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Il 2022 è stato un anno umano

Un inusuale recap dell’anno appena trascorso, ritrovando alla luce dei suoi eventi la piega verso cui l’uomo sembra tendere per il 2023

di Lorenzo Cleopazzo 1 Gennaio 2023 10:00
financialounge -  economia sunday view
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Il 2022 è stato un anno decisamente umano, e non parliamo solo del fatto che abbiamo raggiunto gli 8 miliardi di popolazione mondiale. Ė stato un anno ricco di contraddizioni verso le promesse fatte in passato e di sfide per il futuro, un anno ricco di comportamenti libertari e liberticidi, un anno in cui l’uomo sfoggia quello che è ed è sempre stato.

Di solito quando si fa il recap dei 12 mesi appena passati ci si trova a stilare una lunga lista di date, rievocandone forse i ricordi di quando abbiamo letto per la prima volta la notizia o di quando l’abbiamo ascoltata al telegiornale. Per quanto complesso, non vogliamo cadere nel tranello dell’elenco cronologico degli eventi, ma ci piacerebbe provare a pensare assieme a te come questi hanno segnato l’essere umano nell’anno appena trascorso e come lo segneranno in quello appena cominciato.

L’UOMO DEL 2022


L’espressione – forse un po’ abusata – di questi casi è ‘spartiacque’, e il 2022 ha tutte le carte in regola per esserlo. Per esempio durante i suoi mesi è stata scardinata l’idea di un mondiale giocato a dicembre, siamo stati costretti a fare i conti con la scomparsa della regina Elisabetta e dell’ironia sulla sua longevità, e poi da un po’ di tempo a questa parte stiamo pure facendo i conti con chi dice che i social media sono arrivati al capolinea. Ma sai bene che gli sconquassi del 2022 non finiscono qui.

Con l’invasione russa dell’Ucraina l’uomo europeo si è riscoperto in pericolo, minacciato da un’ombra che pensava di essersi lasciato alle spalle il secolo scorso. Con le proteste in Cina e in Iran l’essere umano ha dimostrato a sé stesso che ha una voce, nonostante le repressioni vogliano suggerire il contrario. Con il diffondersi dell’intelligenza artificiale sotto diverse forme, c’è chi si sente a un passo dalla definizione del superuomo e chi invece è intimidito dalle sue potenzialità catastrofiche.

Conflitti e violenza, moti sociali e traguardi da raggiungere: il 2022 è stato un anno che ha portato tante novità, belle e brutte, che l’uomo rischia di far passare come scontate.

LE LUMINARIE A GENNAIO


“La ricerca della novità è invecchiata”, così scrive Manlio Sgalambro nella sua raccolta di riflessioni ‘Del pensare breve’. Con questa elegante stilettata dal retrogusto comico, il filosofo siciliano ci avvisa che il nuovo potrebbe non bastarci più: abituati come siamo alla velocità della storia contemporanea, tendiamo a nasconderci in cose già avvenute.

Immaginalo nel suo studio, di ritorno da una passeggiata nel centro di Catania ancora addobbata per il Natale. Scuote leggermente la testa e accenna un sorriso, prende la penna e comincia a scrivere: “Il passato è l’ultima novità”. Il passato è ancora l’ultima novità, sottolineiamo noi uomini del 2023 dopo quanto accaduto nell’anno appena concluso, dato che nonostante tutte le promesse fatte a noi stessi ci ritroviamo ancora a parlare di conflitti, di sfruttamenti, di razzismo e di molte altre cose di cui preferiremmo non dover più parlare.

“Ciò che è vecchio viene rimesso a nuovo” dice ancora Sgalambro, e non parla delle luminarie natalizie che vengono ritirate fuori ogni anno. Vogliamo sempre trovare qualcosa di nuovo in ogni cosa e a ogni costo, col rischio che la continua ricerca – e l’ossessivo ritrovamento – della novità ci svuoti di ogni insegnamento che questa può darci. In altre parole: gli esseri umani pretendono di imparare dal passato, ma questo passato viene rivisto ogni volta come qualcosa di nuovo e di caratteristico del proprio periodo storico. Un po’ come una guerra nel 2022, che anziché venire negata a priori viene etichettata come ‘da evitare’ quando ormai è già una triste realtà.

IL VECCHIO E IL NUOVO


Le date salienti del 2022 non sono certo degli unicum nella storia dell’essere umano. I libri brulicano di guerre, di successioni ai troni, di moti sociali e di mutamenti tecnologici. Sono cose già successe, ma cosa c’è di diverso negli esempi che l’anno passato ha portato con sé?

Qualcuno direbbe “niente”, ma ci rifiutiamo di pensare che i conflitti e le violenze in Ucraina, Etiopia, Nigeria e altri, non lascino un segno nell’essere umano del XXI° secolo solo perché a scuola abbiamo studiato la Guerra dei Trent’Anni.

Ciò che è l’uomo oggi è il risultato di ciò che era ieri, con giusto quella spolverata di storia in mezzo. In tutto questo abbiamo fatto molti progressi, così come siamo rimasti fissi su alcune concezioni, anche nel 2022. Bisogna quindi ribaltare la critica di Sgalambro: piuttosto che fondere eventi passati e futuri in un unico calderone di “elementi caratteristici della storia umana” – dati per ovvi e da cui non si riesce a prendere spunto -, bisogna separare per bene ciò che è già avvenuto da ciò che sta avvenendo, analizzare le conseguenze, prendere appunti ed essere buoni studenti di noi stessi.

Perché anche se parte del 2022 ha messo in evidenza il lato peggiore del nostro essere umani, possiamo sempre mostrare anche il nostro lato migliore.

BONUS TRACK


“Passano gli anni”, poi “cambiano i regni, le stagioni, i presidenti” e “intanto passa ignaro il vero senso della vita”. Immagina queste parole cantate da Franco Battiato nella sua ‘Di Passaggio’, un inno alla storia che scorre e una critica agli uomini che la guardano scorrere. Poco prima della parte cantata, però, qualcuno legge un frammento del filosofo Eraclito, il padre del Panta Rei. La voce appartiene all’autore del testo della canzone, che affiancherà Battiato in questa e altre lyrics per un sodalizio lungo vent’anni. La voce è di Manlio Sgalambro.
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