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Amundi: nuove regole fiscali in Europa positive per gli asset in euro

Pascal Blanqué, Chairman di Amundi Institute, ritiene che una revisione del Patto di Stabilità centrata su regolamentazione della spesa più che sui deficit ridurrebbe alcuni rischi e sosterrebbe i nuovi investimenti

di Virgilio Chelli 30 Agosto 2022 08:00
financialounge -  Amundi deficit Europa Pascal Blanqué Patto stabilità
financialounge -  Amundi deficit Europa Pascal Blanqué Patto stabilità

Dopo anni di assenza del rischio periferico per il debito sovrano europeo, il riemergere di problemi di frammentazione, insieme a crescenti rischi di stagflazione in un momento in cui le banche centrali sono impegnate a contenere l'inflazione, mette sotto i riflettori il fragile equilibrio fiscale e monetario. A fronte di un regime di inflazione più elevata, è auspicabile una nuova serie di norme fiscali che superino i limiti del vecchio e troppo rigido schema ‘a taglia unica’ del Patto di Stabilità.

RIDUZIONE DEL RISCHIO DI FRAGILITA’


Lo sottolinea Amundi in un approfondimento di Pascal Blanqué, Chairman di Amundi Institute, secondo cui l'implementazione di alcune norme sembra realistica, come concentrarsi su una regolamentazione della spesa piuttosto che sui deficit strutturali, insieme a un maggiore uso dell'analisi stocastica della sostenibilità del debito. Dal punto di vista degli investitori, Blanqué vede implicazioni positive per gli asset in euro per tre motivi: riduzione del rischio di ‘fragilità e complessità istituzionale’, miglior interazione delle politiche fiscali e monetarie, spinta alla spesa per investimenti.

DISTINZIONE TRA SPESA CORRENTE E INVESTIMENTI


Secondo l’esperto di Amundi altre norme possono probabilmente essere concordate, come un ruolo più forte per le istituzioni fiscali indipendenti, incentivi all’accesso ai fondi UE, maggior distinzione tra spesa corrente e spesa per investimenti, e una più stretta interazione tra sorveglianza fiscale e macroeconomica. Altre regole saranno più difficili da realizzare, come un processo ordinato di insolvenza sovrana e un sistema di blue debt / red debt, che porrebbero molte questioni di governance, trattamento del debito pregresso e interazione con altri strumenti fiscali e monetari dell'UE.

IMPLICAZIONI PER GLI INVESTITORI


Ma anche riforme limitate delle norme fiscali dell'Unione potrebbero contribuire a ridurre il premio al rischio specifico di "fragilità e complessità istituzionale" che gli asset europei, pubblici, ma anche privati comportano rispetto agli equivalenti in altre regioni. Le implicazioni per gli investitori secondo Blanqué sarebbero positive per gli asset in euro, attraverso diversi canali. In primo luogo, nuove norme più credibili e meno pro-cicliche dovrebbero contribuire a ridurre, almeno in parte, il premio per il rischio specifico di "fragilità e complessità istituzionale".

MIGLIOR INTERAZIONE FISCALE E MONETARIA


Inoltre, prosegue l’esperto di Amundi, riducendo la dominanza fiscale e consentendo alla politica monetaria di concentrarsi sulla stabilità dei prezzi, le nuove norme aprirebbero la strada a un'interazione più equilibrata delle politiche fiscali e monetarie. Gli investitori continuerebbero probabilmente a tener conto per un certo tempo della rete di sicurezza della BCE, ma poi dovrebbero passare gradualmente a un approccio più concentrato sulle specifiche caratteristiche economiche e finanziarie degli emittenti sovrani.

ASPETTATIVE MENO INSTABILI


Il ripristino della credibilità normativa ridurrebbe anche il rischio che gli investitori generino equilibri a macchia di leopardo, basati su aspettative errate o instabili riguardo alla risposta dell'UE a nuovi episodi di stress economico o finanziario.

SPINTA A INVESTIMENTI E CRESCITA


Infine, conclude l’analisi dell’esperto di Amundi, le norme che consentono un aumento della spesa per investimenti, collegato alle riforme, dovrebbero avere ricadute positive anche sulle aspettative di crescita economica. Da un punto di vista settoriale, secondo Blanqué, dovrebbero beneficiarne anche le attività legate ai nuovi beni pubblici dell'Ue e agli obiettivi dei programmi di investimento, come l'ambiente, la sovranità e la difesa.
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