L’analisi

Robeco: “La crisi energetica dell'Ue sarà istruttiva e distruttiva”

L’asset manager analizza il momento storico segnato da costi energetici fuori controllo (ma non tutte sono cattive notizie)

di Francesco Rapetti 4 Novembre 2022 19:00

financialounge -  Crisi energetica energia Gnl Robeco Roman Boner Russia Ue
L’ analisi realizzata da Roman Boner, Portfolio Manager della strategia RobecoSAM Smart Energy Equities di Robeco inizia evidenziando che l'Europa, assicurandosi importazioni di GNL (Gas Naturale Liquefatto), ha diversificato i fornitori, cosa che la porta a sperare di ridurre ulteriormente la domanda attraverso un mix di consumi volontari e obbligatori per l'industria e le famiglie negli Stati membri. Le misure stanno funzionando e le riserve si stanno accumulando. Le importazioni di gas dalla Russia sono passate dal 40% a meno del 10% in meno di un anno e nel frattempo le riserve invernali per l'intero blocco dei Paesi europei sono tornate a un rassicurante 90%.

BOLLETTA ENERGETICA EU ALTA NEL 2023


Secondo gli analisti Robeco, i tagli ai consumi dovrebbero essere permanenti per garantire la sicurezza energetica nel medio termine. Si prevede una guerra di lunga durata, il che significa che un brusco abbandono delle forniture russe costringerà l'Europa ad affidarsi a un mercato spot a breve termine, rigido e volatile, per soddisfare il proprio fabbisogno di energia. Ciò significa che la bolletta energetica dell'Europa rimarrà alta fino al 2023 e, probabilmente, fino al 2024, quando verranno costituite nuove riserve prive degli approvvigionamenti russi.

LA SOLUZIONE UE AUSPICABILE


Robeco ritiene che l'UE debba favorire l'approccio discriminatorio olandese, in cui i prezzi sono sottoposti a un tetto massimo, dopo il quale i consumatori pagano il prezzo pieno di mercato. In questo modo si smorzerebbe l'impatto degli alti prezzi dell'energia per le famiglie e si frenerebbero i consumi eccessivi. Inoltre, a meno che non si verifichi un inverno rigido in Asia settentrionale, é ipotizzabile che l'accesso della Cina all'abbondante gas russo e il rallentamento dell'economia interna ridurranno la concorrenza globale e manterranno le forniture di gas verso l'Europa.

MERCATO UE DISOMOGENEO


La regolamentazione in materia di energia ha sostituito la prudenza fiscale come nuovo mantra dell'UE, ma non tutti gli Stati si troveranno ad affrontare gli stessi vincoli e l'impatto sarà disomogeneo tra gli Stati membri. La posizione geografica naturale, il mix nazionale di combustibili, le temperature delle varie regioni e le disparità nella capacità di stoccaggio influenzeranno pesantemente la furia dell'inverno nei vari Stati membri. Nonostante la retorica e i litigi iniziali, emergeranno accordi di condivisione dell'energia che ridurranno ulteriormente i rischi di scarsità per i singoli Paesi.

BLACKOUT NO, FALLIMENTI SI


Anche se i blackout saranno probabilmente evitati, lo stesso potrebbe non accadere per eventuali fallimenti. Come per i Paesi, l'impatto dei prezzi dell'energia sarà disomogeneo tra i settori e le aziende e le imprese ad alta intensità energetica sono quelle che stanno sostenendo il peso maggiore di questo periodo di crisi. I profitti dei settori ad alta intensità energetica, come quelli delle utilities, della lavorazione dei metalli e i prodotti chimici, saranno colpiti per primi, con effetti secondari nei settori alimentare, alberghiero e dei trasporti. Le società di servizi "troppo grandi per fallire" si stanno affidando agli aiuti governativi, mentre le aziende più grandi con ampie riserve di liquidità hanno ridotto la produzione. I produttori di prodotti chimici e di metalli di base stanno passando al carbone a basso prezzo per avere energia e stanno chiudendo la produzione non redditizia.

LE BUONE E CATTIVE NOTIZIE


Le buone notizie sono che gli approvvigionamenti di energia rinnovabile erano già in aumento nel 2021 e la precarietà energetica delle imprese dovrebbe sostenere una maggiore crescita nel medio-lungo termine. Nel frattempo, anche gli investimenti in tecnologie efficienti dal punto di vista energetico, dei fattori produttivi e dei processi dovrebbero accelerare, poiché le imprese e le famiglie si adattano alla scarsità come a un "new normal". I mandati dell'UE per l'energia solare sui tetti e le pompe di calore ad alta efficienza energetica accelereranno queste tendenze. La cattiva notizia è che i costi dell'energia, dei fattori produttivi e degli investimenti rimarranno elevati, per cui il consumo energetico deve rimanere sotto controllo. Tuttavia, la crisi è spesso un catalizzatore del cambiamento. I governi, i consumatori e le aziende non dovrebbero lasciare che questa crisi vada sprecata.

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