Lo studio

La finanza oggi si impara anche sui social

Secondo una ricerca presentata da Pictet Asset Management, Facebook è il canale di apprendimento preferito da donne e Boomers, Instagram il prediletto dai Millennials e Whatsapp il riferimento per la generazione Z

di Anna Patti 6 Ottobre 2022 07:55
financialounge -  Daniele Cammilli educazione finanziaria Morning News Pictet Am ricerca
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Pictet Asset Management ha presentato i dati della ricerca che, per il secondo anno consecutivo, analizza l’alfabetizzazione finanziaria in Italia. L’”Osservatorio Internazionale EduFin 2022: la finanza secondo le nuove generazioni” ha preso in considerazione una più ampia platea generazionale: Boomers, generazione X, generazione Y, e generazione Z. E’ emerso che cresce l’interesse per la finanza e che il canale di apprendimento preferito sono i social network.

I SOCIAL FONDAMENTALI PER L’APPRENDIMENTO FINANZIARIO


Gli italiani preferiscono affidarsi ai social network per seguire i temi finanziari. Dalla ricerca risulta che tra i non investitori, la crescita tra 2021 e 2022 è dell’8%, attestandosi ora al 33%, incremento analogo anche tra gli studenti over 19 dove l’uso dei social media è cresciuto dal 27% al 36%. Ma il dato più alto lo si registra tra gli studenti delle medie superiori, non presi in esame nel 2021: il 41% dei rispondenti gradirebbe seguire i temi finanziari attraverso i social. Più nel dettaglio emerge che Facebook è preponderante per le donne (23%) e per la generazione Boomer (25%), Instagram è invece il mezzo preferito per i Millennials (24%). Sebbene Instagram e Whatsapp emergano come i mezzi prediletti dalla Gen. Z, i dati evidenziano anche una certa preferenza per Telegram (5%), laddove in tutti gli altri segmenti rimane attorno all’1%.

CRESCE L’INTERESSE PER LA FINANZA


La ricerca di Pictet ha anche evidenziato un crescente interesse per i temi finanziari. Nel 2022 il 35 % degli italiani si dice molto interessato ai temi attinenti alla finanza e agli investimenti. Un significativo interesse si evidenzia anche tra i non investitori, i più esposti alla disinformazione, e tra gli studenti maggiorenni e gli studenti delle scuole superiori. Per i primi, il 70% si ritiene molto interessato (molto e abbastanza) alla finanza (+10% in un anno). Per gli studenti universitari, si è registrato un incremento del 21% rispetto al 2021 (oggi al 72%), mentre si definisce molto interessato anche il 53% degli studenti delle scuole medie superiori. Il maggiore interesse rimane in capo agli uomini (49%) e ai Boomers, i nati tra il 1940 e il 1964, dato che si attesta al 51%. Interessante notare che tra i giovanissimi (studenti delle scuole medie superiori) il 66% conferma di avere una bassa formazione finanziaria ma desidera incrementarla. Sulla stessa linea di pensiero si posizionano il 39% delle donne.

DIFFICOLTA’ DI APPRENDIMENTO E RUOLO EDUCATIVO


Il 30% degli italiani intervistati dice di non trovare contenuti o referenti adeguati, per il 27% la finanza è ancora una materia troppo complessa da capire mentre il 10% ritiene i contenuti disponibili per l’apprendimento o troppo banali o troppo complessi. Nel contesto attuale dove la mole di informazioni è enorme è fondamentale creare un rapporto di fiducia. Tra gli intervistati rimane predominante la figura del commercialista tra la generazione dei boomer (un terzo degli intervistati lo prediligono), mentre i consulenti finanziari conquistano la fiducia di circa un quarto della generazione Millennials. Meno di un quinto dei rispondenti ripone invece fiducia in banche o assicuratori. Le istituzioni (Bankitalia, Consob e Stato) rimangono gli attori principali da cui gli Italiani si aspetterebbero di ricevere una formazione finanziaria (il 48% del totale campione, in diminuzione rispetto al 52% del 2021). Cresce il peso specifico dei docenti delle scuole superiori e università, scelti dal 15% del campione come coloro che dovrebbero farsi protagonisti della formazione finanziaria (9% nel 2021). Cresce anche l’attitudine ad affidarsi a comunità online e influencer, accendendo un riflettore sul tema dell’informal advice. C’è ancora un 39% di italiani che si affida ad amici e conoscenti.

CONFRONTO INTERNAZIONALE


Tra le novità della ricerca di Pictet AM il confronto tra l’Italia e le maggiori economie del continente. l’Italia è allineata con Francia e Germania. Risulta invece un passo indietro la Spagna, mentre UK presenta dati sopra la media. Per quanto riguarda le fonti ritenute autorevoli e la relativa fiducia, Spagnoli e Italiani prediligono organi pubblici, Francesi e Tedeschi la scuola e Inglesi il consulente finanziario. Unanime è invece la fiducia verso istituzioni e organi regolatori. Anche all’estero, Whatsapp, Facebook, Instagram e Linkedin si confermano in crescita tra i canali di fruizione, seppur con leggere differenze: vi è ancora un maggior peso della televisione in Spagna, dei quotidiani cartacei in UK e dei video tutorial in Germania.

LA RICERCA


L’Osservatorio Internazionale EduFin 2022: la finanza secondo le nuove generazioni è stata realizzata da Pictet AM sotto la Direzione di Nicola Ronchetti, Fondatore e CEO di FINER Finance Explorer, Istituto di ricerca specializzato in ambito finanziario. I risultati dell’analisi sono stati presentati durante una tavola rotonda che ha visto confrontarsi sul tema primari esponenti del mondo istituzionale e dell’industria. Al dibattito hanno preso parte Paola Soccorso, Consigliere Ufficio Studi Economici della CONSOB; Alessandro Paralupi, Direttore Generale dell’OCF; Riccardo Haupt, Head of Strategy di Will Media; Daniele Cammilli, Head of Marketing di Pictet AM Italia. Proprio in questa occasione Daniele Cammilli ha sottolineato che  “sebbene l’Italia sia tristemente nota per bassi livelli di alfabetizzazione finanziaria, quest’anno abbiamo notato alcuni aspetti che ci fanno ben sperare e che potrebbero divenire evidenti e consolidati nel lungo periodo. Si è sempre discusso di quanto sia importante una trasformazione culturale nel nostro paese. Ci auguriamo che le evidenze di questa ricerca possano stimolare un percorso virtuoso ed una migliore e più efficace offerta di contenuti”.
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