Finanza e gaming

Electronic Arts rompe con FIFA

Il gioco sarà rinominato. Dietro la separazione richiesta di 1 miliardo di dollari quadriennale per lo sfruttamento del marchio. E potrebbe esserci dell’altro

di Stefano Silvestri 11 Maggio 2022 09:45
financialounge -  Electronic Arts fifa gaming smart
financialounge -  Electronic Arts fifa gaming smart

Su Financialounge.com si parla di finanza, non di videogiochi, e alcuni di voi avranno probabilmente inarcato il sopracciglio vedendo questa notizia. Abbiate però fiducia: se ne parliamo non è solamente perché è il simulatore calcistico più famoso al mondo, capace di fatturare miliardi di dollari. Ma perché dietro questo rebranding c’è una lotta per il futuro del pallone, che è sempre più digitale.

NUOVA VITA


Electronic Arts nella giornata di ieri ha annunciato che nel 2023 il suo popolare simulatore calcistico cambierà nome in EA Sports FC. Questa mossa, dice lo sviluppatore, gli permetterà di innovare, creare e dare vita a nuove esperienze. La piattaforma sfrutterà la forza di oltre 150 milioni di giocatori e di più di 300 partner nel mondo del calcio, con l'obiettivo di ampliare ulteriormente il proprio bacino d'utenza. "La nostra visione per EA Sports FC è quella di creare il più grande e più impattante club di calcio nel mondo, all'epicentro del fandom calcistico", ha dichiarato Andrew Wilson, CEO di Electronic Arts. "Per quasi 30 anni, abbiamo costruito la più grande comunità calcistica del mondo, con centinaia di milioni di giocatori, migliaia di atleti partner e centinaia di leghe, federazioni e squadre. EA Sports FC sarà il club per ciascuno di loro, e per gli appassionati di calcio di tutto il mondo".

MILIARDARIO


Eppure ci hanno insegnato che cavallo che vince non si cambia. Per quale motivo toccare un meccanismo perfettamente oliato come quello della serie FIFA, capace non solo di sgretolare la concorrenza di Pro Evolution Soccer (costretto addirittura a cambiare nome in eFootball e a ripensare il proprio modello di business per di sfuggire allo scontro diretto), ma di fatturare la bellezza di 1,62 miliardi di dollari nell’anno fiscale 2020-2021? Perché il gaming è sempre più importante e FIFA questo l’ha capito bene, col risultato che il compenso che Electronic Arts ha finora pagato dev’essere iniziato a stare stretti a Gianni Infantino, presidente della FIFA.

ARIA DI CRISI


È già dallo scorso ottobre, infatti, che secondo varie fonti le negoziazioni tra EA e FIFA per il rinnovo dell’accordo decennale di licensing erano giunte a un punto morto, nonostante stessero protraendosi da due anni. Stando a quanto riportato dal New York Times finora il colosso americano dell’entertainment ha pagato 150 milioni di dollari all’anno per potersi avvalere del marchio FIFA e di tutto il corollario ad esso associato. Ma i padroni del calcio avrebbero alzato la richiesta a 1 miliardi di dollari ogni quattro anni, ossia 250 milioni di dollari all’anno. Una cifra che Andrew Wilson non deve aver ritenuto conveniente.
NFT - C’è poi un’altra possibile spiegazione, ossia lo sfruttamento del brand FIFA da parte di Electronic Arts al di fuori del consueto perimetro. Quanto segue è puramente speculativo, sia chiaro, eppure unendo i puntini emerge un disegno piuttosto suggestivo. Ci riferiamo agli NFT, tema caldo nel mondo del gaming e che, nel caso del pallone, è particolarmente d’attualità vista la nascita di un servizio come Sorare, gioco di calcio basato su tecnologia blockchain Ethereum. In esso, riportiamo la definizione ufficiale “i giocatori acquistano, vendono, scambiano e gestiscono una squadra virtuale con le carte giocatore digitali”. Chi ha dimestichezza con la serie FIFA non ci metterà molto a capire che stiamo parlando dell’equivalente della modalità FUT (FIFA Ultimate Team), vera e propria gallina dalle uova d’oro e in larga parte responsabile degli 1,62 miliardi di dollari di cui sopra.

DIETROFRONT


Ebbene, l’idea di associare gli NFT a FUT dev’essere passata per la testa di Andrew Wilson, che lo scorso novembre dichiarava “c'è molto hype su questo argomento [...] Penso che sarà una parte importante del futuro del nostro settore ". Salvo poi tornare sui propri passi a febbraio, affermando che gli NFT “non sono qualcosa sulla quale stiamo puntando con forza”. Vista la fiera opposizione dei gamer all’argomento, in molti hanno pensato che si trattasse di una mossa di Electronic Arts per ingraziarsi il proprio pubblico. E probabilmente sarà anche così ma è di settimana scorsa l’annuncio della partnership tra FIFA e Algorand, che diventerà la piattaforma blockchain (verde) ufficiale di FIFA. Con Gianni Infantino che ha così commentato: “La collaborazione è una chiara indicazione dell’impegno della FIFA nella ricerca continua di canali innovativi per una crescita sostenibile dei ricavi da reinvestire ulteriormente nel calcio”. Le cause della rottura tra Electronic Arts e FIFA probabilmente non verranno rese note ma potrebbe non essere solo una questione di royalties, bensì di sfruttamento delle nuove frontiere digitali del pallone che ognuno dei due colossi, comprensibilmente, vuole per sé.
Trending