Materie prime agricole

Perché per Schroders la sicurezza alimentare è una preoccupazione a lungo termine

Secondo Felix Odey (Schroders) l’invasione dell'Ucraina, insieme alla Russia un importante esportatore di materie prime agricole, riduce anche la fornitura di fertilizzanti e potrebbe ridurre la resa delle colture

di Leo Campagna 19 Agosto 2022 07:55
financialounge -  Agroalimentare Felix Odey guerra Russia Ucraina Morning News Schroders
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La domanda di materie prime agricole è destinata a rimanere elevata, mentre l’offerta rimarrà limitata quest’anno e il prossimo. “Anzi la tensione tra domanda e offerta potrebbe addirittura peggiorare nel 2023 e oltre alla luce delle sempre più imprevedibili condizioni climatiche, insieme alla possibilità di continue interruzioni della produzione in Ucraina”, fa sapere Felix Odey, Portfolio Manager, Global Resource Equities, Schroders.

I DANNI DELLA GUERRA IN UCRAINA


L’Ucraina e la Russia, infatti, sono importanti esportatori di prodotti alimentari e di altre materie prime. Le peggiori ripercussioni negative le hanno accusate l’olio di girasole e i cereali (mais, grano e orzo) mentre nell’ambito dei fertilizzanti il potassio (40% delle esportazioni globali provengono da Russia e Ucraina, se si include la Bielorussia) ha subito le maggiori interruzioni. “Nessuno più immaginare come evolverà nel lungo termine l’interruzione delle forniture dall’Ucraina. Tuttavia, molte delle regioni agricole più importanti sono state teatro di feroci combattimenti, terreni minati su larga scala e attrezzature agricole distrutte”, riferisce Odey.

L’INTERRUZIONE DELLA FORNITURA DI FERTILIZZANTI


Il manager segnala inoltre come l’interruzione della fornitura di fertilizzanti possa ridurre la resa delle colture. Il costo negli USA dei fertilizzanti per gli agricoltori è aumentato dal 14% nel 2020 a circa il 23% nel 2022. “Secondo l’ultimo sondaggio dell’USDA, gli agricoltori statunitensi prevedono di piantare livelli record di soia (che richiede relativamente meno fertilizzanti) e meno grano e mais primaverili. Per il grano, l’applicazione di fertilizzanti ha un picco tra fine giugno e metà agosto. Nelle prossime settimane si vedrà l’effetto sulla domanda”, precisa il manager di Schroders.

A RISCHIO LA TRANSIZIONE VERSO I BIOCARBURANTI


Un altro aspetto da valutare riguarda il possibile cambiamento dei flussi e dell’utilizzo delle materie prime agricole. “Alla luce del fatto che circa il 20% del grano mondiale viene utilizzato per l’alimentazione animale non si può escludere l’introduzione di prodotti sostitutivi per cercare di preservare il grano per il consumo umano. Stesso discorso per i biocarburanti che utilizzano circa il 10% del grano mondiale. Le aziende produttrici di biocarburanti di prima generazione (quelle che non utilizzano i rifiuti) potrebbero subire una certa pressione politica se i governi sospendono o eliminano i sussidi”, commenta Odey.

FOCUS SULLA SICUREZZA ALIMENTARE


Alla luce di tutte queste considerazioni, il manager di Schroders sostiene che non solo la crisi ucraina ha riportato l’attenzione sulla sicurezza alimentare, ma sta inoltre cambiando il quadro a lungo termine dell’approvvigionamento alimentare. L’aumento previsto della popolazione mondiale comporta un incremento del 70% entro il 2050 rispetto al 2010 della produzione di cibo e acqua a livello globale. Per contro, nello stesso periodo, il clima e i fattori ambientali in generale fanno sì che l’intensità delle risorse debba ridursi di circa due terzi.

IL SISTEMA DEVE ESSERE RESO PIU’ SOSTENIBILE


“E’ probabile che nel breve termine la sicurezza alimentare diventi la priorità dei governi. In prospettiva, l’intero sistema della produzione e consumo di materie prime agricole deve essere reso più sostenibile. Il rischio è che sia soggetto a cicli di feedback negativi sempre più dannosi, come fenomeni meteorologici estremi e degrado dell’ecosistema. Per esempio, in uno scenario di 2 gradi di riscaldamento globale, si stima che le rese di grano e mais diminuiranno rispettivamente del 14% e del 12%. Un quadro complessivo in cui i  prezzi agricoli sembrano destinati a restare elevati nel prossimo futuro” conclude il Portfolio Manager, Global Resource Equities di Schroders.
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