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Fed e Bce sottovalutano la recessione: azionario a rischio, meglio il credito

BlackRock stima che il costo economico dei rialzi dei tassi sarà molto più elevato di quanto stimato dalla Fed, la Bce rischia di aggravare gli effetti dello shock energetico, a rischio la credibilità fiscale di Londra

di Virgilio Chelli 28 Settembre 2022 18:00
financialounge -
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Sottopeso tattico dell’azionario dei mercati sviluppati, dal momento che non ha ancora pienamente prezzato il rischio di recessione. Alla fine infatti non ci sarà un atterraggio morbido con l’inflazione che rientra rapidamente sui livelli desiderati dalle banche centrali senza danneggiare l’attività economica. Questo vuol dire più volatilità e pressione sugli asset a rischio. Preferenza invece per il credito Investment Grade perché i rendimenti compensano meglio il rischio di default. Inoltre, il credito di elevate qualità può sostenere l’impatto di una recessione meglio delle azioni. Attraenti anche i bond inflation-linked mentre serve cautela sui titoli di Stato nominali con scadenza lunga, a fronte di un’inflazione tenace.

VERSO LA RECESSIONE IN UE E USA


Sono le indicazioni di portafoglio del commento settimanale di mercato del BlackRock Investment Institute secondo cui le aspettative della Fed sull’impatto della stretta non sono abbastanza severe. La grande casa ritiene che le banche centrali continueranno ad alzare i tassi finché non sarà evidente che l’inflazione core sta rientrando. Ma questo implica una caduta dell’attività economica in tutta l’area sviluppata, con la Fed che inciderà sulla crescita USA molto più di quanto la stessa banca centrale non realizzi, mentre la risoluzione della BCE a combattere l’inflazione cederà a fronte delle prospettive economiche negative. Ma questo avverrà troppo tardi per impedire alla stessa BCE di amplificare le forze recessioniste dello shock energetico, e nel continente la recessione sarà più profonda che negli USA.

POLITICA MONETARIA IN STALLO


Per cui, secondo BlackRock, le banche centrali si sono infilate in uno stallo e non riconoscono il livello di recessione necessario a ridurre rapidamente l’inflazione, come anche i mercati, per cui gran parte dell’azionario è da evitare. Intanto i rendimenti sono saliti ancora, e BlackRock sottopesa anche i titoli di Stato britannici a fronte di tassi in rialzo e problemi di credibilità fiscale. Ora gli investitori guardano ai dati sull’inflazione in arrivo da USA e Eurozona, che dovrebbero indicare persistenza con le banche centrali che continuano a sottostimare il costo di riportarla verso i target.

SOTTOPESATE LE AZIONI, PREFERITO IL CREDITO


Molte banche centrali come la Fed restano focalizzate esclusivamente sul rientro dell’inflazione, mentre BlackRock vede una chiara sequenza fatta prima da una stretta monetaria eccessiva, poi da un danno economico conseguente significativo e alla fine da segnali che l’inflazione effettivamente rallenta, ma solo molti mesi dopo. Di qui il sottopeso tattico dell’azionario dei mercati sviluppati e la preferenza per il credito. I tassi dei Fed Fund puntano al 4,6% per fine 2023, ma le proiezioni economiche della stessa Fed restano troppo ottimiste e continuano a stimare crescita positiva quest’anno e accelerazione il prossimo.

COSTO PIU’ ALTO DI QUANTO STIMA LA FED


BlackRock invece ritiene che il costo di abbattere rapidamente l’inflazione sarà più elevato e lo stima in circa un 2% sottratto all’attività economica e in 3 milioni di posti di lavoro persi. Secondo la grande casa servirà una recessione per far rientrare l’inflazione sostanzialmente per due motivi: la scarsa disponibilità del fattore lavoro, perché non tutti quelli usciti dal mercato con la pandemia sono rientrati, e un’economia che non riesce a soddisfare una domanda tornata prepotentemente dai servizi ai beni.

ALTERNATIVA BRUTALE PER LE BANCHE CENTRALI


Le banche centrali non sono in grado di risolvere questi problemi e hanno di fronte un’alternativa brutale: causare una recessione profonda continuando ad alzare i tassi, oppure convivere con un’inflazione persistente. Le proiezioni della Fed non lo riconoscono perché continuano ad assumere che le strettoie produttive si dissolveranno rapidamente facendo rientrare l’inflazione. Se fosse così, si chiede BlackRock, che bisogno c’era di far partire il ciclo di rialzi più veloce dagli anni 80 dell’era Volcker?

CREDIBILITÀ DI LONDRA IN DISCUSSIONE


BlackRock esprime inoltre particolare preoccupazione sulla Gran Bretagna, che ha di fronte sfide che cambiano in modo fondamentale la prospettiva degli asset del paese. Da un lato il governo di Londra adotta una politica fiscale di fatto inflazionistica, mentre dall’altro Bank of England è costretta ad alzare i tassi di più e più a lungo del previsto, un quadro che mette in discussione la credibilità della politica di bilancio, con la sterlina che precipita ai minimi di 37 anni su dollaro e i rendimenti dei gilt che schizzano al rialzo.
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