Investimenti sostenibili

Capital Group: “La mancanza di innovazione dei prodotti frena l'adozione degli ESG”

Lo dichiara il 40% degli investitori istituzionali e wholesale interpellato nel nuovo studio globale ESG 2022 di Capital Group

di Francesco Rapetti 31 Ottobre 2022 07:55

financialounge -  Capital Group ESG Jessica Ground ricerca
Da quanto emerge dalla seconda edizione dello studio globale ESG di Capital Group, una delle maggiori società di investimento al mondo, gli investitori globali segnalano una mancanza di innovazione nei prodotti e servizi ESG. Tra i principali risultati dello studio, gli investitori ritengono che non vi siano abbastanza fondi che offrano un ampio spettro di temi in grado di abbracciare tutto l’universo ESG; vogliono prodotti più innovativi e riconoscono la necessità di investire in società in transizione.

LO STUDIO ESG


Per lo studio globale ESG, Capital Group ha intervistato 1.130 investitori istituzionali e wholesale, tra cui fondi pensione, family office e compagnie assicurative, nonché fondi di fondi, banche retail/private e consulenti finanziari, situati in 19 mercati di tutto il mondo nel 2022. Questa è la seconda puntata dello studio globale 2022, che cerca di identificare i fattori chiave e le sfide che gli investimenti ESG devono affrontare.

LE PAROLE DELLA GLOBAL HEAD ESG


Jessica Ground, Global Head ESG, Capital Group ha dichiarato che "gli investitori che desiderano accedere a un'ampia gamma di temi ESG devono attualmente acquistare diversi fondi monotematici o strettamente focalizzati, il che sottolinea la necessità di soluzioni all-in-one che consentano agli investitori di puntare alla sostenibilità a 360°". La manager inoltre ha dichiarato che “la richiesta di fondi ESG più innovativi può riflettere il desiderio di diversificare le proprie partecipazioni, in quanto gli investitori riconoscono di aver bisogno di soluzioni per tutte le stagioni, in grado di adattarsi alle mutevoli condizioni di mercato e di resistere meglio alla volatilità".

I PRIMI RISULTATI DELLO STUDIO


Lo studio evidenzia un divario tra la domanda degli investitori e la disponibilità di fondi che offrono un'esposizione a più temi, infatti quasi quattro investitori globali su 10 (39%) ritengono che la mancanza di innovazione dei prodotti freni una maggiore adozione dell'ESG; inoltre quasi la metà (46%) degli investitori globali ritiene che non ci siano abbastanza fondi allineati agli Obiettivi di sviluppo sostenibile (SDG) delle Nazioni Unite. Altro dato interessante emerso dalla ricerca é che quasi la metà degli intervistati (47%) ritiene che i fondi esistenti che mirano agli SDG si concentrino eccessivamente sulle questioni ambientali. Ultimo dato emerso é che il 43% afferma che vi sia un bisogno specifico di fondi ESG multitematici.

INVESTIRE SEMPRE DI PIÙ NELLA TRANSIZIONE


Quattro investitori su 10 (40%) sono attualmente favorevoli a investire in una combinazione di aziende leader ESG e di aziende in transizione ESG, mentre un terzo (34%) ritiene che i gestori patrimoniali che investono esclusivamente in aziende leader ESG a scapito di quelle in transizione stiano facendo più male che bene. La percentuale di investitori che prevede di concentrarsi principalmente o esclusivamente sui soggetti ESG in transizione dovrebbe passare dall'attuale 21% al 30% nei prossimi due o tre anni. L'indagine ha rivelato che gli investitori europei sono quelli che si concentreranno maggiormente sui soggetti in transizione: gli investitori europei hanno dichiarato di voler aumentare le allocazioni dall'attuale 20% al 34% nei prossimi due o tre anni.

LE CONCLUSIONI DELLO STUDIO


Jessica Ground, Global Head ESG, Capital Group conclude che “gli investitori ESG cercano soluzioni gestite attivamente, diversificate e dinamiche che offrano un'esposizione a più temi e a una varietà di società in transizione. Gli investitori ESG hanno un forte orientamento verso le strategie attive: quasi due terzi (63%) degli investitori globali hanno dichiarato che il loro approccio preferito per l'integrazione dell'ESG è l'utilizzo di fondi attivi. Questo dimostra come gli investitori ritengano che i gestori attivi siano in una posizione unica per capitalizzare e gestire le opportunità e i rischi ESG".

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