Transizione verde

Etica Sgr: “Ecco alcuni dei miti da sfatare negli investimenti etici e sostenibili”

Secondo gli esperti di Etica Sgr è indispensabile sgombrare il campo da alcune dicerie e falsi miti che circolano attorno agli investimenti etici e sostenibili. Eccone cinque tra i più diffusi

di Leo Campagna 24 Luglio 2022 09:30
financialounge -  ESG Etica Sgr investimenti sostenibili Morning News
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I principali operatori finanziari, dai più grandi alle boutique più specializzate, offrono prodotti sostenibili. Si tratta di un trend incoraggiante dal momento che effettuare investimenti responsabili rappresenta un valore aggiunto per la sostenibilità socio-ambientale e per il proprio portafoglio. “Tuttavia” tengono a sottolineare gli esperti di Etica Sgr “è indispensabile sgombrare il campo da alcune dicerie e falsi miti che circolano attorno agli investimenti etici e sostenibili, frutto non tanto di malafede quanto di quell’atteggiamento di prudenza prevenuta e di sospetto che pervade tutto ciò che esula dalla galassia degli investimenti tradizionali”.

IL PRIMO FALSO MITO DA SFATARE


Il primo dei falsi miti da sfatare è quello che mette sullo stesso piano investimento etico e beneficenza. “I fondi etici e sostenibili si pongono l’obiettivo di creare opportunità di rendimento per il risparmiatore in un’ottica di medio-lungo periodo premiando imprese e Stati che mettono in pratica azioni virtuose in materia ambientale, sociale e di governance (ESG)” puntualizzano i manager di Etica Sgr. Un secondo falso mito sostiene che finanza etica e finanza sostenibile siano ossimori e quindi non possano funzionare.

COSA DIMOSTRA DAL 2000 LA STORIA DI ETICA SGR


“La nostra storia evidenzia l’esatto contrario: dal 2000, anno in cui siamo partiti, abbiamo selezionato gli emittenti (imprese e Stati) anche da un punto di vista ambientale, sociale e di governance perché convinti che questo potesse offrire potenzialmente valore aggiunto anche sul piano dei rendimenti. La crescita continua registrata dalla nostra società in questi anni e il riconoscimento del nostro approccio a livello accademico e commerciale, ci conferma che si può investire per il proprio futuro e per il futuro del Pianeta” spiegano i professionisti di Etica Sgr.

L’APPROCCIO È DI LUNGO TERMINE


Un altro falso mito da sfatare è che la finanza responsabile e gli investimenti etici frenino la ripartenza economica. In questo caso va ricordato che l’approccio è di lungo termine e ricerca valore tra le aziende che, oltre a saper gestire i rischi che derivano dalla profonda trasformazione del tessuto economico legata alla sostenibilità, riescono a trasformarla in opportunità di crescita. “Questo induce a puntare su progetti per una transizione verde, ecologica e inclusiva, con focus sull’economia circolare e sulla gestione dei rifiuti” specificano gli esperti di Etica Sgr.

IL REGOLAMENTO SFDR (SUSTAINABLE FINANCE DISCLOSURE REGULATION)


Per quanto riguarda invece il falso mito che gli investimenti sostenibili prendano in considerazione solo il tema ambientale e del cambiamento climatico, va detto che queste sono solo due delle dimensioni considerate. Il 10 marzo 2021 è entrato in vigore in tutto il territorio dell’Unione Europea il Regolamento SFDR (Sustainable Finance Disclosure Regulation) che impone nuovi obblighi di trasparenza sulla sostenibilità nel settore dei servizi finanziari. In base a tale normativa può essere considerato sostenibile un investimento in un’attività economica con obiettivi ambientali e sociali misurati mediante indicatori chiave, quali quelli ambientali, sociali e della transizione giusta.

COME EVITARE IL GREENWASHING


Infine, chi sostiene che finanza sostenibile e finanza etica siano sinonimi dovrebbe sapere che quest’ultima va oltre: mette al centro dell’attività economica e finanziaria l’uomo e il Pianeta in cui vive. La finanza etica si propone di riformulare i fini e i mezzi della finanza per creare valore economico senza che vada a scapito del bene comune. In Italia, il Gruppo Banca Etica è intervenuto più volte nel dibattito pubblico, cercando di stimolare il Regolatore a perfezionare l’approccio alla finanza sostenibile al fine di evitare il diffondersi di possibili derive di greenwashing, l’ecologismo di facciata.
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