Asset allocation

Pictet AM: potenzialità nei green bond societari dei mercati emergenti

Un’analisi di Sabrina Jacobs e Sabrina Khanniche, Senior Client Portfolio Manager e Senior Economist, spiega che gli Emergenti, Cina in testa, stanno rapidamente raggiungendo il picco di intensità di carbonio

di Virgilio Chelli 4 Gennaio 2023 08:00
financialounge -  ESG mercati emergenti Pictet Am Sabrina Jacobs Sabrina Khanniche
financialounge -  ESG mercati emergenti Pictet Am Sabrina Jacobs Sabrina Khanniche

Le economie emergenti sono potenzialmente in grado di offrire la massima convenienza nell’investimento ad impatto ambientale. I mercati delle obbligazioni societarie di questi Paesi offrono un terreno fertile per i bond ESG. Nei primi nove mesi del 2022, le aziende dei mercati emergenti hanno emesso oltre 135 miliardi di dollari di obbligazioni ESG e legate alla sostenibilità, il triplo rispetto allo stesso periodo del 2020, mentre la quota di mercati emergenti nel debito sostenibile, pari al 16% del 2020, è salita a un quinto del totale in tutto il mondo. L'emissione di queste obbligazioni ha tenuto molto bene, a differenza del reddito fisso globale, e le previsioni sono promettenti.

UN MERCATO DA 360 MILIARDI DI DOLLARI


Secondo la ricerca di Pictet Asset Management e dell'Institute of International Finance l'emissione annuale di obbligazioni ESG nei Mercati Emergenti potrebbe raggiungere i 360 miliardi di dollari entro il 2023 e superare i 700 miliardi nel 2025. Per questo Pictet AM vede nei Mercati Emergenti nuove possibilità per gli investitori di allineare i portafogli di obbligazioni societarie agli obiettivi di sostenibilità, e in un commento di Sabrina Jacobs, Senior Client Portfolio Manager e Sabrina Khanniche, Senior Economist, spiega che i Paesi Emergenti, guidati dalla Cina, stanno raggiungendo il picco di intensità di carbonio più rapidamente rispetto ai Paesi occidentali.

OPPORTUNITA’ PER GLI INVESTITORI IN REDDITO FISSO


Questi Paesi possono accelerare la transizione ecologica, rendendo più sostenibili le obbligazioni societarie e spostando l'allocazione del capitale verso progetti a minore intensità di carbonio, consentendo, secondo le due esperte di Pictet AM, agli investitori nel reddito fisso di ridurre l'impronta di carbonio dei portafogli, allineandoli agli di sostenibilità o ambientali. La crescita delle obbligazioni green e sostenibili nei Mercati Emergenti consente di indirizzare i capitali sempre più verso progetti e investimenti a ridotte emissioni, dando la possibilità di diversificare ulteriormente i portafogli, accrescendo il contributo alla transizione sostenibile e allineando gli investimenti agli obiettivi delle "zero emissioni nette"

GLI EMERGENTI OFFRONO MASSIMA CONVENIENZA


L’analisi di Pictet AM sottolinea che l’intensità di carbonio della Cina è diminuita di oltre un quinto dal 1990, mentre il PIL pro capite è decuplicato. In altre economie emergenti, l'intensità di carbonio è diminuita a un ritmo ancora più sostenuto. Le Economie Emergenti sono potenzialmente in grado di offrire la massima convenienza grazie alle loro imponenti infrastrutture e al gap di investimenti, e i rispettivi mercati delle obbligazioni societarie offrono un terreno fertile per i bond ESG.

PUNTO DI SVOLTA VICINO


Come storicamente i paesi sviluppati, anche gli Emergenti hanno sostenuto in passato la crescita con un'elevata impronta di carbonio, ma secondo le esperte di Pictet AM ora il punto di svolta sembra vicino, ed è sempre più evidente che siano in grado di ridurre le emissioni e l’intensità di carbonio senza sacrificare la crescita, grazie anche alle innovazioni finanziarie. Il miglioramento è dovuto a una combinazione di fattori, in Cina principalmente al cambiamento della struttura industriale, passata da una dipendenza dall'acciaio e dell'abbigliamento a settori orientati alla tecnologia e a più alto valore aggiunto, e ai miglioramenti nell'efficienza energetica.

IL RICORSO VIRTUOSO AGLI EXTRA PROFITTI


Altre Economie Emergenti come Taiwan, Bulgaria, Romania e Polonia sono migliorate più rapidamente ancora, mentre un rapido raggiungimento del picco delle emissioni potrebbe portare a un miglioramento delle dinamiche del debito. Gli investitori possono riallocare le risorse in segmenti avviati su una strada virtuosa pur rimanendo all'interno di un determinato settore. Un'altra tendenza osservata da Pictet AM è che alcune aziende produttrici di combustibili fossili stanno utilizzando gli extraprofitti per finanziare la transizione verde, evitando di ricorrere al debito.

IL CASO DEL CARBONE IN INDONESIA


Le due esperte di Pictet AM citano l'Indonesia, dove le aziende estrattrici di carbone, di cui il Paese è il terzo produttore al mondo, stanno realizzando extraprofitti storici grazie all'aumento dei prezzi conseguente alla crisi energetica. E’ un’opportunità senza precedenti per le aziende che potranno cambiare il modello di business senza ricorrere a prestiti, contribuendo all’obiettivo di eliminare la tradizionale produzione di energia entro il 2050, utilizzando i profitti per impianti solari e centrali idroelettriche o investire in eco-industrie per produrre veicoli elettrici e batterie.
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