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AllianzGI: perché le buone notizie possono diventare cattive sui mercati e viceversa

Thomas Tilse, Director, Head of Portfolio Strategy Private Clients, analizza le oscillazioni di azioni e bond per inflazione e tassi, ma prevede che la stagione delle trimestrali farà chiarezza su quello che conta: gli utili

di Virgilio Chelli 23 Settembre 2022 16:00
financialounge -  Allianz Global Investors Thomas Tilse
financialounge -  Allianz Global Investors Thomas Tilse

La situazione economico-finanziaria al momento è piuttosto confusa, e sembra che le buone notizie danneggino i mercati e le cattive notizie li favoriscano, ma ci si chiede anche se invece ciò che occorre sono solo dati economici migliori. Nelle scorse settimane, presunti annunci negativi come il rialzo dei tassi della Fed hanno innescato un rialzo di Wall Street, ma è accaduto anche il contrario, quando dati molto favorevoli sul mercato del lavoro USA hanno provocato una correzione.

APPARENTE CONTRADDIZIONE


Il weekly outlook di Allianz Global Investors, a cura di Thomas Tilse, Director, Head of Portfolio Strategy Private Clients, si concentra sull’apparente contraddizione indicando ragioni sono molteplici. La lotta all’inflazione è il principale obiettivo, e tutto ciò che serve a contenerla, dal rialzo dei tassi alla debolezza del sentiment, viene recepito positivamente. Ma indicatori anticipatori incoraggianti alimentano i timori che la Fed stringere per un periodo di tempo prolungato e hanno un effetto negativo.

CORRELAZIONE POSITIVA TRA AZIONI E BOND


L’esperto di AllianzGI nota anche che la correlazione fra mercati azionari e obbligazionari è tuttora positiva, quando scendono i tassi e aumentano i prezzi obbligazionari salgono anche le azioni, e viceversa. Proprio con questo si scontrano gli investitori quest’anno, che ha visto entrambe le asset class avere performance negative rendendo impossibile beneficiare della diversificazione. Per gli investitori l’ideale sarebbe che le strette ella Fed agissero in tempi brevi contro l’inflazione.

ALCUNI DRIVER D’INFLAZIONE SONO OSTINATI


Ma non è così semplice, alcuni driver di inflazione potrebbero rivelarsi ostinati, come la trasformazione e l’adeguamento delle infrastrutture e dei processi produttivi alla lotta al cambiamento climatico, che hanno un costo e alimentano l’inflazione. Anche la spirale salariale non può essere fermata velocemente, soprattutto negli USA, ma anche in Germania, mentre nell’immobiliare i prezzi vanno verso un possibile assestamento, ma restano comunque elevati, specialmente nel residenziale.

MA DIVERSE MATERIE PRIME RALLENTANO


Le previsioni sul ciclo economico, prosegue l’esperto di AllianzGI nella sua analisi, in base al rallentamento previsto lasciano sperare in un calo dell’inflazione. Si registra una distensione nei mercati di alcune materie prime, il petrolio viaggia verso gli 80 dollari, e anche il grano è appena sopra il livello di inizio anno. E’ probabile che nel 2023 le componenti legate alle materie prime rallenteranno e che potremmo assistere a una discesa dell’inflazione attorno al 3,5% entro fine anno, indipendentemente dalle dinamiche strutturali e cicliche.

IN ARRIVO DATI DIFFICILI DA LEGGERE, POI FINALMENTE LE TRIMESTRALI


Settimana prossima i prezzi al consumo in Germania e Eurozona daranno un’idea più chiara, le attese convergono verso l’8,8%, comunque molto elevato, mentre l’indice Ifo sulla fiducia di consumatori e daranno ulteriori delucidazioni sull’impatto di inflazione e tassi alti. Negli USA arrivano i dati sulla spesa al consumo e la fiducia dei consumatori. AllianzGI continua a chiedersi se le cattive notizie favoriranno le borse e quelle buone le affosseranno lasciando la questione aperta. Dati che confermano la forza dell’economia USA potrebbero far salire i timori su inflazione e tassi. In ogni caso, con la stagione delle trimestrali, ci si potrà tornare a concentrarsi sugli utili, e dati positivi potranno sostenere l’azionario, come sempre.
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