L'analisi

Infrastrutture e transizione verde, investire in anticipo per generare valore importante

Goldman Sachs Asset Management spiega l’importanza della transizione energetica come tema di investimento di lungo termine in un commento di Philippe Camu, chairman e co-chief investment officer of infrastructure

di Virgilio Chelli 18 Novembre 2022 14:00
financialounge -  ESG Goldman Sach Asset Management mercati Philippe Camu
financialounge -  ESG Goldman Sach Asset Management mercati Philippe Camu

La transizione energetica rappresenta il pilastro più importante della tesi a favore dell’investimento in infrastrutture di Goldman Sachs Asset Management. Sin dalla Cop21 di Parigi è emerso un segnale tangibile di urgenza nell’intraprendere il percorso verso l’obiettivo net zero in termini di emissioni e il trend è stato accentuato dalla guerra in Ucraina e dai conseguenti timori sulla sicurezza energetica e sull’insostenibilità di prezzi elevati. Intanto l’Inflation Reduction Act adottato negli USA sta accelerando gli sforzi per la decarbonizzazione in in Nord America, creando una significativa domanda di investimenti in infrastrutture. Insomma, la transizione energetica rappresenta un’opportunità da migliaia di miliardi di dollari per gli Investitori.

IL GRANDE UNIVERSO DELLA TRANSIZIONE ENERGETICA


Il chairman e co-chief investment officer of infrastructure at Goldman Sachs Asset Management, Philippe Camu, sottolinea che investire in anticipo sui temi della transizione verso le nuove energie può generare un valore significativo nel lungo termine. Camu definisce la transizione energetica come tutto quello che contribuisce a raggiungere il net zero, dalle rinnovabili a tutta la catena produttiva legata alla mobilità elettrica, all’immagazzinaggio, a fonti sostenibili come idrogeno e gas rinnovabili, fino alle tecnologie per la ‘cattura’ del carbonio. In pratica un universo che abbraccia ogni singolo sotto-settore delle infrastrutture, dai trasporti alle utility fino al digitale e alle infrastrutture sociali di servizio e logistica.

CAPACITA’ DI IDENTIFICARE I TREND IN ANTICIPO


Grazie a un elevato livello di specializzazione Goldman Sachs Asset Management può identificare in anticipo trend destinati ad essere favoriti. Muoversi per primi, sottolinea Camu, vuol dire poter creare un valore significativo nel lungo termine per gli stakeholder. Il primo fondo dedicato al tema da Goldman Sachs Asset Management risale al 2006, con investimenti precoci nel settore portuale e nell’eolico, in particolare in Gran Bretagna e poi in Danimarca e Germania, e per la conversione da carbone a gas di centrali in Spagna.

ESPERIENZE POSITIVE IN TUTTO IL MONDO


Camu si dice particolarmente orgoglioso dell’investimento in Giappone dopo il disastro nucleare di Fukushima nel settore dell’eolico, delle biomasse e del solare. Tra i moltissimi temi oggi di grande interesse, l’esperto di Goldman Sachs Asset Management segnala in particolare la mobilità ‘verde’ su cui si stanno mobilitando risoerve politiche e finanziarie molto importanti, soprattutto in Europa. E poi l’idrogeno, che secondo gli studi di Goldman Sachs può contribuire fino al 20% della decarbonizzazione globale.

RISCHI NEI COSTI E NELLE TECNOLOGIE


Tra i rischi che l’investitore deve valutare per l’investimento in infrastrutture a impronta ‘verde’ Camu cita i costi, che possono scappare di mano nell’attuale ambiente economico inflazionistico. Inoltre, sono in agguato rischi legati alle tecnologie adottate, che devono essere ben collaudate e non riservare sorprese, e quindi i rischi politici, che possono impattare soprattutto progetti infrastrutturali di grandi dimensioni.

IL RUOLO CRUCIALE DEI CAPITALI PRIVATI


Ultimo, ma non certo marginale tema, è quello del reperimento delle risorse finanziarie. Secondo Camu i mercati dei capitali privati hanno un ruolo importante da giocare, perché il mercato pubblico dei capitali pubblici da solo non può bastare a mobilitare gli investimenti necessari alla transizione verso un mondo decarbonizzato. I numeri sono enormi, sottolinea Camu citando stime di 56.000 miliardi di dollari per raggiungere l'obiettivo net zero nel 2050. Il settore privato può mobilitarne la gran parte e anche offrire l’esperienza necessaria per gettare fondamenta durature per un futuro senza carbonio.
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