Bollette e inflazione

Farmindustria: “Rischio carenza farmaci per colpa del caro-energia”

Per gli industriali del farmaco: “Sopravvivenza delle aziende a rischio”. L’incremento dei costi di produzione non possono essere scaricati sui consumatori perché i prezzi dei farmici è concordato con Aifa

di Redazione 31 Agosto 2022 12:29
financialounge -  Crisi energetica farmaci Farmindustria inflazione Marcello Cattani
financialounge -  Crisi energetica farmaci Farmindustria inflazione Marcello Cattani

 

L’inflazione non si ferma e spinge il prezzo del gas che continua ad aggiornare record. A rischio tutti i settori produttivi italiani che faticano sempre di più a far quadrare i conti. “Con questa fiammata del rincaro dell’energia del +600% che stiamo registrando, rispetto a un anno fa, nel nostro settore si profila un reale rischio di carenza di farmaci e della stessa sopravvivenza delle aziende produttrici di medicinali, che sono beni essenziali non solo per la salute ma per la sicurezza di un Paese”. È l’allarme lanciato dal presidente di Farmindustria, Marcello Cattani.

SETTORE IN CRISI


I prezzi fuori controllo dell’energia stanno avendo effetti pesanti su tutti i settori produttivi. E anche per quello farmaceutico la situazione è “di grande rischio” e “difficilmente sostenibile”. Per questo, secondo Farmindustria, servirebbe “una moratoria sulla riduzione dei prezzi dei medicinali”, senza bisogno di avviare una revisione dei prontuari farmaceutici.

COSTI IN AUMENTO


Se i costi di produzione aumentano, il prezzo del prodotto finale sale. Ma per quanto riguarda i farmaci non è possibile ritoccare il listino. “Tutti i settori della nostra filiera stanno assorbendo parte importante di questi aumenti di costi, perché noi - precisa il presidente di Farmindustria Cattani - non possiamo riversarne a valle gli effetti, ovvero sul consumatore, dato che in larga parte i prezzi sono concordati con Aifa e regolamentati”.

+40 PER CENTO RISPETTO ALL’ANNO SCORSO


La crisi energetica in atto sta avendo effetti indiretti aggiuntivi per le aziende farmaceutiche “con incrementi di tutti i fattori della produzione, materiali, imballaggi, manutenzioni, fiale, packaging che è fatto di materiale cartaceo, che mediamente sono cresciuti nel primo semestre 2022 del 40% rispetto all’anno scorso”, spiega Cattani.

CARENZA DI MATERIE PRIME


Non solo l’inflazione che fa aumentare i prezzi. C’è da fare i conti anche con la carenza di materie prime che servono per la produzione di farmaci. “Teniamo presente che l’85% degli ingredienti che arrivano in Europa per produrre medicinali arrivano da Cina e India, quindi siamo dipendenti da quell’area”, aggiunge il numero uno di Farmindustria. “Ma non possiamo trasferire nemmeno parte degli incrementi sul prezzo finale e questo sta creando una situazione di grande pericolo per le aziende produttrici, che rischiano di non poter più mantenere la loro operatività”.

PIÙ RISORSE ALLA SALUTE


L’inflazione a luglio ha toccato quota 8%. “A questo incremento dei costi, i prezzi al consumo dei farmaci con prescrizione sono scesi dell’1%, effetto di scadenze di brevetto o rinegoziazioni con Aifa”, commenta Cattani. “Quello che noi chiediamo è che non vi siano riduzioni dei prezzi, che vi sia cioè una moratoria” su questo. No alla revisione dei prontuari, perché occorre “dare più risorse alla salute, alla spesa in farmaci, in primis ospedaliera, anche per andare a risolvere il problema dei payback”, ha concluso il leader di Farmindustria. Per evitare di appesantire ulteriormente l’attività delle imprese.
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