Investimenti green

Fidelity ESG Analyst Survey: in viaggio verso un'economia più sostenibile

Cresce il numero delle aziende che adottano politiche su questioni ESG chiave ma l’indagine di Fidelity segnala che c’è ancora molta strada da fare verso l’obiettivo net zero

di Leo Campagna 29 Luglio 2022 08:00
financialounge -  ESG Fidelity Fiona O’Neill Net Zero
financialounge -  ESG Fidelity Fiona O’Neill Net Zero

Anno dopo anno si consolidano i segnali di progresso verso l’obiettivo net zero ma con ancora molta strada da fare nel viaggio verso un'economia più sostenibile. E’ la sintesi che emerge dalla Fidelity ESG Analyst Survey, l’indagine condotta tra il 4 e il 13 maggio 2022 che studia le opinioni dei propri specialisti interni tramite 191 risposte da 161 analisti, dislocati in tutto il mondo, di team azionari e obbligazionari.

VERSO L’OBIETTIVO NET ZERO


“Nel sondaggio di quest'anno affiorano segnali concreti di un progresso delle aziende verso l’obiettivo net zero, nonostante l'impatto della guerra in Ucraina, e un aumento della domanda immediata di combustibili fossili sostitutivi, compreso il carbone, per mitigare i prezzi energetici più elevati” fa sapere Fiona O'Neill, Head of Strategic Initiatives, Global Investment Research, Fidelity International.

INVESTIRE NELLE REALTÀ CHE POSSONO OFFRIRE I RISULTATI MIGLIORI


Anche in Cina è visibile la traiettoria positiva della transizione con le società cinesi orientate ad intercettare l'aumento della consapevolezza degli investitori derivante dall'annuncio di Pechino del 2020 di puntare all’obiettivo net zero entro il 2060. “Tuttavia, molte aziende sono ancora all'inizio del loro percorso ESG e hanno ancora molta strada da fare. In qualità di asset manager siamo concentrarci sulle aziende che intraprendono azioni concrete e continuiamo investire nelle realtà che possono offrire i risultati migliori” riferisce O'Neill.

EUROPA LEADER DELLA TRANSIZIONE


Per ora la Cina mostra la percentuale più piccola di aziende che guidano il viaggio verso un’economia sostenibile ma con oltre il 70% di esse che sta valutando la transizione verso un'economia a basse emissioni di carbonio. In testa nella transizione verso l’obiettivo net zero si conferma l’Europa, con la percentuale più alta di aziende riconosciute dagli analisti di Fidelity come "leader" in questo viaggio.

LE OPPORTUNITÀ IN GIAPPONE E IN CINA


In tutti i casi, per gli analisti di Fidelity che hanno partecipato al sondaggio si contano più opportunità che rischi derivanti dalla transizione verde, soprattutto nel lungo termine. Il Giappone si distingue, con opportunità significative nel prossimo decennio soprattutto nell’ambito del settore automobilistico, dei beni di prima necessità e dei semiconduttori. La Cina, dal canto suo, dovrebbe trarre vantaggio dalle opportunità green mentre è già leader in settori come i pannelli solari.

IL PASSAGGIO VERSO UN’ECONOMIA PIÙ VERDE


“Un tema chiave cui Fidelity guarda è quello di una 'giusta transizione’. Il passaggio verso un'economia più verde rischia di avere un impatto negativo su alcuni individui e comunità, come quelli che lavorano nell'industria dei combustibili fossili, e richiede significativi sforzi da parte delle imprese interessate per mitigare tali rischi. “I nostri analisti segnalano una percentuale maggiore di aziende che ha annunciato iniziative per promuovere una corretta transizione supportando i dipendenti disoccupati" sottolinea O'Neill.

AMBIENTE E BIODIVERSITÀ


A dominare le discussioni negli incontri con i consigli di amministrazione e i dirigenti negli ultimi 12 mesi anche le interazioni trasversali su temi sociali, come il benessere e la diversità dei dipendenti. "Le catene di approvvigionamento sono al centro dell’attenzione, in particolare le preoccupazioni sul lavoro. Si tratta di una tematica che ha registrato il maggiore aumento delle menzioni da parte degli analisti. Tuttavia l’ambiente rimane un tema chiave e la biodiversità è presente nel 26% delle conversazioni degli analisti: il nostro team prevede un ulteriore aumento nel prossimo anno" conclude la Head of Strategic Initiatives, Global Investment Research di Fidelity International.
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