Outlook 2023

Schroders: “Il calo dei prezzi dell’energia può favorire la ripresa dell’azionario europeo?”

La moderazione dei prezzi dell’energia potrebbe far sì che la recessione sia più breve e meno profonda di quanto sarebbe stata altrimenti

di Francesco Rapetti 23 Dicembre 2022 08:00
financialounge -  BCE FED Martin Skanberg mercati Schroders settore della difesa
financialounge -  BCE FED Martin Skanberg mercati Schroders settore della difesa

Nell’analisi realizzata da Martin Skanberg, Fund Manager, European Equities, Schroders, ipotizza delle risposte al grande quesito: nel 2023 i mercati riusciranno a superare il difficile contesto macroeconomico? La speranza che l’inflazione abbia già raggiunto il suo picco, almeno negli Stati Uniti, di recente ha sostenuto l’azionario. Secondo Schroders é possibile che questo slancio continui nella prima parte del 2023, per poi venire meno nel corso dell’anno.

IL CALO DEI PREZZI DELL’ENERGIA POTREBBE OFFRIRE SOSTEGNO


Dopo i forti aumenti dei prezzi dell’energia in seguito all’invasione dell’Ucraina da parte della Russia, il mercato è rimasto in attesa di una recessione nell’Eurozona, che non si è ancora verificata. I prezzi dell’energia si stanno ora moderando e i confronti anno su anno diventeranno più facili. La recessione sembra ancora lo scenario più probabile, ma la moderazione dei prezzi dell’energia potrebbe far sì che la recessione sia più breve e meno profonda di quanto sarebbe stata altrimenti.

REGGONO GLI UTILI AZIENDALI


Così come non è ancora arrivata la prevista recessione, non è arrivato nemmeno il previsto forte ridimensionamento degli utili aziendali. I prezzi energetici inferiori sarebbero un vantaggio per i margini di profitto delle imprese. Un’altra influenza positiva è rappresentata dall’attuale risoluzione delle disruption della catena di approvvigionamento causate dalla pandemia. Entrambi i fattori potrebbero aiutare i profitti a rimanere solidi, anche se persistono ulteriori pressioni sui costi legate all’aumento delle richieste salariali.

INFLAZIONE IN RIDUZIONE (MA NON TROPPO)


Allo stesso tempo è indubbio che il contesto economico sarà complesso nel 2023. Anche se l’inflazione dovesse ridursi rispetto ai livelli attuali (10% a novembre 2022), è improbabile che torni sul livello target della Banca Centrale Europea del 2%.

LE MOSSE DELLA BCE


La BCE è ancora in procinto di iniziare il “Quantitative Tightening” l’anno prossimo. Ciò significa, in pratica, una minore liquidità che in genere non è positiva per le azioni. Schroders suggerisce di considerare che tassi di interesse più alti significano costi di finanziamento più elevati per governi, imprese e privati. Di conseguenza, è probabile che i consumi e gli investimenti ne risentano. Con la stretta quantitativa e la necessità di rifinanziare i debiti, è possibile che il mercato azionario veda esaurirsi l’iniziale momentum positivo.

MERCATO USA & FED


Se l’inflazione statunitense si rivelasse effettivamente sotto controllo, si potrebbe assistere a un indebolimento del dollaro, con la Fed che sospende i rialzi dei tassi, o addirittura inizia a ridurli, mentre altre banche centrali continuano ad aumentarli. Un dollaro più debole può essere positivo per l’azionario globale, compreso quello europeo, anche perché le materie prime quotate in dollari (come il petrolio) diventano più economiche.

SETTORE BANCARIO


Nell’analisi Schroders le banche vengono considerate un settore che potrebbe generare buoni risultati. Molte banche dell’eurozona sono ancora valutate in modo interessante e l’aumento dei tassi d’interesse è positivo per il riprezzamento dei prestiti. È chiaro che una recessione causerebbe un aumento dei crediti inesigibili, ma se la recessione sarà breve e/o poco profonda, l’impatto negativo sarebbe più limitato di quanto si possa temere. Anche i settori sensibili all’economia, come i beni strumentali o i semiconduttori, potrebbero cavarsela relativamente bene, soprattutto se la recessione si rivelasse di breve durata.

PMI IN SOFFERENZA NEL 2022


Invece, un settore che ha sofferto particolarmente nel 2022 è quello delle piccole e medie imprese. Anche in questo caso, potremmo assistere a un’inversione di tendenza. In generale, infatti, un sentiment più favorevole nei confronti dell’azionario tende a portare a una sovraperformance dei titoli a piccola capitalizzazione rispetto a quelli a grande capitalizzazione.

I TREND DA SEGUIRE CON ATTENZIONE


Secondo Martin Skanberg, Fund Manager, European Equities, Schroders, i trend a lungo termine potrebbero sostenere alcune aree del mercato. Nell’analisi dell’asset manager si ritiene che la tendenza verso una produzione più localizzata continuerà. Un’altra area di interesse per gli investimenti sarà la difesa, con l’aumento della spesa da parte dei governi a seguito della guerra in Ucraina. La transizione energetica rimane un tema chiave per l’Europa e la sicurezza energetica è diventata fondamentale. Schroders ritiene che lo scenario peggiore, ovvero una recessione profonda e prolungata, possa essere evitato. La grande incognita resta la guerra in Ucraina.
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