11 Gennaio 2023 07:55
financialounge -  Enguerrand Artaz La Financière de l'Echiquier mercati politica monetaria
financialounge -  Enguerrand Artaz La Financière de l'Echiquier mercati politica monetaria

Forse non tutti sanno che la composizione del FOMC, l’organismo della Federal Reserve statunitense incaricato di prendere decisioni sui tassi di interesse USA, prevede una rotazione dei membri votanti all’inizio di ogni anno. Un tecnicismo che, secondo l’analisi di Enguerrand Artaz, gestore di La Financière de l’Echiquier, potrebbe influenzare la politica monetaria della FED nel corso dell’anno.

I VERBALI DELL’ULTIMA RIUNIONE DELLA FED


Ma procediamo con ordine. Dai verbali dell'ultima riunione della Fed, pubblicati il 4 gennaio, è emerso che la posizione dell’istituto centrale USA resta ancora decisamente restrittiva. I membri del FOMC hanno ribadito che, prima di ipotizzare un deciso cambio di rotta nella politica monetaria, è necessario che la recente flessione dell'inflazione sia confermata. Alcuni membri, riferendosi alle indecisioni della Fed negli anni ’70, hanno messo in guardia contro un allentamento eccessivamente precoce.

ASPETTATIVE DEI MERCATI E PROIEZIONI DELLA BANCA CENTRALE


Non solo. Nei verbali si legge anche che il recente miglioramento delle condizioni finanziarie - calo dei tassi a lungo termine, rimbalzo dei mercati azionari e calo del dollaro – non erano necessariamente auspicabili in funzione degli obiettivi della Fed. Una dinamica ancora più rischiosa se fossero il risultato di un'errata interpretazione delle intenzioni della banca centrale. Un riferimento, questo, alla discrepanza presente tra le aspettative dei mercati finanziari e le proiezioni della banca centrale.

UN POSSIBILE MARCATO RALLENTAMENTO ECONOMICO


“Infatti - spiega Artaz - mentre i mercati ipotizzano quasi due tagli dei tassi entro la fine di quest’anno, i membri del FOMC non ne prevedono alcuno. La banca centrale vuole evitare gli eccessi di ottimismo da parte degli investitori circa la capacità di intervento della Fed, in caso anche di un marcato rallentamento economico, peraltro sempre più presente nelle discussioni dei membri del FOMC”.

 LE FUTURE DECISIONI IN AMBITO DI POLITICA MONETARIA


In quest’ottica, gli stessi membri del FOMC hanno tenuto a specificare che saranno sempre i dati freschi su crescita e prezzi al consumo che, riunione dopo riunione, determineranno le loro future decisioni in ambito di politica monetaria. Una puntualizzazione che ribadisce  quanto la maggiore incertezza sulle prospettive dell'inflazione e dell'attività economica alberghi nelle loro menti.

LA NUOVA COMPOSIZIONE DEL FOMC


La potenziale elevata variabilità delle aspettative – e, di conseguenza, delle decisioni - potrebbe acuirsi con la nuova composizione del FOMC, che oltre ai membri del Consiglio dei Governatori e al Presidente della Fed di New York, prevede quattro governatori delle Fed regionali e quattro supplenti. “Questi otto membri ruotano all'inizio di ogni anno: i supplenti dell'anno precedente diventano membri con diritto di voto, mentre tre dei precedenti membri votanti non possono più esercitare il voto”, spiega Artaz.

STAFFETTA TRA FALCHI E COLOMBE?


James Bullard, governatore della Fed di St Louis, ed Esther George, governatore della Fed di Kansas City, due tra i principali fautori una politica monetaria restrittiva, figurano tra coloro che non voteranno più nel 2023. Un altro "falco", Loretta Mester, governatore della Fed di Cleveland, diventa invece membro supplente. A sostituirli membri chiaramente più favorevoli ad una politica monetaria più accomodante, con la sola eccezione di Neel Kashkari, della Fed di Minneapolis.

UNA DINAMICA TUTT’ALTRO CHE BANALE


“Si tratta di una dinamica tutt’altro che banale alla luce dell’estrema sensibilità dei mercati oggi di fronte al minimo cambiamento di politica monetaria.  Se la traiettoria complessiva non dovesse subire modifiche profonde, ne potrebbero risultare influenzati l'entità di alcuni rialzi dei tassi, il momento in cui cesseranno di aumentare e il contenuto dei comunicati ufficiali”, conclude il gestore di La Financière de l’Echiquier.
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