Fonti alternative

Investire nell'energia eolica e dall’idrogeno: ecco il tratto distintivo degli ETF di Invesco

Gli indici WilderHill – replicati dagli ETF di Invesco sull’energia eolica e dall’idrogeno - fanno leva su una competenza ineguagliabile nel campo dei benchmark climatici del primo provider di indici azionari di energia pulita al mondo

di Leo Campagna 12 Novembre 2022 09:30
financialounge -  ESG ETF idrogeno Invesco
financialounge -  ESG ETF idrogeno Invesco

Già oggi la combinazione di energia eolica e solare consente a molti Paesi una soluzione pratica con cui soddisfare il proprio fabbisogno energetico annuale. Nel 2020, per esempio, l'Islanda ha coperto con l'energia rinnovabile l'84% del proprio consumo lordo di elettricità, seguita da Norvegia (77%), Svezia (60%), Finlandia (44%) e Regno Unito (42%). Meno virtuosi, invece, Belgio (13%) e Paesi Bassi (14%).

PER IL FUTURO SI GUARDA ALL’IDROGENO


Per il futuro si guarda con sempre maggiore interesse agli sviluppi nel campo dell'energia da idrogeno perché è un elemento chimico abbondante e, soprattutto, consente di immagazzinare e trasportare energia che, una volta rilasciata, non produce emissioni nocive di gas serra. Tuttavia, non tutti i processi per la generazione di idrogeno sono completamente privi di emissioni. Per esempio, l’idrogeno grigio - attualmente il più utilizzato - è prodotto attraverso un processo tramite il quale il gas naturale e vapore (acqua riscaldata) si combinano, producendo idrogeno ma emettendo anche anidride carbonica come sottoprodotto.

IDROGENO BLU E IDROGENO VERDE


L’idrogeno blu rappresenta un miglioramento rispetto all'idrogeno grigio in quanto incorpora la tecnologia specifica per catturare le emissioni nocive di CO2 mentre la soluzione ottimale dal punto di vista ambientale è l’idrogeno verde. Utilizza infatti l'elettricità prodotta da fonti rinnovabili, come l'energia solare o eolica, per una decomposizione elettrochimica dell'acqua. Questa reazione scompone l'acqua in idrogeno e ossigeno, senza l'emissione di gas nocivi durante il processo.

GLI INDICI WILDERHILL


“Gli indici WilderHill offrono accesso agli investimenti in energia eolica e idrogeno” riferisce Chris Mellor, Head of EMEA ETF Equity and Commodity Product Management di Invesco, che poi aggiunge: “WilderHill ha sviluppato i primi indici azionari di energia pulita al mondo facendo leva su una competenza ineguagliabile nelle soluzioni di indici climatici. Il comitato di consulenza dell'indice di WilderHill è formato da otto specialisti di rilievo provenienti dai settori della climatologia, della tecnologia, della politica e delle comunicazioni”.

L’INVESCO WIND ENERGY UCITS ETF


WilderHill si distingue rispetto a molti concorrenti applicando una metodologia bilanciata, sia per ridurre il rischio di concentrazione e sia per garantire un'esposizione significativa a ciascun componente. Questo permette una maggiore esposizione alle società a bassa e media capitalizzazione. “WilderHill Wind Energy Index – replicato dall’Invesco Wind Energy UCITS ETF - punta a sfruttare l'esposizione all'energia eolica onshore e offshore con un portafoglio ampio e diversificato con circa 50 titoli in quattro settori nel campo dell'energia eolica” argomenta Mellor.

SFRUTTARE IL VERO POTENZIALE DELL’ENERGIA EOLICA


Le compagnie selezionate vantano una significativa esposizione nell’ambito dell'energia eolica. All'1 settembre 2022, nel 29% dell'indice rientravano società raggruppate in parchi eolici, nel 25% aziende attive nell’innovazione eolica, nel 24% compagnie produttrici di materiali eolici e nel 22% società operanti in reti più intelligenti. “Tra queste, per esempio, Prysmian Group, che fornisce soluzioni di cavi innovative, sostenibili ed economiche per sfruttare il vero potenziale dell'energia eolica” specifica il manager di Invesco.

L’INVESCO HYDROGEN ECONOMY UCITS ETF


Il WilderHill Hydrogen Economy Index – replicato invece dall’Invesco Hydrogen Economy UCITS ETF - è un paniere ampio e diversificato di circa 50 titoli in sei settori che contribuiscono alla transizione verso un'economia dell'idrogeno a basse emissioni di carbonio. All'1 settembre 2022, il 21% dell'indice era composto da società nell’ambito dell’idrogeno verde, il 19% nella generazione di idrogeno, il 17% nell'innovazione dell'idrogeno, il 17% nelle celle a combustibile, il 13% nello stoccaggio dell'idrogeno e il 12% nell'idrogeno per i trasporti.

INNOVAZIONE ENERGETICA


“Ogni società, oltre a vantare un'esposizione significativa nel campo dell'economia dell'idrogeno, deve avere la parte primaria delle proprie attività commerciali incentrata sull'innovazione energetica, mentre i combustibili fossili non devono costituire una parte significativa del business” conclude l’Head of EMEA ETF Equity and Commodity Product Management di Invesco.
Trending