Costruzione del portafoglio

LGIM: "Prudenza sui mercati, recessione sempre più probabile"

Tim Drayson, Head of Economics di LGIM, cita stagflazione, guerra e caro energia ma mantiene una preferenza per le azioni sul credito, perché favorite storicamente dalle ultime fasi del ciclo economico

di Virgilio Chelli 27 Maggio 2022 07:55
financialounge -  investimenti LGIM Morning News recessione
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Lo shock della guerra ha fatto impennare i tassi costringendo la politica monetaria a operare sul confine sottile tra crescita e inflazione. La ripresa dalla pandemia sta proseguendo sostenuta ma inflazione e invasione russa dell’Ucraina portano incertezza e minacciano la crescita. La prima conseguenza negativa è stata l’aumento del prezzo dell’energia e soprattutto del gas, di cui l’Europa ha particolarmente risentito. Un impatto che si ripercuoterà a lungo con la Russia che potrebbe rimanere isolata per anni stravolgendo totalmente le catene di approvvigionamento mentre con la deglobalizzazione che porterà ulteriore pressione inflazionistica.

IL DILEMMA DELLE BANCHE CENTRALI


Tim Drayson, Head of Economics di LGIM, vede una recessione sempre più probabile citando i continui lockdown in Cina e sottolineando che le banche centrali si trovano di fronte al dilemma più complesso dagli i anni Settanta. Gli USA si stavano avvicinando alle ultime fasi del ciclo già prima degli ultimi shock, con la Fed diretta a riportare i tassi a livelli neutrali. L’inflazione dovrebbe rimanere oltre i livelli di guardia per tutto il 2022, anche se sotto i picchi attuali. Secondo LGIM, gli USA non sono particolarmente sensibili a tassi elevati, per cui è sempre più probabile che la Fed dovrà assumere un atteggiamento da falco, per raffreddare un mercato del lavoro surriscaldato e poiché la storia dice che in questi casi è difficile un “atterraggio morbido”.

RECESSIONE IN EUROPA PIÙ VICINA CHE IN USA


Per questo Drayson crede che le possibilità di una recessione nei prossimi 2 anni siano superiori a quelle che si verifichi. In Europa, il rischio recessione nel breve periodo è maggiore ma non ci sarà bisogno di atteggiamenti da falco per far risalire la disoccupazione, dato che le economie europee non sono in regime di pieno impiego come quella americana. Guardando all’Asia, la Banca del Giappone sta mantenendo inalterata la curva dei rendimenti, mentre i policymaker cinesi stanno cercando di bilanciare i sostegni con l’aumento della pressione inflazionistica e l’azzardo morale di salvare un settore immobiliare fortemente indebitato. Un compito reso ancora più difficile dalla risalita di contagi e lockdown, per cui LGIM ritiene che la crescita della Cina sia sempre più a rischio.

SEMPRE MEGLIO LE AZIONI DEL CREDITO


A fronte di questo quadro macroeconomico alquanto complicato, la posizione di LGIM verso i mercati azionari e del credito è diventata sempre più prudente. Ma Drayson sottolinea che bisogna anche considerare che le valutazioni hanno comunque iniziato ad aggiustarsi, con la storia che ci insegna che le ultime fasi di un ciclo economico sono sempre un buon periodo per i rendimenti azionari. Pertanto, conclude l’esperto di LGIM, preferiamo comunque le azioni rispetto al credito.
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