La decisione

La Fed alza di 0,75 e manda sulle montagne russe Wall Street che chiude pesante

Dopo un sollievo iniziale ha prevalso il timore per gli effetti su crescita e conti aziendali di una stretta monetaria prolungata fino alla sconfitta dell’inflazione, costi quel che costi. E le quotazioni affondano

di Stefano Caratelli 21 Settembre 2022 22:12

financialounge
Alla fine la Fed ha alzato i tassi di 0,75, per la terza volta consecutiva, meno del temuto (o forse sperato) punto pieno, che avrebbe forse potuto segnalare che il ‘lavoro’ di contrasto all’inflazione fosse vicino alla conclusione. All’inizio Wall Street non l’ha presa benissimo, viaggiava in territorio positivo fino a subito prima l’annuncio del Fomc, poi ha preso la direzione al ribasso. Ma solo per riportarsi in territorio positivo quando il numero uno della banca centrale Jay Powell ha preso la parola in conferenza stampa, per sottolineare l’impegno a contrastare l’inflazione, che ha contribuito a invertire ulteriormente la curva dei tassi americani, portando il rendimento delle scadenze più brevi dei Treasury a portarsi ancora più in alto di quelle a lungo termine.

OBIETTIVO ABBATTERE L’INFLAZIONE


Tassi in prospettiva in declino sui T-Bond a 10 anni e oltre sono una buona notizia per i titoli growth e in particolare i big tech, infatti il Nasdaq ha recuperato di più rispetto a Dow Jones e S&P 500. Ma poi sul mercato sono tornate le incertezze, e i tre indici di Wall Street hanno ripiegato pesantemente in rosso. L'S&P 500 ha perso l'1,73%, il Dow Jones l'1,7% e il Nasdaq l'1,79%. Tassi elevati per un periodo prolungato evidentemente spaventano gli investitori, su cui pesa un mare di incertezze, a partire dagli sviluppi del conflitto in Ucraina. In ogni caso, Powell ha sottolineato che l’obiettivo principale resta abbattere l’inflazione, anche a costo di danni all’economia. Alla fine Wall Street ha chiuso ai minimi di seduta, a conferma del fatto che l’emozione continua a prevalere e spinge gli investitoti a tenersi lontani dal rischio.

FED FUNDS DIRETTI OLTRE IL 4%


Con la decisione del 21 settembre la Fed ha portato i tassi ufficiali al 3,25%, il livello più alto da inizio 2008, e il consenso mediano dei membri del Fomc, il cosiddetto ‘dot plot’, punta al 4,4% per fine anno, ben oltre il rendimento del 3,5% a cui viaggia attualmente il Treasury a 10 anni. Questo vuol dire che nel breve medio andare i tassi continueranno a salire in linea con la determinazione della Fed a combattere l’inflazione, ma poi l’economia rallenterà, la disoccupazione aumenterà, e i tassi torneranno a scendere per accompagnare la ripresa e l’uscita dalla recessione. Il grafico qui sotto illustra bene come i tassi dei Fed Fund si muovono al rialzo quando l’economia si surriscalda e poi cadono quanto arriva la recessione a raffreddarla, che sembra l’obiettivo dichiarato dalla Fed.


Tassi dei Fed Fund (recessioni in grigio) Fonte: Federal Reserve


PREZZO TROPPO ELEVATO? Il numero uno della Fed Powell ha sottolineato che non può permettersi di fallire nella lotta contro l’inflazione, ma a quale prezzo per l’economia e per il mercato? Evidentemente nell’ultima ora e mezzo di contrattazioni a Wall Street gli investitori se lo sono chiesto e hanno lasciato la domanda aperta con un grosso punto interrogativo. Sembra che in molti temono che il prezzo possa essere elevato, e ora guardano alle trimestrali societarie in arrivo per capire quanto una frenata della crescita può pesare su utili e fatturati delle aziende quotate sullo S&P 500.

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