Investimenti alternativi

I vini spagnoli conquistano gli investitori

Asta record di Christie’s per fine wines del produttore iberico Bodegas Vega Sicilia. Le etichette spagnole trainano le quotazioni sul Liv-ex di Londra e sono sempre più protagoniste nel mercato degli investimenti di passione

di Paola Jadeluca 10 Giugno 2022 09:26
financialounge -  Christie's investimento Mood vini spagnoli
financialounge -  Christie's investimento Mood vini spagnoli

Un lotto di 6 bottiglie del millesimato 1962 è stato battuto per 22mila sterline, circa tre volte il valore della stima massima prima dell’asta. Unico, etichetta alto di gamma di Bodegas Vega Sicilia, spagnola, ha registrato vendite record all’ultima asta di Aprile di Christie’s. Di alcune annate, come il 1953, era all’incanto un'unica bottiglia, venduta a 1700 sterline, ben al di sopra delle stime di partenza.

CONSERVATI PER DECENNI IN UNA SOLA CANTINA


La Bodegas Vega Sicilia è stata fondata a Valbuena de Duero, nella Ribera del Duero, dall’enologo spagnolo Eloy Lecanda y Chaves, nel 1864. Noha May, capo del dipartimento di Christie’s, ha definito questa un’asta che verrà ricordata per l’estrema qualità delle bottiglie vendute, anche quelle della Reserva Especial, provenienti tutte da un unico collezionista che le aveva comprate direttamente dal produttore, senza mai spostarle per 50 anni dalla speciale cantina dedicata e a temperatura controllata. Vega Sicilia è considerato il "premier cru" della Spagna, con un potenziale di invecchiamento simile a Château Latour o Château Lafite-Rothschild.

L’IMPENNATA DELLE QUOTAZIONI SUL LIV-EX


I vini spagnoli corrono sul Liv-ex, trainati da Bodegas Vega Sicilia. Il Liv-Ex, con sede a Londra, è la principale piazza mondiale per la compravendita di vini pregiati. Per la quantità di dati registrati è considerata la Borse dei vini, con indici sia globali, come il Liv-Ex Fine Wine 50 o il Liv-Ex Fine Wine Investables, sia regionali come il Bordeaux Legends 50 o l’Italy 100.


Andamento vini spagnoli sul Liv-ex

RIBERA DEL DUERO E RIOJA SFIDANO BORDEAUX E BORGOGNA


Il mercato è stato a lungo dominato dai blasonati Bordeaux e Borgogna francesi, ma nel corso del tempo anche le etichette di altri Paesi hanno conquistato il loro spazio. L’Italia per esempio s’è aperta il primo varco con i produttori di punta piemontesi e toscani, come Angelo Gaja, di Barbaresco, tra i primi per quotazioni sul Liv-ex, che non a caso è l’importatore ufficiale nel nostro Paese di Bodegas Vega Sicilia.

IL NUMERO DI ETICHETTE SPAGNOLE SUL LIV-EX CRESCIUTO DI TREDICI VOLTE


In dieci anni il numero di etichette spagnole scambiate sul Liv-ex è cresciuto di tredici volte. Segno di una domanda sempre più intensa tra gli investitori e collezionisti dei vini di questo Paese. La maggior parte provengono da Ribera del Duero, sede di Bodegas Vega Sicilia, che occupa il 61% del trading. A seguire i vini della Rioja, trainati da brand come La Rioja Alta, Artadi, Marqués de Murrieta e Muga.


Territori trattati sul Liv-ex

PRIORAT, TORO E MENTRIDA SCALANO IL LIV-EX


Altre regioni vitivinicole, sebbene ancora poco rappresentate, stanno scalando il Liv-ex. Sono il Priorat, in Catalogna, a est di Tarragona, con i suoi famosi vigneti a terrazzamenti; poi la zona del Toro, in Castiglia, e Mentrida, la denominazione che comprende l’area a nord-est di Toledo. Montilla-Moriles, denominazione che si estende attraverso tutto il Sud della provincia di Cordoba, è trainata sul Liv-ex dalle etichette vintage del vino fortificato Toro Albala’s Pedro Ximenez.

PINGUS, LA CASE HISTORY DI NUOVA GENERAZIONE


Un’altra case history di Ribera del Douero è Pingus, fondata da un winemaker danese, Peter Sisseck. Arrivato in Spagna nel 1993 per gestire un nuovo progetto, Hacienda Monasterio, si era talmente innamorato del territorio da voler creare un proprio vigneto. Scatenò un terremoto presentando il suo primo Pingus all’en primeur tasting di Bordeaux, il sistema di vendita in anteprima che risale al XVIII secolo, e riguarda solo i vini degli Châteaux  più importanti. Un Davide contro i Golia. Era il 1996: Robert Parker, guru della critica enologica, annunciò questo vino come una scoperta, da lui premiata sulla copertina della sua guida Wine Advocat con 96/100 di punteggio.

BODEGAS VEGA SICILIA, PREMIER CRU STORICO


Vega Sicilia ha invece origini antiche. Secondo quanto racconta Christie’s nel catalogo, si ritiene che Vega derivi dal termine usato per definire la vegetazione che cresce lungo le sponde del fiume Duero, mentre Sicilia faccia riferimento a Santa Cecilia, a cui sono dedicati numerosi paesi ubicati nella regione Castilla y León. L’enologo Lecanda y Chaves prima di fondare la sua cantina aveva avuto diverse esperienze lavorative nel bordolese, tanto che al suo ritorno in Spagna decide di impiantare nella sua proprietà oltre al Tempranillo, Cabernet Sauvignon e Merlot. L’azienda attualmente si estende su di una superficie di 1000 ettari di cui 210 vitati, suddivisi in 140 ettari utili alla realizzazione dei vini Valbuena ed Unico, mentre la rimanente parte per la produzione di Alión. Le viti hanno un’età media di 35 anni, ma sono presenti anche impianti pre-fillossera del 1910. Nel 1982 la Bodegas Vega Sicilia è stata acquistata dalla famiglia Álvarez.
Trending