AllianceBernstein

I green bond continuano a offrire protezione ma serve selezione

Gli esperti di AllianceBernstein spiegano con la maggior ampiezza e diversificazione dell’offerta la ridotta sovraperformance del 2022, per cui il ruolo difensivo resta ma bisogna selezionare e valutare ogni emissione

di Virgilio Chelli 30 Settembre 2022 14:34
financialounge -  AllianceBernstein Erin Bigley ESG green bond Markus Peters Tiffanie Wong
financialounge -  AllianceBernstein Erin Bigley ESG green bond Markus Peters Tiffanie Wong

I green bond si erano guadagnati la reputazione di offrire una miglior protezione dai ribassi rispetto alle obbligazioni tradizionali, ma nella flessione del mercato di quest'anno, non tutti i green hanno lo hanno evidenziato. L'ampia dispersione delle performance osservata da inizio anno indica agli investitori di adottare un approccio attivo. Dato l'alto numero di green bond in circolazione, hanno bisogno di informazioni più precise per distinguere tra i diversi tipi e comprendere più a fondo le caratteristiche di performance.

CAPIRE LA NATURA DEL ‘GREENIUM’


Lo mette in rilievo AllianceBernstein in un blog sull’Investimento Responsabile titolato “Capire la performance dei green bond con i mercati in calo”, firmato da Erin Bigley, CFA, Head Fixed Income Responsible Investing, Tiffanie Wong, CFA, Director Fixed Income Responsible Investing Portfolio Management; Director US Investment-Grade Credit, Patrick O'Connell, CFA, Director Fixed Income Responsible Investing Research, e Markus Peters, Senior Investment Strategist Fixed Income. Per gli esperti della grande casa, è importante per l’investitore obbligazionario capire la natura del "greenium".

VALUTAZIONI PIÙ ALTE E RENDIMENTI MINORI


Di norma i green bond hanno valutazioni più alte delle obbligazioni convenzionali e rendimenti più bassi. Un green bond si caratterizza di solito per un differenziale di rendimento negativo rispetto agli altri detto "greenium", vale a dire il premio per il green, per cui registra una sovraperformance. Ma mentre nella fase di avversione al rischio del 2020 i greenium sono cresciuti di pari passo, nel 2022 hanno evidenziato variazioni di minore entità e maggior dispersione, e in alcuni casi i green bond non hanno sovraperformato affatto.

DISPERSIONE DELLE PERFORMANCE


Gli esperti di AllianceBernstein spiegano che i cambiamenti del mercato obbligazionario determinano una maggiore dispersione delle performance, ma non significa necessariamente che i green bond stiano perdendo le caratteristiche difensive. Possono invece ancora offrire una maggior mitigazione del rischio rispetto alle obbligazioni convenzionali, ma è necessario tener conto di diversi cambiamenti dei mercati obbligazionari indotti dalla crescente popolarità degli investimenti responsabili, che influiranno probabilmente sull'entità del greenium, ma stanno anche contribuendo ad ampliare l'universo green.

QUATTRO TREND HANNO INFLUITO


AllianceBernstein indica in particolare quattro trend. Il primo è l’aumento delle emissioni e dunque una diminuzione del valore rappresentato dalla scarsità, che ha creato una dinamica più equilibrata tra domanda e offerta. Il secondo è una rappresentazione settoriale più ampia con emissioni da una varietà più ampia di settori. Anche la composizione dell'universo dei green bond è così cambiata nel tempo, con una maggiore inclinazione verso i settori ciclici a scapito di quelli più stabili come le utility, il che potrebbe aver determinato una maggiore sensibilità alle dinamiche di crescita nel primo semestre 2022.

LA DIMINUZIONE DEI RATING


Quindi la diminuzione del rating medio assegnato a fronte di uno spessore e una diversità maggiori del mercato, in termini non solo settoriali ma anche di qualità. Questo ha prodotto la diminuzione del rating medio e una maggiore sensibilità al rischio di credito, che potrebbe aver intaccato la capacità di tenuta dei green bond nelle fasi di avversione al rischio. Infine l’allargamento della base di investitori, la cui domanda è cambiata e non proviene più solo da soggetti con orizzonti di lungo termine, come gli istituzionali. Un numero crescente mostra un interesse per l'investimento responsabile, anche per l’evoluzione normativa e regolatoria.

EVITARE LE STRUTTURE GREEN PIÙ DEBOLI


In conclusione, gli esperti di AllianceBernstein prevedono che in futuro gli investitori saranno meno disposti a pagare un greenium per le strutture più deboli, in particolare se l'uso dei proventi è solo vagamente collegato a progetti verdi. Emissioni con caratteristiche più forti dovrebbero invece continuare a richiamare acquirenti disposti a pagare un premio ‘green’, ad esempio per i bond pienamente allineati alla Tassonomia Ue con emittenti che vantano credenziali di sostenibilità molto solide.

IL RUOLO DIFENSIVO RESTA


Per questo AllianceBernstein ritiene che sia ancora possibile trovare green bond con caratteristiche difensive, ma osservato anche come l'ampiezza e lo spessore del mercato siano notevolmente aumentati, indicando agli investitori che devono operare una distinzione più rigorosa tra le strutture di green bond, sulla base di un'attenta valutazione delle caratteristiche di ogni singola emissione.
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