L'analisi

Si può essere sostenibili anche con la mancanza di dati ESG

Secondo Morgan Williams (Robeco) la normativa europea SFDR  e un team sempre più ampio per l’analisi e la comprensione dei dati consente di definire cosa possa essere un investimento sostenibile

di Leo Campagna 19 Maggio 2022 18:00

financialounge -  ESG Morgan williams Robeco
 

Tra le ragioni per evitare di considerare la sostenibilità nelle proprie scelte di investimento le aziende e gli investitori menzionano talvolta la mancanza di dati accurati riguardo le emissioni o altri ambiti della sostenibilità, come la biodiversità o l'uso delle risorse. Per quanto non esistano dati perfetti, quelli disponibili sono sufficienti per essere utilizzabili in modo adeguato.

OBIETTIVI NET ZERO


Ne è convinto Morgan Williams, ESG Data Strategist di Robeco che spiega: ““Per gli investitori che perseguono obiettivi Net Zero l’area di interesse fondamentale è quella relativa alla misurazione delle emissioni Scope 3 delle aziende. Raggruppa le emissioni che si verificano lungo la catena del valore di un prodotto, come quelle causate da un autista o quelle generate da un produttore di automobili (Scope 1), oppure ancora l'energia utilizzata per produrre l’auto stessa (Scope 2), tutti dati piuttosto semplici da raccogliere” spiega il manager.

COME ANALIZZARE E RELAZIONARE CORRETTAMENTE I DATI


Il vero problema, è che i dati guardano al passato, il che non ci aiuta a capire se un'azienda è sulla buona strada per raggiungere gli obiettivi di emissioni Net Zero. “Inoltre, è ancora in discussione come analizzare e relazionare correttamente questi dati. Spesso gli stessi dati vengono identificati diversamente dai diversi fornitori, le metodologie e le terminologie non sempre sono perfettamente allineate e ogni fornitore potrebbe applicare dei filtri a proprio piacimento” riferisce Williams.

DALL’INTENSITY APPROACH ALL’OWNERSHIP APPROACH


Il manager segnala l’evoluzione nell’analisi dei dati che ha registrato l'abbandono della misurazione delle emissioni, o di altre metriche di sostenibilità, rispetto al reddito di un'azienda - il cosiddetto “intensity approach”. “Il confronto ora viene effettuato con il valore dell’azienda comprensivo di liquidità (EVIC, Enterprise Value Including Cash), ovvero la capitalizzazione di borsa di un'azienda più la sua liquidità e il debito, il cosiddetto “ownership approach” puntualizza il manager di Robeco.

ENTERPRISE VALUE


In quest’ottica, Williams segnala come l'enterprise value, che è invece alla base delle decisioni di investimento di Robeco, fornisca un quadro molto più chiaro della “ownership” di queste emissioni in tutti i tipi di investimenti, che si tratti di azioni o di obbligazioni. “Un ulteriore vantaggio dell’enterprise value è la considerazione delle attività delle aziende indipendentemente dal ciclo economico: un approccio capace di riflettere in modo più accurato le dimensioni delle singole aziende” sottolinea il manager.

UNO STANDARD OMOGENEO


Secondo Williams un importante passo in avanti consisterebbe nel disporre di un quadro comune in quanto uno standard omogeneo agevolerebbe confronti coerenti nel tempo. In questo ambito si segnalano i progressi della Ue, anche grazie alla tassonomia, che sarà una pietra miliare nella definizione dell'investimento sostenibile. “Un'altra svolta è stata l’annuncio al summit sul clima COP26 della creazione dell'International Sustainability Standards Board. Questa organizzazione, parte della fondazione International Financial Reporting Standards, si propone di fornire i principi globali completi di standard sulla divulgazione di dati relativi alla sostenibilità, sulla falsariga di quanto accade per la contabilità finanziaria” tiene a ricordare Williams.

LA SUSTAINABLE FINANCE DISCLOSURE REGULATION (SFDR)


Secondo l’ESG Data Strategist di Robeco è possibile rendere sempre più chiaro cosa significhi per una società essere un investimento sostenibile a patto tuttavia di disporre di un team sempre più ampio per l’analisi e la comprensione dei dati, mentre si diffonde la Sustainable Finance Disclosure Regulation (SFDR), la normativa europea che definisce più chiaramente i requisiti per la sostenibilità.

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