La conferenza

La COP15 riuscirà a invertire la rotta nella crisi della biodiversità?

Joe Horrocks-Taylor, Senior Associate, Analista Investimento Responsabile di Columbia Threadneedle Investments parla degli obiettivi della COP15

di Anna Patti 29 Luglio 2022 12:22
financialounge -  Columbia Threadneedle Investments COP15 daily news Joe Horrocks-Taylor
financialounge -  Columbia Threadneedle Investments COP15 daily news Joe Horrocks-Taylor

A dicembre 2022 si terrà la COP15 sulla biodiversità, la conferenza potrebbe essere l’occasione per invertire la rotta e fare passi avanti nella tutela della biodiversità.

LE COP DAL 1992 A OGGI


Nel 1992 la Convenzione sulla Diversità Biologica è stata il primo accordo globale a coprire tutti gli aspetti della biodiversità. Gli obiettivi principali erano tre: la conservazione della biodiversità, l'uso sostenibile delle sue componenti e l'equa condivisione dei benefici derivanti dalle risorse genetiche. Negli anni successivi i progetti in favore della biodiversità sono stati deludenti. Gli obiettivi di Aichi lanciati nel 2010 sono stati il fallimento più significativo. Dei venti obiettivi stabiliti da raggiungere entro il 2020 non è stato raggiunto nessuno. Tuttavia con il riconoscimento della crisi e del cambiamento climatico e della perdita della biodiversità è cresciuta la speranza che l’immobilità della politica globale in relazione alla biodiversità possa cambiare.

IL GLOBAL BIODIVERSITY FRAMEWORK (GBF)


La bozza del piano d’azione che sostituirà gli Obiettivi Aichi, ovvero il Global Biodiversity Framework, rappresenta l’equivalente naturalistico dell’Accordo sul clima di Parigi.  Il GBF pubblicato nel 2021 contiene 21 obiettivi. Tra i progetti principali ci sono: la conservazione del 30% della terra e del mare entro il 2030, l’aumento degli investimenti in biodiversità fino a 200 miliardi di dollari all’anno, la riduzione dei pesticidi di almeno due terzi e l’eliminazione dello scarico dei rifiuti di plastica.

LE AMBIZIONI DEL GBF


Joe Horrocks-Taylor, Senior Associate, Analista Investimento Responsabile di Columbia Threadneedle Investments, ritiene che l'ambizione piuttosto forte della bozza del GBF sia promettente. L’analista di Columbia sottolinea che i chiari obiettivi stabiliti dal GBF consentono di misurare le aziende e le attività rispetto a un parametro comune e incoraggiano le aziende aa agire sulla biodiversità e fungono da catalizzatore di per potenziare l’azione di aziende e investitori.

LE DIFFICOLTA’ INCONTRATE DAL GLOBAL BIODIVERSITY FRAMEWORK


Il GBF ha incontrato diversi ostacoli sulla sua strada. Il covid ha ritardato di due anni il vertice della COP15 per la firma del GBF. A giugno 2022 è stato deciso di spostare la riunione da Kunming, in Cina, a Montreal, in Canada, a dicembre 2022. Tutte queste incertezze hanno reso difficile la costruzione del consenso prima del vertice. Nei mesi scorsi sono emerse divisioni tra i Pesi partecipanti su molti temi della biodiversità anche se timidi progressi sono stati fatti nelle riunioni che si sono già svolte a Ginevra e Nairobi. I punti chiave rimangono il volume dei flussi finanziari per la biodiversità verso i Paesi in via di sviluppo, l'obiettivo di conservare il 30% della terra e del mare entro il 2030 e la graduale eliminazione dei sussidi dannosi per l'ambiente.

L’IMPEGNO DELLE GRANDI AZIENDE A SOSTEGNO DELLA BIODIVERSITA’


Nonostante la frustrazione per lo stallo dei negoziati sul Global Biodiversity Framework, molte aziende del settore privato manifestano la volontà di accelerare nella tutela della biodiversità. Joe Horrocks-Taylor sottolinea che aziende come BHP, Teck, GSK, Ikea e H&M si stanno già impegnando per adottare un approccio sostenibile, senza attendere la conferma della ratifica del GBF.

LE ASPETTATIVE DI COLUMBIA TRHEADNEEDLE INVESTMENTS


Columbia Threadneedle Investments, chiarisce Joe Horrocks-Taylor, “sostiene le ambizioni del settore privato attraverso il suo ruolo nella creazione dell'iniziativa Nature Action 100, la sua partecipazione al Forum TNFD e il suo impegno con le sue holding”. L’analista di Columbia asserisce che: “ci sono alcuni segnali incoraggianti che indicano che gli appelli all'urgenza e alle aspirazioni provenienti dal settore privato stanno penetrando la nebbia dei negoziati” e aggiunge in conclusione: “anche se una “rimonta” della COP15 sembra ancora poco probabile, non dovremmo smettere di sognare.
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