L'analisi

Pictet AM: bene nel 2023 bond di qualità e emergenti, per l’azionario serve più tempo

Nel Barometro dei Mercati, la Strategy Unit di Pictet Asset Management, consiglia cautela accompagnata da ottimismo per il 2023. Tassi più vicini al picco in USA, attesa sovra performance delle azioni cinesi

di Virgilio Chelli 23 Dicembre 2022 18:00
financialounge -  azionario banche centrali mercati emergenti Pictet Am
financialounge -  azionario banche centrali mercati emergenti Pictet Am

Cautela accompagnata da ottimismo è l’indicazione di Pictet AM per gli investimenti nel 2023, che vedrà il lento ritorno alla normalità. L'inflazione scenderà, anche se non così velocemente come spera il mercato, le economie faranno fatica a crescere, ma dovrebbero essere in grado di evitare una profonda recessione. In questo quadro i mercati azionari riusciranno a restare a galla, ma i fondamentali porteranno a prediligere obbligazioni di alta qualità. Gli asset dei mercati emergenti, in particolare il debito in valuta locale, sono destinati a brillare a fronte dell'indebolimento del dollaro e della ripresa dell'economia cinese.

CRESCITA GLOBALE ANCORA SOTTO IL POTENZIALE


Nell’ultimo Barometro dei Mercati dell’anno, Pictet Asset Management prevede una crescita reale trimestrale del PIL globale sotto il potenziale almeno fino all'ultimo trimestre del 2023, ma è probabile che il rallentamento sarà meno doloroso rispetto alle recessioni del passato. I bilanci di imprese e famiglie sono in buona salute, in particolare negli USA, consentendo di assorbire parzialmente l'impatto dell'inflazione, mentre le banche hanno continuato a erogare prestiti. A differenza della crisi finanziaria del 2008, questa volta non vi sono segni di incombente crisi del debito.

LA FINE DELLA STRETTA DELLA FED SOSTERRÀ IL DEBITO DI QUALITÀ


Ma l'inflazione rimarrà un ostacolo, ma non sarà il principale driver di mercato il prossimo anno. Nella maggior parte delle economie ha già raggiunto il picco, anche se gli investitori sono troppo ottimisti su quanto velocemente possa. Secondo Pictet AM le banche centrali saranno caute nell'intraprendere un ciclo di allentamenti che non arriveranno prima del 2024. Ma ciò che conta per i mercati è che i tassi smettano di aumentare. La fine della stretta incentiverà il debito di alta qualità, titoli di Stato che Investment Grade, mentre servirebbe più cautela sul debito ad alto rendimento, per il rischio di aumento delle insolvenze.

PER LE AZIONI PROSPETTIVE SOLO NEL SECONDO SEMESTRE


Una volta che i tassi avranno raggiunto il picco, anche le azioni dovrebbero iniziare a beneficiarne, ma comunque secondo Pictet AM se ne dovrebbe parlare nel secondo semestre. In questo scenario è prevedibile una pressione al ribasso sul dollaro, che porterà benefici agli asset dei mercati emergenti, in particolare al debito in valuta locale. Ulteriore sostegno a bond e azioni emergenti verrà dalla ripresa cinese, che Pictet AM stima a circa il 5% l’anno prossimo.

GLI UTILI DOVREBBERO REGGERE MA MENO DELLE ATTESE


È probabile che il 2023 si riveli poco entusiasmante per le azioni globali, ma sarebbe comunque un importante miglioramento rispetto a uno sconfortante 2022. Una buona notizia, secondo Pictet AM, è che i profitti societari dovrebbero reggere meglio di quanto abbiano fatto durante i periodi di recessione precedenti, anche se gli utili saranno inferiori alle attese e secondo le previsioni di Pictet AM su scala globale resteranno per lo più invariati nel 2023, contro il +3,4% previsto dagli analisti.

OPPORTUNITÀ DI INVESTIMENTO IN CINA


Le azioni cinesi dovrebbero sovraperformare man mano che la seconda economia mondiale allenterà le restrizioni anti-Covid con l’opportunità di investimento ancora più allettante grazie a valutazioni molto interessanti. I mercati emergenti saranno sostenuti dall'indebolimento del dollaro e da una traslazione favorevole dei differenziali di crescita, che staccheranno di 2,3 punti percentuali i mercati sviluppati. Tra questi, gli USA secondo Pictet AM hanno il potenziale di sovraperformare se i rialzi della Fed finiranno e l'economia resterà resiliente. Le valutazioni azionarie sono relativamente alte, ma meno proibitive del passato, con multipli scesi da 23,5 volte di fine 2020 ora non lontano dalla media a 10 anni di 17,5 volte.

CAUTELA SULL’AZIONARIO EUROPEO


Pictet AM resta invece cauta sull'Eurozona, dove vede il calo più significativo degli utili e prevede che nei prossimi 12 mesi le obbligazioni siano in generale destinate a offrire rendimenti aggiustati per il rischio migliori rispetto alle azioni, con la parte più promettente costituita dalle obbligazioni dei mercati emergenti, che vantano anche valutazioni interessanti e beneficeranno di economie in crescita. Pictet AM apprezza anche i Treasury USA, prevedendo che la Fed metterà in pausa i rialzi dei tassi nel primo tre del 2023, con un tasso terminale del 4,75% e che i rendimenti a 10 anni scenderanno al 3,5% entro fine 2023.

E ANCHE SULLE OBBLIGAZIONI CON LA BCE IMPEGNATA CONTRO L’INFLAZIONE


Anche qui invece cautela sulle obbligazioni dell'Eurozona, che difficilmente vedrà diminuire i rendimenti con la Bce impegnata a contrastare la crescente inflazione e destinata a superare la Fed con la sua politica restrittiva. Per quanto riguarda le valute, Pictet AM prevede che il dollaro scenderà del 5% rispetto alle principali valute. Insieme alle emergenti, lo yen probabilmente sovraperformerà di più, dato che è sottovalutato fino al 40% rispetto al biglietto verde.
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