Cosa aspettarsi

Non bastano prezzi bassi per entrare sui mercati, meglio restare difensivi

Edmond de Rotschild nella lettera del Global CIO Benjamin Melman rende noto di aver ridotto l’esposizione alle azioni giapponesi e di aver migliorato il giudizio sui Treasury. Qualche timore su spread BTP e periferici

di Virgilio Chelli 25 Maggio 2022 19:30
financialounge -  Benjamin Melman Edmond de Rothschild AM
financialounge -  Benjamin Melman Edmond de Rothschild AM

Aumento dei tassi reali, inflazione persistentemente elevate e prospettive economiche peggiorate hanno duramente colpito i mercati, sia azionari che obbligazionari. Le vendite sono state rimarchevoli ma non si vedono ancora segnali anticipatori che suggeriscano l’opportunità di cogliere le numerose opportunità che sono emerse. Di qui la preferenza per un posizionamento che rimane difensivo. Sono le indicazioni di Edmond de Rotschild contenute nella lettera del Global CIO Benjamin Melman, che nota come il gioco in difesa sia diventato la norma e allinearsi con il consensus possa anche essere rischioso.

PREZZI BASSI MA NON ANCORA ATTRAENTI


Ma, sottolinea Melman, gli investitori restano pessimisti e cauti, il che potrebbe essere una buona notizia per i ribalzi, a condizione che siano in grado di durare. La cautela si riflette solo parzialmente nelle valutazioni azionarie, che sono cadute ma non ancora a livelli particolarmente attraenti, specialmente sui mercati USA che guidano gli altri. I rendimenti dei bond sono saliti ma gli spread hanno ancora spazio per ampliarsi in caso di recessione. Per cui, secondo Melman, le valutazioni odierne da sole non bastano a spingere a comprare a meno che non parliamo di investitori con un orizzonte molto lungo. La Cina, comunque, rappresenta una possibile eccezione.

OGNI AREA DEL MONDO HA I SUOI PROBLEMI


Il CIO di Rothschild AM elenca le ragioni del suo posizionamento difensivo: totale mancanza di visibilità sull’economia, Cina inchiodata alla politica zero-Covid, Europa che potrebbe andare in recessione, forniture energetiche alla mercè della geopolitica, USA ancora in crescita solida ma con la stretta della Fed che incombe. Secondo Melman nemmeno lo stesso Powell è certo di poter evitare una recessione e anche se riuscisse non è garantito un rientro dell’inflazione. I mercati hanno certamente prezzato un rallentamento economico ma restano senza guida sull’ outlook.

TUTTI GLI OCCHI SULLE BANCHE CENTRALI


Le banche centrali stanno stringendo e la Fed si prepara a far partire da giugno il quantitative tightening, ma gli effetti sulle condizioni finanziarie si vedranno solo quando sarà effettivamente in atto. La BCE non è ancora scesa nei dettagli della sua strategia. La guerra in Ucraina ha frenato la crescita ma ha colpito in modo diverso i Paesi europei. Inoltre la liquidità si ridurrà, con effetti di possibile nuova divergenza dei Paesi periferici. La ECB ha fatto sapere che terà gli spread sotto controllo ma non ha detto come.

FED VERSO RAFFICA DI RIALZI


Anche in assenza di notizie particolari dall’Italia, osserva Melman, da aprile lo spread BTP-Bund si è allargato di 50 punti. I mercati potrebbero mettere alla prova la BCE fino a che non spiega come intende gestire la stretta limitandone l’impatto sulla periferia dell’Eurozona. Rothschild ha anche ridotto l’esposizione all’azionario giapponese mentre ha deciso un upgrade dei Treasury USA, con preferenza per scadenze a breve-medio termine. Secondo Melman i mercati prevedono una raffica di rialzi dei tassi. La Fed sembra voglia fermarsi una volta raggiunto un livello neutrale al 2-3% ma il mercato si aspetta che possa andare oltre il 3%.
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