Cambio di paradigma

AllianceBernstein: addio FAANG, ora si dividono tra vincitori e vinti

Michael Walker e James T. Tierney, Jr. spiegano come la correzione ha aumentato le differenze tra le mega cap tecnologiche USA decretando vincitori e vinti. Ora bisogna scegliere basandosi su forze e debolezze

di Virgilio Chelli 9 Giugno 2022 18:00
financialounge -  AllianceBernstein big tech FAANG James T. Tierney Michael Walker
financialounge -  AllianceBernstein big tech FAANG James T. Tierney Michael Walker

I colossi tecnologici e dei nuovi media statunitensi sono stati considerati per diversi anni un gruppo di titoli simili. Ora non più, e la recente divergenza fra i cosiddetti FAANG ricorda perché i fondamentali dovrebbero sempre avere la precedenza sulle mode per gli investitori azionari di lungo termine. Michael Walker, Senior Research Analyst and Portfolio Manager for Concentrated US Growth, e James T. Tierney, Jr. Chief Investment Officer – Concentrated US Growth, entrambi di AllianceBernstein, ricordano che FAANG è stato uno degli acronimi più noti a Wall Street, anche se è diventato via via più difficile da pronunciare. Prima erano FANG, vale a dire Facebook, Amazon, Netflix e Google. Al gruppo si è poi aggiunta Apple, dando vita ai FAANG, recentemente diventati FAANMG con l’arrivo a bordo di una Microsoft rivitalizzata.

LA CORREZIONE HA AUMENTATO LE DIFFERENZE


L’acronimo rifletteva l’idea diffusa che questi titoli fossero ricavati tutti dallo stesso stampo. E le performance hanno evidenziato in effetti un’elevata correlazione, specialmente durante la pandemia, quando la domanda di servizi digitali è aumentata esponenzialmente. A fine 2021 i sei titoli costituivano quasi il 39% del Russell 1000 Growth Index e il 24% dell’S&P 500. Ma, sottolineano i due esperti di AllianceBernstein, la correzione di quest’anno ha sparigliato le carte. Tutti e sei i titoli hanno perso terreno, ma Netflix e Meta hanno subito una flessione maggiore rispetto agli altri. La correlazione si è affievolita, lasciando il posto a rendimenti divergenti, come mostra il grafico qui sotto.


Venuta meno la correlazione tra i titoli delle mega cap Usa

ESPOSIZIONE COSTOSA


Negli ultimi anni AllianceBernstein ha spesso posto l’accento sul rischio di concentrazione nei mercati azionari statunitensi. Nella fase di rialzo sincronizzato dei FAANG gli investitori passivi hanno beneficiato di ottime performance, ma hanno anche accumulato una significativa esposizione ai titoli delle più costose mega cap a stelle e strisce. Ad avviso di Walker e Tierney, ogni azienda dovrebbe essere oggetto di ricerca e detenuta sulla base dei propri meriti, usando un approccio d’investimento disciplinato e ponderazioni equilibrate.

PUNTI DI FORZA E DI DEBOLEZZA


Nonostante i ribassi, queste società a mega capitalizzazione sono ancora componenti importanti degli indici statunitensi, e dunque non possono essere ignorate. Tuttavia, per trovare quelle che offrono una crescita redditizia e sostenibile al giusto prezzo è essenziale seguire un approccio attivo. I settori della tecnologia e dei media offrono una serie di opportunità di business, dal cloud computing ai motori di ricerca, dai social media allo streaming, dall’hardware allo shopping online.

DINAMICHE DIVERSE


Dato che ogni segmento si confronta con dinamiche e pressioni normative diverse, i risultati saranno diversi. AllianceBernstein osserva che i servizi di streaming mostrano segni di saturazione e stanno diventando molto più competitivi. Gli operatori storici dei social media devono invece difendersi da nuovi concorrenti. E pressioni inflazionistiche senza precedenti stanno ostacolando l’e-commerce. Il cloud computing infine è sostenuto dal boom della trasformazione digitale, mentre gli smartphone sono diventati dispositivi indispensabili e regolarmente aggiornati.

IL MERCATO DISTINGUE VINCITORI E VINTI


Naturalmente, osservano in conclusione Walker e Tierney, tutto questo accadeva già prima del 2022. Ma oggi il mercato sta operando una distinzione tra vincitori e vinti, a differenza degli ultimi cinque anni in cui tutti erano considerati vincitori. Per questo valutare i punti di forza e di debolezza fondamentali di ciascuna azienda è la chiave per investire con successo nelle mega cap growth più adatte per affrontare un contesto macroeconomico e di mercato più impegnativo.

 
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