Impatto climatico

Candriam: la crisi energetica opportunità per un futuro più sicuro e sostenibile

Marouane Bouchriha, Senior Fund Manager, Thematic Global Equity e Vincent Meuleman, Senior Portfolio Manager di Candriam, vedono nella crisi l’acceleratore della transizione, occasione storica per gli investitori

di Virgilio Chelli 7 Novembre 2022 18:00
financialounge -  Candriam ESG Marouane Bouchriha mercati Vincent Meuleman
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Mancano ancora anni alla completa transizione energetica delle economie e non ci si può aspettare che il consumo di combustibili fossili diminuisca solo riducendo gli investimenti, come sta facendo l'Europa. L'attuale crisi è dovuta a una confluenza di eventi rari, come la guerra in Ucraina, mentre con l’accelerazione della domanda sono entrati in gioco anche la produzione idroelettrica e di carbone, mettendo in luce vulnerabilità geopolitiche e di supply-chain. Questo contesto costituisce un monito per la potenziale, futura volatilità del mercato energetico, che può essere innescata da rapidi movimenti sui versanti della domanda e dell'offerta globale di energia.

EUROPA PIÙ DIPENDENTE DAL FOSSILE


Candriam, in un commento di Marouane Bouchriha, Senior Fund Manager, Thematic Global Equity e Vincent Meuleman, Senior Portfolio Manager, aggiunge che non va dimenticato che il clima diventerà sempre più variabile, tanto più con una transizione energetica sempre più disordinata, che avrà inevitabilmente un impatto sulle forniture. I Paesi Ue non hanno alcuna influenza sul prezzo dell’import e sono strutturalmente sempre più dipendenti dai combustibili fossili, mentre l'Asia si trova in una posizione leggermente "migliore" grazie al carbone, anche se resta fortemente dipendente da petrolio e gas.

ALLA MERCÉ DI POCHE AUTOCRAZIE


Una dipendenza che, senza considerare l'impatto climatico, sta chiaramente mettendo la maggior parte del mondo alla mercé di poche autocrazie, con cinque Paesi che detengono più del 50% delle riserve petrolifere globali. Gli esperti di Candriam sottolineano inoltre l'esplosione dei costi dei combustibili fossili che ha portato la bolletta energetica totale dei consumatori mondiali oltre i 10.000 miliardi di dollari, livelli che non solo restringono la crescita, ma potrebbero mettere in pericolo la coesione sociale in diverse parti del mondo.

GLI ALTI PREZZI SPINGONO LA DECARBONIZZAZIONE


La Germania può permettersi di importare gas naturale liquefatto ma il resto del mondo non è in grado di competere. L'Argentina ha convertito parte della produzione elettrica a diesel, provocando carenze agli agricoltori, mentre la volatilità dei prezzi delle materie prime non farà che peggiorare la situazione. Gli esperti di Candriam sono convinti che gli attuali prezzi dei combustibili fossili, la loro volatilità e la politicizzazione dell'energia siano tutti fattori positivi per la decarbonizzazione. Innanzitutto, per l'impatto positivo di sostegno politico, perché la crisi ha collegato la transizione all'indipendenza energetica. In Europa, il piano REPowerEU annunciato dalla Commissione Europea è un buon esempio.

OPPORTUNITÀ STORICA PER GLI INVESTITORI


Poi c’è l'effetto di sostituzione su periodi più lunghi dei combustibili fossili, vantaggioso per le alternative sostenibili, come efficienza e energie verdi. Secondo Candriam per gli investitori è un'opportunità storica: oltre l'80% dell'economia globale è impegnata a raggiungere la neutralità delle emissioni tra il 2050 e il 2060 ma c'è ancora un enorme divario in termini di investimenti. Questi obiettivi ambiziosi possono essere raggiunti solo investendo 3.000 miliardi di dollari l'anno nella transizione, una cifra tre volte superiore a quella investita oggi.

TUTTE LE TECNOLOGIE NECESSARIE CI SONO


Oggi ci sono tutte le tecnologie necessarie per guidare la transizione al 2030 con il maggior contributo dall'efficienza energetica. La buona notizia, secondo gli esperti di Candriam, è che le rinnovabili e l'efficienza energetica trarranno chiaramente i maggiori benefici dagli attuali prezzi elevati, perché il rendimento degli investimenti è gonfiato dal costo dell'energia. Un investimento in una pompa di calore, ad esempio, che richiedeva un ammortamento di 10 anni, è sceso a 2 anni in alcuni paesi e può addirittura ripagarsi da solo grazie alle sovvenzioni, come in Francia o in Italia.

IL SEGNO SUI MERCATI NEL PROSSIMO DECENNIO


La politica energetica è più che mai sotto osservazione, sottolineando in conclusione Bouchriha e Meuleman. Il mondo ha bisogno di energia non solo pulita, ma anche sicura e conveniente. La sfida per fornire un mix energetico che soddisfi questi requisiti costituisce un'opportunità storica per gli investitori. Il modo in cui l'energia viene fornita, risparmiata e consumata potrebbe definire i mercati finanziari nel prossimo decennio.
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