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Mercati e banche centrali

T. Rowe Price: sull’orlo della recessione, “kryptonite” per i mercati

Nikolaj Schmidt, Chief International Economist di T. Rowe Price, traccia un quadro cupo ma nota che l'umore non può peggiorare molto, gli investitori hanno già venduto e forse non servono tante buone notizie per la rimonta

di Virgilio Chelli 6 Ottobre 2022 16:39
financialounge -  Nikolaj Schmidt recessione t.rowe price
financialounge -  Nikolaj Schmidt recessione t.rowe price

I trend che hanno reso difficile la prima parte del 2022 non si sono attenuati dopo l’estate e restano pochi motivi per essere ottimisti su economie e mercati. I dati suggeriscono che le speranze di crescita si fanno sempre più flebili e che siamo sull'orlo di una recessione globale. Intanto le banche centrali hanno deciso che l’inflazione è una sfida quasi esistenziale: deve scendere e deve farlo ora. Con previsioni fosche per l'economia globale e banche centrali con atteggiamento da falco, i luoghi in cui rifugiarsi sono stati davvero pochi, dopo che tutte le principali asset class sono state colpite da perdite evidenti.

TEMPI MIGLIORI SOLO IN FUTURO


T. Rowe Price, in un commento dal titolo “Kryptonite per i mercati” a cura del Chief International Economist Nikolaj Schmidt, prevede che dovremo affrontare prospettive cupe per qualche tempo ancora, anche se oltre queste nubi scure si intravedono i contorni di tempi migliori. L'economia globale è stata colpita da una serie di shock sistemici, colpi così profondi che si sono consolidati e i cui postumi potrebbero durare a lungo. La sfida principale è rappresentata dalle banche centrali e dagli strumenti messi in campo contro l'inflazione.

SERVE TEMPO PER L’EFFETTO DELLA STRETTA


Schmidt ritiene che il loro pieno effetto può richiedere molto tempo e può essere difficile prevedere per quanto continueranno a pesare sull'economia, e si aspetta che ci vorranno alcuni trimestri prima di sentire tutto il peso delle scelte delle banche centrali. A ciò si aggiunge la guerra in Ucraina, che ha fatto salire i prezzi delle materie prime, erodendo il potere d'acquisto di famiglie e imprese e spingendo le banche centrali a stringere. Nel breve, la decisione della Russia di tagliare le esportazioni di gas all'Europa costringerà a un razionamento dell'energia, e per Schmidt lo scenario più probabile è diversi anni con una fornitura di energia significativamente inferiore, il che spesso equivale a una mancata crescita.

FED PRONTA A PAGARE UN PREZZO ALTO


Per questo l’esperto di T. Rowe Price si aspetta una recessione in Europa i cui effetti potrebbero essere globali, dato che rappresenta circa il 17% del PIL mondiale. Inoltre in Cina ci sono anche sfide significative per la crescita, come la politica anti-covid e la decisione di ripulire il settore immobiliare. Negli USA la Fed vuole mettere sotto controllo l'inflazione deve essere controllata, quasi ad ogni costo, e una recessione non è un prezzo troppo alto da pagare. Significa secondo Schmidt che ci troviamo in una situazione in cui la stessa Fed sta consapevolmente guidando il Paese verso una recessione.

NON SERVIREBBERO TROPPE BUONE NOTIZIE


Con il rischio di semplificare eccessivamente uno scenario piuttosto complesso, secondo l’esperto di T. Rowe Price le dinamiche attuali sono qualcosa di simile alla kryptonite per i mercati. Schmidt aggiunge che si può forse trarre conforto dal fatto che l'umore è già così cattivo che non può peggiorare molto, e che gli investitori hanno già venduto così tanto nel 2022 che dovrebbero esserci almeno meno venditori. Forse, in una situazione del genere, non sono necessarie tante buone notizie per una rimonta degli asset di rischio.

MATERIE PRIME DECISIVE


Più in generale, se l'inflazione ha davvero raggiunto il picco e la crescita rallenta, forse possiamo aspettarci toni leggermente più morbidi delle banche centrali. Il fattore decisivo è soprattutto il calo dei prezzi delle materie prime, se continua, il potere d'acquisto delle famiglie aumenterà e la pressione sulle banche centrali diminuirà.

ATTENZIONE ALLE FALSE RIMONTE


In conclusione, secondo Schmidt, il quadro è purtroppo molto, molto buio, anche se ci sono deboli segni di luce. La tempesta infuria e la strategia giusta è quella di mantenere un approccio conservativo. Rimanere in disparte e aspettare tempi migliori. Potremmo assistere ad almeno un paio di false albe, come la rimonta azionaria di quest'estate, prima di toccare davvero il fondo del ciclo, che vedremo solo quando le banche centrali cambieranno rotta o la crescita si rimetterà in moto.
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