Investimenti alternativi

Vino, ecco i marchi che vincono per redditività

Frescobaldi, Santa Margherita e Antinori sono i tre campioni di redditività del mondo vinicolo italiano secondo l’ultimo report dell’Area Studi di Mediobanca che ogni anno dedica un’analisi dettagliata al settore

di Paola Jadeluca 1 Giugno 2022 10:50
financialounge -  Mediobanca Mood redditività vino
financialounge -  Mediobanca Mood redditività vino

Fino a pochi anni fa il mondo del vino era ignorato dagli analisti finanziari. I principali gruppi per dimensione e fatturati sono infatti cooperative, storicamente poco familiari con le idee di capitali e Borse, come Cantine Riunite- Giv, 625,2 milioni di euro, frutto di vari matrimoni tra cooperative, prima in Italia per fatturato, e Caviro, padre del Tavernello, 361,9 milioni di giro d’affari, tra i principali player in Italia. Accanto ai marchi storici si sono affermate cantine meno note, o addirittura nuovi brand nati da fusioni e acquisizioni, come Iwb, quotato in Borsa, con 423,6 milioni di euro di fatturato, salita al secondo posto nella classifica globale; o Polo Botter-Mondo del vino, realtà frutto di aggregazioni controllata dal private equity Clessidra, 415 milioni di fatturato e terza realtà per dimensioni. Brand che a loro volta, vedremo poi, hanno scalato la classifica dell’efficienza.

LO STUDIO DI MEDIOBANCA


Ogni anno Mediobanca fa analisi del settore. Tra i diversi rating evidenziati per aggregato societario o per aree geografiche, l’Area Studi di Mediobanca analizza l’indice di redditività di ogni singolo produttore con fatturato superiore ai 50 milioni di euro: questo rating è ottenuto dal rapporto tra risultato netto e fatturato.

L’INDICE DI REDDITIVITÀ


Nell’ultimo studio tra i dieci top per fatturato figura Antinori. La dinastia toscana Antinori, oggi controllata da un Trust, strumento finanziario per garantire stabilità gestionale e successione, sotto la guida di Albiera, Allegra e Alessia, figlie di Piero, aveva scalato la classifica della redditività, posizionandosi nel 2018 al primo posto. Nel 2021 è leggermente scivolata indietro, lasciando il primato a Compagnia de’ Frescobaldi. L’indice di redditività preso in considerazione è rappresentato dal rapporto tra risultato netto e fatturato e nel 2021 vede in testa le società toscane e venete: Frescobaldi al primo posto, con l’indice al 25,6%; seguita da Santa Margherita con indice al 21,3% e poi Antinori con il 17%.

IL PRIMATO DELLA COMPAGNIA DE’ FRESCOBALDI


La Compagnia de’ Frescobaldi, gruppo toscano con 131,8 euro di fatturato, è la numero uno per redditività. È l’unica famiglia nobile italiana invitata alla Corte della Regina Elisabetta e ai banchetti ufficiali, dove vengono serviti l’olio Laudemio e le etichette di bianchi e rossi della maison fiorentina. Castelgiocondo e Luce della Vite a Montalcino; Ornellaia a Castagneto Carducci; Tenuta Perano nel cuore del Chianti Classico; Tenuta Ammiraglia nella Toscana sul mare; Attems nel Collio; le acquisizioni hanno via via arricchito il portafoglio delle tenute, in totale otto, unendosi agli storici Castello di Nipozzano, Pomino, Castello dei Castiglioni, dove la storia ha avuto inizio. Da trenta generazioni produttori di vini Marchesi de’ Frescobaldi ha avviato una strategia di diversificazione con una divisione ristorazione, che, oltre all’ospitalità nelle principali tenute, presidia un ristorante a Piazza della Signoria, Firenze, e dal 2015 il Ristorante Frescobaldi a Mayfair, Londra, frutto della prima joint venture tra Frescobaldi e Good Food Society.

TOSCANA E PIEMONTE, SFIDA SU EBIT E ROI


Da uno sguardo più generale sulle regioni, in generale i produttori toscani toscani eccellono nella marginalità: con un Ebit margin al 14,6% distanziano i piemontesi (9,8%) e i lombardi (6,7%). In Toscana anche la maggiore stabilità finanziaria, con i debiti finanziari pari ad appena il 22,5% del capitale investito. Mentre, nel 2020 il miglior Roi tocca alle aziende piemontesi (8,2%), seconda posizione per quelle venete (5,5%) e sul gradino più basso del podio le toscane (4,4%).



SANTA MARGHERITA


A parte un piccolo ritocco nelle scritte, affinate nei caratteri, un po' più stilizzate, l’etichetta è rimasta sempre la stessa. E con la stessa etichetta continua a conquistare i mercati mondiali dopo 60 anni: il Pinot Grigio di Santa Margherita, nato dall’intuizione del conte Gaetano Marzotto, fondatore della cantina di Portogruaro, nella cosiddetta Venezia Orientale, è un caso di studio dei guru del marketing. Un vitigno che è diventato un brand internazionale, come è successo ai nostri giorni con il Prosecco. Il cavallo di battaglia di un gruppo, guidato da Beniamino Garofalo, che continua a crescere, con 220,6 milioni di fatturato, con un incremento del giro d’affari del 28,3% nel 2021 sul 2020.

MARCHESI ANTINORI


Un’altra case history da business school, dove la storia ultrasecolare della nobile famiglia si intreccia saldamente all’innovazione, è la famiglia Antinori: la nuova cantina al Bargino, San Casciano Val di Pesa, nel cuore del Chianti Classico, è una cattedrale dove si celebra il vino. Ma la cantina è anche un’opera industriale, il quartier generale del gruppo- guidato dalle sorelle Albiera, Allegra e Alessia- che ormai ha cantine sparse in tutta Italia. Una piattaforma logistica da far invidia a una multinazionale.

LO Z-SCORE, IL BENCHMARK DI EFFICIENZA


L’Area Studi di Mebiobanca, riporta comunque per i maggiori produttori una misurazione di sintesi che dà conto, attraverso una metrica coerente, dei profili reddituali, patrimoniali e di efficienza esaminati mediante una batteria di undici indicatori rilevati nel 2020. Si tratta di un punteggio noto come z-score il quale, riducendo i diversi indicatori ad una misura omogenea che ne neutralizza la differente scala numerica, consente la loro somma (equiponderata) e la successiva normalizzazione. Ne deriva un punteggio che assume valori pari o prossimi ad uno per le aziende più virtuose e tendenti a zero per quelle che manifestano le maggiori tensioni. Le quattro aziende meglio posizionate, da questo punto di vista, sono: Santero, Fratelli Castellani, Casa vinicola Botter Carlo e Capetta. Fondata dalla famiglia Santero nel 1958, l'omonima azienda vinicola è una delle più grandi ed importanti del Piemonte, con sede a Santo Stefano Belbo, produce vini fermi e vini spumanti, fra cui il 958 Pupazza Extra Dry Limited edition, che racconta bene le strategie di marketing della casa- Botter è l’emblema di come dal punto di vista dell’efficienza stiano emergendo aziende più innovative. Botter, fondata a Fossalta di Piave, Venezia, ha seguito una sua strada tra il vecchio e il nuovo: guidata dalla terza generazione Luca, Annalisa e Alessandro Botter, è approdata al segmento Elite di Borsa italiana: compra vini sfusi da tutte le regioni italiane a maggiore vocazione vitivinicola, affina i vini presso la propria cantina, poi imbottiglia e vende in oltre 50 Paesi esteri, con il più alto share di export per cantine italiane. Dopo l’acquisizione da parte del fondo di private equity Clessidra ha dato vita al terzo polo italiano in seguito al matrimonio con Mondodelvino.






INVESTMENT GRADE


Globalmente preso il settore dimostra una buona solidità che giustifica l’interesse crescente di fondi e investitori specializzati. Secondo il modello di scoring R&S di Unioncamere, per esempio, il significativo incremento del merito creditizio ha visto una crescita delle Società classificate Investment Grade dal 71,7% del totale al 76,4%.
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