La view

Per Financière de l’Echiquier c’è il rischio di compiacersi troppo del rally di mercato

Molteplici incertezze continuano ad alimentare la prospettiva di una forte recessione globale nel 2023 e Enguerrand Artaz (Financière de l’Echiquier) ricorda come non siano rari i “bear market rally”

di Leo Campagna 12 Dicembre 2022 17:28
financialounge -  Enguerrand Artaz La Financière de l'Echiquier mercati
financialounge -  Enguerrand Artaz La Financière de l'Echiquier mercati

La flessione dei dati sull'inflazione negli Stati Uniti e la prospettiva di una riduzione dei rialzi dei tassi da parte della Federal Reserve (Fed) nei prossimi mesi hanno contribuito ad un rally delle asset class di rischio.  Da fine settembre l’indice S&P 500 segna un rialzo del +15% e l'Eurostoxx 50 addirittura del  20% mentre i premi di rischio sui corporate bond sono ritornati ai livelli di aprile e i tassi a lungo termine sono calati in modo brusco.

IL RECENTE OTTIMISMO DEI MERCATI


“Il recente ottimismo dei mercati potrebbe trasformarsi in un compiacimento poco razionale” commenta Enguerrand Artaz, gestore di La Financière de l’Echiquier. Il riferimento è, per esempio, al forte rialzo degli indici azionari la scorsa settimana, in particolare negli Stati Uniti, dopo il discorso di Jerome Powell, sebbene il presidente della Fed non abbia fornito nuove informazioni. “Il numero uno della banca centrale USA si è limitato a confermare che il prossimo rialzo dei tassi sarà più contenuto di quelli precedenti, ovvero lo scenario di base del mercato che prevede, da diverse settimane, un ritocco più verso lo 0,50% che non dello 0,75%”, spiega il manager.

MOLTEPLICI INCERTEZZE ANCORA PRESENTI


Powell, inoltre, ha assicurato che il tasso di riferimento finale sarà sicuramente più alto rispetto alle previsioni di settembre della Fed e che la banca centrale non ha ancora affatto vinto la sua battaglia contro l'inflazione. Tenendo inoltre conto delle molteplici incertezze ancora presenti – dalla guerra in Ucraina alla situazione economica e sanitaria in Cina, dal rischio energetico in Europa alle previsioni degli utili aziendali 2023 in ribasso fino all’incremento della prospettiva di una forte recessione globale nel 2023 - Artaz si chiede come si possa giustificare una tale fiducia sui mercati.

BEAR MARKET RALLY


D’altra parte, fa presente il manager, è bene ricordare come non sia raro un forte rialzo a breve termine delle azioni in un trend ribassista di medio termine (i cosiddetti “bear market rally”). Dagli anni ’70 hanno registrato rialzi medi del 15% (talvolta superiori al 20%) per l'S&P 500, e sono durati 55 giorni: il recente rialzo (+14% in poco più di due mesi) vi rientrerebbe. Come capire se si tratti di un nuovo “bear market rally”, preludio di un nuovo calo o addirittura di un nuovo minimo per i mercati azionari, oppure dell'inizio di un'inversione di tendenza più duratura?

NECESSARIE ALTRE BUONE NOTIZIE


“Quest’ultima ipotesi sembra poco probabile. Le prospettive per la politica monetaria e il ciclo economico restano cupe, mentre le valutazioni sono ragionevoli ma non attraenti  e i livelli di appetito per il rischio sono in molti mercati eccessivi. Inoltre il rallentamento del rischio di un rialzo dei tassi da parte della Fed, il picco dell'inflazione negli Stati Uniti, l'inizio mite dell'inverno in Europa che riduce il rischio di una crisi energetica sono già incorporate nei prezzi”  riferisce il gestore di La Financière de l’Echiquier, secondo il quale affinchè la tendenza di mercato possa proseguire sono necessarie altre buone notizie, a cominciare dalla conferma che l'inflazione statunitense stia davvero decelerando.
Trending