L'analisi

Perché Pictet AM conferma la view positiva sul comparto obbligazionario

Per Flora Dishnica (Pictet Asset Management) il miglioramento delle valutazioni del mercato obbligazionario offre adesso prospettive più interessanti mentre sull’azionario permane il ritardo sull’aggiustamento delle stime sugli utili

di Leo Campagna 10 Novembre 2022 19:30
financialounge -  Flora Dishnica mercati obbligazioni Pictet Asset Management
financialounge -  Flora Dishnica mercati obbligazioni Pictet Asset Management

I rialzi tra l’8% e il 9% sia negli USA sia in Europa dell’azionario nel mese di ottobre sono stati propiziati sai dalla limitata esposizione nel complesso degli investitori e sia dai dati di bilancio aziendali incoraggianti comunicati per il terzo trimestre negli USA.

ASSESTAMENTO NEI TASSI CORE VERSO LA FINE DEL MESE


“Un contributo lo ha offerto anche l’assestamento nei tassi core verso la fine del mese. Un movimento che ha rafforzato le speranze per una conclusione delle sorprese restrittive lungo il percorso di rialzi da parte della Fed, sulla scia anche dei rialzi meno corposi rispetto alle attese da parte delle Banche Centrali di Canada e Australia”, fa sapere Flora Dishnica, Investment Manager di Pictet Asset Management.

QUADRO MACRO USA PIUTTOSTO CONTRASTATO


La manager ammette tuttavia che il quadro macroeconomico statunitense rimane piuttosto contrastato. Per esempio, a fronte di una persistente inflazione la crescita della ricchezza (PIL) americana è tornata in territorio positivo nel terzo trimestre. Emerge qualche  rallentamento dai vari indicatori di fiducia delle imprese ma resta piuttosto solido il mercato del lavoro, con un buon aumento degli occupati e una creazione di nuovi posti di lavoro al di là delle aspettative.

LA RIUNIONE DELLA FED DEL 2 NOVEMBRE


“Nell’ultima riunione del 2 novembre, la Fed non ha escluso una riduzione nell’entità dei rialzi dei fed funds nelle prossime riunioni a dicembre (o gennaio) anche alla luce del fatto che la trasmissione sull’economia reale del pieno effetto restrittivo dei rialzi ad oggi effettuati (+375 punti base) avviene con qualche ritardo, a mano a mano che il restringimento nelle condizioni finanziarie è incorporato nel credito”, spiega Dishnica. Il mercato, tenendo conto anche delle puntualizzazioni di Powell durante la conferenza stampa,  ha spostato da marzo a giugno 2023 il raggiungimento del tasso terminale a un livello più alto di circa 10-15bps, attualmente tra 5,10%-5,15%.

VIEW FAVOREVOLE VERSO IL COMPARTO OBBLIGAZIONARIO


“Proprio questo aggiustamento marginale del punto di arrivo dei tassi combinato con il livello cumulato di rialzi ci porta a confermare la validità delle nostre scelte di asset allocation a favore del comparto obbligazionario”, puntualizza la manager di Pictet AM che poi aggiunge: “Se il rallentamento economico proseguirà senza chiari dati di riduzione dell’inflazione, diventerà sempre più verosimile lo scenario recessivo. In questo contesto, il miglioramento delle valutazioni rispetto a inizio anno, particolarmente evidente sull’obbligazionario, offre prospettive più interessanti per i portafogli”.

PREFERENZA SUI SEGMENTI BREVI/MEDI DELLA CURVA DEI TASSI EURO


Tesi che sono ancora più solide in Europa dove la crisi energetica in corso rende le dinamiche recessive più probabili. “La BCE ha più o meno esplicitamente indicato che le preoccupazioni sulla crescita iniziano a rientrare nelle loro considerazioni di politica monetaria. Questo rende improbabile rialzi dei tassi oltre i livelli già incorporati dal mercato e conferma la nostra attuale preferenza per i segmenti brevi/medi della curva obbligazionaria dell’area euro” riferisce Dishnica.

PREMATURA UN’ESPOSIZIONE PIU’ STRUTTURALE ALL’AZIONARIO


Diverso il discorso sull’azionario. In questo ambito, è l’opinione dell’investment manager di Pictet Asset Management, le stime sugli utili aziendali – che non incorporano ancora nessun rallentamento degli utili per il 2022, 2023 e 2024 in Europa e USA - rimangono eccessivamente ottimistiche, soprattutto alla luce del crescente scenario recessivo. “La correzione del mercato finora è stata interamente guidata dall’aumento dei tassi di interesse. Il rapporto utili / prezzo (earnings yield) è ora decisamente più elevato ma il suo rialzo è stato inferiore a quello del rendimento reale obbligazionario. Riteniamo pertanto prematura un’estensione strutturale dell’allocazione azionaria prima che le previsioni degli utili riflettano per lo meno un rallentamento economico” conclude Dishnica.
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