Bond Bulletin

Inflazione divergente in Usa e Eurozona, cosa vuol dire per le obbligazioni

Secondo l’ultimo Bond Bulletin di J. P. Morgan AM è ora di passare ad un posizionamento di duration europea in sottopeso, perché il rigore monetario durerà più di quanto il mercato al momento non preveda

di Virgilio Chelli 8 Settembre 2022 08:00
financialounge -  BCE Bond Bulletin FED inflazione JP Morgan AM
financialounge -  BCE Bond Bulletin FED inflazione JP Morgan AM

Gli investitori obbligazionari possono trovare conforto nelle crescenti aspettative di una Fed in grado di pilotare un atterraggio morbido per l’economia USA, ma lo stesso non vale per l’Eurozona, dove le incertezze macro che incombono, in un contesto di rallentamento della crescita, ostacolano il tentativo della Bce di arginare un’inflazione ai massimi storici. In precedenza, i portafogli possono avere privilegiato una duration lunga nei titoli core europei, date le deboli prospettive di crescita, ma ora è opportuno passare ad un posizionamento di duration europea in sottopeso, orientandosi verso posizioni che riflettano l'appiattimento della curva dei rendimenti, in quanto il rigore monetario durerà più di quanto il mercato al momento non preveda.

PRIMI SEGNALI DI SGANCIAMENTO


Sono le indicazioni dell’ultimo Bond Bulletin di J.P. Morgan Asset Management, a cura del Team Global Fixed Income, Currency and Commodities, titolato appunto ‘Le traiettorie dell’inflazione divergono’. Di recente, i dati macro hanno mostrato i primi segnali di divergenza tra USA e Eurozona. Negli Stati Uniti, l'indice dei prezzi al consumo a luglio è stato inferiore alle attese segnando il primo ribasso inaspettato da gennaio 2021. Nonostante i toni decisi del presidente della Federal Reserve Powell a Jackson Hole, secondo il Bond Bulletin sembra che l’inflazione USA sia riuscita a spingere le sue componenti più persistenti come salari e abitazioni verso un trend ribassista.

RISCHIO DI RECESSIONE IN EUROPA


Malgrado Powell abbia ribadito che il rigore monetario permarrà, la fiducia in un atterraggio morbido è aumentata, vista la tenuta del mercato del lavoro. Nell’Eurozona, invece, l’inflazione è salita al livello più alto dalla creazione dell’euro mentre sono aumentati i rischi di rallentamento della crescita innescato dall’emergenza energetica, accentuando i timori di una recessione praticamente certa. La fiducia dei consumatori europei continua a calare e sono probabili misure di allentamento delle politiche di bilancio a sostegno dei consumi energetici.

BCE A FRONTE DI INFLAZIONE GALOPPANTE


Ad agosto si è assistito ad una generalizzata ondata di vendite dei titoli di Stato sia in USA che in Europa, ma i tassi delle banche centrali differiscono, segnalando un andamento asimmetrico dei rischi di recessione. Negli USA Powell ha di fatto ha confermato le aspettative di una serie di rialzi tra i 75 e i 50 punti b, 50 pb per il resto dell’anno. In Europa invece il mercato non sembra disposto a scontare una traiettoria molto aggressiva dei rialzi, temendo che possa accentuare il rallentamento della crescita in un contesto macro già sé difficile. Il Team di J. P. Morgan Am ricorda inoltre che la Bce ha mantenuto i tassi invariati per 11 anni, ma ritiene che i timori di un’inflazione galoppante creeranno pressioni al rialzo sui rendimenti dei titoli di Stato.

BASSA LA DOMANDA DI REDDITO FISSO


Per quanto riguarda i fattori tecnici, la domanda di reddito fisso continua a essere bassa rispetto ai valori storici e i posizionamenti indicano che nella maggior parte dei Mercati Sviluppati gli investitori sono corti direzionalmente sulla duration in modo più significativo rispetto a inizio estate, ma meno di quanto dei primi mesi del 2022. Finché le banche centrali continueranno a alzare i tassi, il posizionamento sul segmento a breve della curva sarà il terreno di gioco preferito, secondo il Bond Bulletin.

DIBATTITO SU INFLAZIONE E CRESCITA


Ma, conclude il Team di J. P. Morgan AM, sono posizioni detenute con scarsa convinzione, data la minore presenza di operatori di mercato ad agosto e le difficoltà che ha incontrato il dibattito su “inflazione o crescita”, soprattutto in Europa.
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