Sostenibilità e investimenti

Parità di genere: la situazione in Europa e l’impegno concreto di Etica Sgr

Il Parlamento europeo ha approvato il disegno di legge "Women on Boards" per favorire l'accesso delle donne nei consigli di amministrazione delle grandi aziende. Ecco la fotografia in Italia e in Europa

di Antonio Cardarelli 15 Agosto 2022 09:30
financialounge -  Etica Sgr finanza sostenibile Morning News parità di genere
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Si chiama "Women on Boards" il disegno di legge approvato dal Parlamento europeo per aumentare la presenza delle donne nei consigli di amministrazione e favorire la parità di genere. Dopo ben 10 anni di confronto, la direttiva è diventata legge grazie anche all'impegno di Evelyn Regner attuale Vice Presidente del Parlamento europeo ed ex Presidente della Commissione permanente per i diritti della donna e l’uguaglianza di genere e Lara Wolter membro dell’Intergruppo del Parlamento europeo sulla lotta alla corruzione.

COSA PREVEDE LA LEGGE


La legge prevede che almeno il 40% degli incarichi di amministratore non esecutivo o il 33% di tutti gli incarichi di amministratore siano occupati dal “genere sottorappresentato”. Per le imprese la scadenza è il 30 giugno 2026, un anno e mezzo in anticipo rispetto al termine precedente. Secondo quanto previsto dalla legge, a parità di qualifiche la priorità dovrà andare al candidato appartenente al genere meno presente. Inoltre per le aziende è previsto un obbligo di trasparenza e una volta all'anno, nei loro consigli, dovranno verificare se gli obiettivi di "Women on Boards" sono stati raggiunti. La legge non si applica per le piccole e medie imprese con meno di 250 dipendenti.

POLITICA IN RITARDO


Etica Sgr ha osservato la situazione della parità di genere in Europa e in Italia. Il primo dato arriva dallo stesso Parlamento europeo, composto per il 39,3% da donne, mentre nei Paesi UE le donne sono il 30% dei ministri e il 14,3% dei capi di stato. L'Italia, in base al Gender Equality Index, è al 14esimo posto tra i Paesi UE per la parità di genere. Con il governo Draghi è stato comunque fatto un passo in avanti, con il 42,4% degli incarichi istituzionali ricoperti da donne. Nella storia della Repubblica solo una volta, con il governo Renzi del 2014, l'Italia ha avuto una parità di genere tra i ministri. Ma la strada da percorrere è ancora lunga in Italia, come dimostrano le sole 3 donne sindache elette nelle elezioni amministrative del giugno 2022.

LE DIFFICOLTÀ NEL MONDO PRODUTTIVO


Nel mondo economico la situazione non cambia molto. La percentuale di donne Ceo in Italia, secondo il report di EWOB (European Women on Boards), è scesa dal 4% del 2021 al 3% del 2022. Il nostro Paese è in fondo alla classifica insieme alla Germania (3%) e alla Svizzera (2%) e dietro Spagna (4%) e Portogallo (6%) mentre in Norvegia la percentuale sale al 26%. Nonostante posizioni apicali siano ricoperte da donne - Lagarde (Bce), Von der Leyen (Commissione europea), Metsola (Parlamento europeo) - i dati mostrano un'Europa ancora nettamente sbilanciata per la parità di genere.

L’IMPEGNO DI ETICA SGR


L’impegno concreto verso il superamento delle diseguaglianze e delle ingiustizie è alla base dei valori di Etica Sgr. "Verso l’esterno, con investimenti indirizzati esclusivamente a realtà che lavorano per generare impatti sociali e ambientali positivi, e verso l’interno ponendo grandissima attenzione alla valorizzazione delle persone che ogni giorno contribuiscono a portare avanti la missione del Gruppo e grazie alle quali il gruppo è diventato il primo, a livello europeo, ad ottenere la Certificazione del proprio sistema di gestione delle risorse umane secondo il nuovo standard internazionale ISO 30415:2021 Diversity & Inclusion", spiegano da Etica Sgr. Un traguardo importante per tutto il Gruppo Banca Etica, da sempre attento alla parità di genere e a promuovere le opportunità per donne e uomini nel rispetto dei principi di equità e dei diritti dei lavoratori.
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