Investimenti sostenibili

Per Invesco c’è il rischio di confondere gli investitori con le varie sfumature di verde

Comunicare in modo chiaro e stabilire un dialogo con i clienti sarà essenziale, secondo Invesco, per capirne le preferenze e mitigare i rischi legati alla percezione di greenwashing dei prodotti

di Leo Campagna 15 Dicembre 2022 11:53
financialounge -  ESG Invesco investimenti sostenibili mercati
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In Europa la questione di come raggiungere e mantenere le zero emissioni nette si è tradotta in una serie di dibattiti sulla struttura della tassonomia verde dell'Unione Europea. Quest’ultima si propone di combattere il greenwashing (ambientalismo di facciata)  attraverso la definizione delle attività (e di conseguenza degli investimenti in tali attività) che si possono considerare sostenibili dal punto di vista ambientale.

I SEI OBIETTIVI AMBIENTALI DELLA TASSONOMIA UE


La tassonomia UE definisce in particolare 6 obiettivi ambientali: attenuazione del cambiamento climatico, adattamento al cambiamento climatico, biodiversità, risorse idriche e marine, prevenzione e controllo dell'inquinamento e circolarità. La tassonomia non è tuttavia l'unica iniziativa che ha lo scopo di definire cosa si intenda per "green". “Le molteplici iniziative all'orizzonte e la mancanza di coerenza tra di esse possono rivelarsi una sfida per gli investitori che si apprestano a scegliere gli standard più adatti a loro” fanno sapere gli esperti di Invesco.

LE DIFFERENZE TRA UNA STRUTTURA ED UN’ALTRA


Ci sono infatti vari elementi che differiscono da una struttura e un’altra. Per esempio, mentre molte strutture si concentrano sulla decarbonizzazione dei portafogli (come SBT e i benchmark Paris-Aligned), la tassonomia pone l'accento sulla definizione di soluzioni per il clima. Il Net Zero Investment Framework dell'IIGCC include entrambi gli elementi. In altri casi emergono divergenze nell’ambito delle esclusioni settoriali legate al clima. Molte strutture incentrate sulla decarbonizzazione non escludono fonti energetiche specifiche, ma piuttosto si concentrano su un approccio di decarbonizzazione più ampio.

IL PRINCIPIO ‘DO NO SIGNIFICANT HARM’


Non è poi da trascurare il principio "Do No Significant Harm" (non arrecare danni significativi). Molte iniziative promosse dall'UE, tassonomia compresa, adottano un approccio che privilegia il clima e includono tale principio. Questo si collega in modo più ampio alle questioni ambientali e, in misura minore, sociali. Molte iniziative globali e guidate dal mercato seguono tuttavia un approccio più mirato, con un chiaro focus sul clima.

GLI STUDI CONDOTTI DA INVESCO NEL 2021


“Vi sono buone probabilità che i molteplici rischi di standard divergenti generino diffidenza e raffreddino l'interesse degli investitori” ribadiscono i manager di Invesco che poi aggiungono: “Questo è in netta contraddizione con l'obiettivo di contrastare il greenwashing e incoraggiare gli investitori ad avvicinarsi all'investimento sostenibile” Secondo gli studi condotti da Invesco nel 2021, la mancanza di fiducia e la difficoltà di comprensione dei concetti della finanza sostenibile costituiscono una barriera per gli investitori retail che si interessano a questo trend.

LE NUOVE NORME UE SULLA TASSONOMIA


Le nuove norme sulla tassonomia in vigore nell’UE richiederanno che i consulenti finanziari valutino le preferenze di sostenibilità dei loro clienti sulla base di uno di questi tre criteri: la percentuale di prodotto investita in investimenti allineati alla tassonomia, la percentuale di prodotto investita in investimenti sostenibili (definiti in base alla classificazione SFDR) e la considerazione dei principali impatti avversi. “In base alle nostre ricerche, gli investitori meno sofisticati potrebbero avere difficoltà a esprimere le proprie preferenze di sostenibilità in linea con le definizioni e i criteri stabiliti dalle norme.

COMUNICARE IN MODO CHIARO E STABILIRE UN DIALOGO CON I CLIENTI


L'affidamento su strutture definite a livello normativo, come la tassonomia, potrebbe non bastare a far sì che gli investitori comprendano esattamente cosa è incluso o meno nel loro portafoglio. Questo vale specialmente per i casi che includono fonti di energia più controverse. “Comunicare in modo chiaro e stabilire un dialogo con i clienti sarà essenziale per capirne le preferenze e mitigare i rischi legati alla percezione di greenwashing dei prodotti” concludono i professionisti di Invesco.

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