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Riunione Bce di oggi, le previsioni delle grandi case d'investimento

La Banca centrale europea è chiamata al difficile compito di contrastare l'inflazione senza penalizzare l'economia: ecco cosa aspettarsi dal meeting del 27 ottobre secondo le società del risparmio gestito

di Antonio Cardarelli 27 Ottobre 2022 07:55
financialounge -  Allianz Global Investors BCE Generali Investments Natixis Investment Managers PIMCO Vontobel
financialounge -  Allianz Global Investors BCE Generali Investments Natixis Investment Managers PIMCO Vontobel

Sui mercati la giornata di oggi, giovedì 27 ottobre, è incentrata sul meeting della Banca centrale europea. L'inflazione continua a rimanere su livelli molto elevati, anche se a settembre ha mostrato leggerissimi segni di rallentamento, ma il compito della Bce di tenere a bada il carovita con l'aumento dei tassi si scontra col rischio sempre più concreto di recessione. Christine Lagarde manterrà la rotta proseguendo sulla strada dei rialzi? Ecco cosa ne pensano alcune delle più grandi case d'investimento mondiali.

ALLIANZ GLOBAL INVESTORS


Secondo Franck Dixmier, Global CIO Fixed Income della tedesca Allianz Global Investors, la situazione della Bce "sta diventando sempre più scomoda" anche perché il mix di politiche nella zona euro non è d'aiuto e rischia di favorire l'aumento dei prezzi. Nonostante le condizioni economiche si stiano deteriorando, secondo l'esperto di AllianzGI "la valutazione della Bce sul contesto dovrebbe rimanere invariata" perché Francoforte è "dietro la curva e deve continuare ad agire velocemente e con decisione". AllianzGI afferma che l'aumento di 75 punti base è ampiamento atteso dai mercati e sposta l'attenzione sulle dichiarazioni in merito alla riduzione del bilancio della banca centrale con la previsione che "Lagarde dovrebbe ribadire che quantitative tightening inizierà solo dopo la fine del ciclo di rialzo dei tassi".

GENERALI INVESTMENTS


"Prevediamo che la BCE opterà per un altro consistente aumento dei tassi per 75 bps nella riunione del 27 ottobre e, allo stesso tempo, la Presidente Lagarde chiarirà che ulteriori rialzi sono in arrivo", spiega Martin Wolburg, Senior Economist della società italiana Generali Investments. Anche Wolburg sottolinea l'importanza dei riferimenti di Lagarde alla riduzione del bilancio. "Inoltre, con l'inflazione che probabilmente sta raggiungendo il picco ora e l'area dell'euro già in recessione, la motivazione per ulteriori rialzi jumbo perde alcune basi - prosegue l'esperto di Generali Investments - Nel complesso, la BCE sottolineerà nuovamente la dipendenza dai dati rimanendo in modalità restrittiva e a dicembre effettuerà una valutazione politica più approfondita quando aggiornerà le sue proiezioni macro".

NATIXIS INVESTMENT MANAGERS


Secondo l'analisi di Mabrouk Chetouane Global Head of Market Strategy della francese Natixis Investment Managers, ci sono pochi dubbi sul fatto che la BCE effettuerà un rialzo di 75 punti base, ma la Bce "dovrà rendere più chiara la propria tabella di marcia" per il 2023, quando dovrà optare tra il mantenimento della stabilità finanziaria e la lotta all'inflazione in un contesto ad alto rischio. Natixis IM ritiene che entro fine anno la Bce dovrà aumentare il tasso di rifinanziamento principale al 3%, sottolineando che per raggiungere la stabilità dei prezzi senza mettere a rischio la stabilità finanziaria, dovrebbe rinviare temporaneamente l'adeguamento delle dimensioni del proprio bilancio. "Qualsiasi programma di restringimento quantitativo dovrà attendere il primo trimestre del 2023. In questo contesto, il rischio principale è che i mercati sottovalutino la determinazione della BCE ad aumentare i tassi di policy a tali livelli a causa del delicato contesto economico", conclude Chetouane.

VONTOBEL


Essendo "in ritardo rispetto alle altre banche centrali", Claudia Fontanive Wyss, Portfolio Manager, e Mondher Bettaieb-Loriot, Head of Corporate Bonds della casa svizzera Vontobel, si aspettano che la Bce proceda a un rialzo di 75 punti base. "Tuttavia, continuiamo a ritenere che la BCE abbia buoni motivi per non muoversi in un territorio troppo restrittivo, poiché alla fine l'inflazione in Europa è molto più guidata dall'energia che dalla domanda. Inoltre, il rischio di una spirale salariale nell'area euro è relativamente contenuto", spiegano i due esperti. La previsione è per un picco di tassi nell'area del 2,25% entro la fine dell'anno, mentre non è prevista nessuna misura di politica monetaria aggiuntiva finché i tassi non saranno stabili. Secondo Vontobel "il rischio di frammentazione è attualmente limitato e potrebbe riemergere con le potenziali discussioni sul QT", anche se sul debito italiano viene vista positivamente, in ottica mercati, la nomina di figure moderate e pro-Ue nei posti chiave.

PIMCO


"Riteniamo che la BCE aumenterà i tassi di riferimento di altri 75 punti base nella riunione di ottobre. Ci aspettiamo un ulteriore rialzo di 50 punti base a dicembre, che porterebbe il tasso di riferimento al 2% e verso la fascia alta della maggior parte delle stime di una configurazione neutrale dei tassi di riferimento per l'area euro", spiega Konstantin Veit, Portfolio Manager dell'americana PIMCO. "Riteniamo che il Consiglio direttivo chiarirà che un'impostazione neutrale della politica potrebbe non essere appropriata in tutte le condizioni e ci aspettiamo una transizione verso incrementi di 25 punti base l'anno prossimo, quando il ciclo di rialzo passerà dalla normalizzazione all'inasprimento della politica", commenta l'esperto.
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