L'intervista

Sri, La Financière de l’Échiquier: bisogna passare al concetto di doppia materialità integrando i rischi Esg

Coline Pavot, Head of Responsible Investment Research di LFDE, spiega perché è importante cambiare il paradigma e considerare non soltanto il rischio di un investimento ma anche il suo impatto in base ai criteri di sostenibilità

di Redazione 21 Novembre 2022 14:48
financialounge -  Coline Pavot ESG La Financière de l'Echiquier
financialounge -  Coline Pavot ESG La Financière de l'Echiquier

"Tutte le parti devono essere all’altezza del momento e della più grande sfida che affronta l’umanità. Il mondo sta guardando e ha un semplice messaggio: o la borsa o la vita". Lo dice senza mezzi termini il segretario dell’Onu, Antonio Guterres, dal palco di Cop27, la conferenza delle Nazioni unite sul clima che si è tenuta a Sharm el–Sheikh. La finanza ha un ruolo fondamentale il questa fase di transizione ecologica e deve indirizzare gli investimenti in modo che considerino non soltanto il rischio per il portafoglio ma anche il rischio d’impatto sull’ambiente e la società. È il concetto della doppia materialità che Coline Pavot, Head of Responsible Investment Research di La Financière de l’Échiquier spiega a Financialounge.com, in occasione del suo intervento al Salone SRI di Milano.

Cosa si intende per doppia materialità quando si parla di investimenti Esg?


Significa innanzitutto un cambio culturale, non guardare soltanto al rischio finanziario di un investimento ma anche all’impatto che questo genera sull’ambiente, la società e la governance. Dopo anni questo concetto è stato integrato negli investimenti sostenibili grazie alla Sustainable finance disclosure regulation (Sfdr). Il concetto di doppia materialità deve rientrare nelle scelte di un investitore perché ogni azione finanziaria può avere un impatto positivo o negativo su società e ambiente. Occorre un’attenta valutazione. È un vero e proprio cambio di paradigma perché porta a considerare l’influenza di ogni investimento a 360 gradi, non soltanto sul portafoglio di un investitore. Anche perché magari le scelte di investimento non avranno un impatto a lungo termine sul portafoglio dell’investitore ma a lungo andare, se peggiorano le condizioni di ambiente e società, allora le ripercussioni saranno anche di tipo economico, non soltanto sociali. È come fare un passo avanti rispetto alla visione della materialità che include soltanto il rischio finanziario delle scelte d’investimento.

Come è possibile integrare il rischio Esg negli investimenti?


È possibile facendo l’analisi Esg delle aziende sulle quali investi. Il rating permette di capire se una società è più o meno rischiosa in termini di Esg e dà una visione molto più ampia dell’investimento. Inoltre, molti studi dimostrano che integrare il rischio Esg nella gestione del fondo, permette di avere una performance migliore, una volatilità inferiore e consente di ridurre il rischio dei prodotti finanziari. L’articolo 9 della Sfdr indica fondi completamente focalizzati su obiettivi sostenibili, mentre l’articolo 8 identifica quelli che promuovono, tra le altre, caratteristiche di sostenibilità ambientale, sociale o una combinazione tra le due. Un giusto mix tra queste componenti permette di avere quella visione di doppia materialità di cui parlavamo prima.

Quanto è importare educare gli investitori sui possibili danni che provengono dal cambiamento climatico?


È davvero fondamentale perché ci vuole molto tempo per trasformare il settore finanziario e arrivare ad integrare sempre più i criteri Esg. Bisogna abituare gli investitori al concetto di doppia materialità, perché di solito si tende a guardare soltanto all’immediato ritorno di un’attività finanziaria. È nostra responsabilità prenderci del tempo e investire nell’educazione dei clienti. Se comprendono l’importanza dell’impatto della finanza negli investimenti comprenderanno anche perché è giusto integrare le analisi Esg. Abbiamo un programma educativo apposito che si chiama SRI School e un altro, Climate School, un podcast sui temi della finanza sostenibile. Cerchiamo di formare tutti gli stakeholder sull’importanza della sostenibilità e abbiamo un team dedicato alla ricerca sull’investimento responsabile che affianca l’intero team di gestione nell’approccio all’investimento responsabile.

Che ruolo ha la finanza nel preservare la biodiversità?


Le aziende si trovano di fronte a una duplice sfida. Da una parte ci sono quelle la cui attività ha un impatto negativo sulla biodiversità (ad esempio inquinamento delle acque, disboscamento, etc.) perciò dovranno ripensare al loro business in maniera più sostenibile. Dall’altro ci sono quelle che dipendono dalla biodiversità perciò per loro la tutela dell’ambiente è fondamentale per preservare lo stesso business nel lungo termine. Pensiamo ad esempio all’industria del pharma: se gli equilibri della natura si alterano non potranno più essere prodotti principi attivi dei medicinali e non si riuscirà più a curare le persone. È fondamentale che la regolamentazione faccia la sua parte per incentivare la tutela della biodiversità ma è altrettanto fondamentale che gli investimenti vadano nella giusta direzione per aiutare le aziende a cambiare approccio.

Qual è stato l’impatto di Mifid2 sull’aspetto della trasparenza e dell’adeguamento degli investimenti sostenibili? Qual è il ruolo del consulente finanziario in questa fase di transizione ecologica?


La Mifid2 è stata molto positiva perché ha aggiunto maggiore trasparenza al settore e ha permesso di investire nell’aspetto educativo del cliente. Il consulente ha un ruolo fondamentale in questa fase di transizione perché il cliente ha poca conoscenza di queste tematiche. Bisogna informare ed educare a tutti i livelli per aumentare la coscienza sociale sull’importanza di tutelare l’ambiente, perché attraverso l’attenzione per il pianeta possiamo assicurare migliori condizioni di vita anche a noi stessi. Non è semplice far entrare questi argomenti nelle discussioni sugli investimenti, specie quando bisogna far digerire concetti più complessi come la tassonomia. È una sfida per i consulenti riuscire a portare le conversazioni anche sul piano della sostenibilità ma molte persone saranno più soddisfatte sapendo di poter contribuire con i loro investimenti a ridurre il cambiamento climatico e a fermare la deriva del pianeta.
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