Obbligazioni e sostenibilità

Investire in titoli di Stato con approccio centrato sul clima, Pictet spiega come

Ella Hoxha, Senior Investment Manager di Pictet Asset Management, sottolinea che i bond sovrani sono state finora ingiustamente trascurate dalle strategie di investimento responsabile. Ora si deve cambiare

di Virgilio Chelli 30 Marzo 2022 18:00
financialounge -  cambiamento climatico Ella Hoxha ESG Pictet Asset Management titoli di stato
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Gli investimenti responsabili hanno conquistato i mercati azionari e ora stanno prendendo piede anche nell'universo obbligazionario con un'area che rimane ingiustamente trascurata: i titoli di Stato. E’ una svista colossale, perché sono i governi a stabilire le regole e senza il loro sostegno e i loro investimenti, il mondo non sarà mai in grado di affrontare i problemi più urgenti, in particolare il cambiamento climatico. Gli investitori in reddito fisso svolgono un ruolo chiave nel fornire il capitale necessario a tenere sotto controllo il cambiamento climatico ma hanno scarsa influenza sulla politica pur detenendo 88.000 miliardi di dollari di obbligazioni emesse da governi e relative agenzie.

PORTAFOGLI A FORTE IMPATTO CLIMATICO


Lo sottolinea un commento di Ella Hoxha, Senior Investment Manager di Pictet Asset Management, che spiega come gli investitori nel reddito fisso possono costruire portafogli in titoli di Stato in modo che abbiano il maggiore impatto possibile nella lotta al cambiamento climatico. Chi investe nei mercati emergenti svolgerà naturalmente un ruolo importante, perché le economie in via di sviluppo sono più vulnerabili all'impatto del riscaldamento globale. I Paesi Emergenti possono essere leader globali in molte delle tecnologie necessarie alla transizione. Chiaramente, anche gli investitori in obbligazioni sovrane dei mercati sviluppati avranno un ruolo chiave.

SELEZIONE ESG DEI TITOLI DI STATO


Hoxha spiega che l’approccio di Pictet AM nella selezione dei titoli di Stato allineati con i criteri ESG consiste nel concentrarsi sulla causa principale del riscaldamento globale, le emissioni di gas serra, come metano e ossido di azoto ma soprattutto CO2, che rappresenta il 74% del totale. Per questo occorre misurare e confrontare le emissioni nei vari Paesi. I più grandi avranno emissioni maggiori, la Cina emette la quantità maggiore al mondo, ma su base pro capite il quadro è leggermente diverso, con la Mongolia in testa e la Cina dietro Stati Uniti, Russia o Australia. Un modo più efficace è confrontare le emissioni alle dimensioni dell'economia.

IL PIL NON È L’UNICO CRITERIO


L’esperta di Pictet AM osserva che anche esaminare il PIL non fornisce un quadro completo, perché considerando solo questo fattore gli investitori obbligazionari dovrebbero premiare l'Europa occidentale, e in particolare la Scandinavia, mentre anche alcuni Emergenti, come il Messico, risulterebbero relativamente verdi. Ma gli investitori hanno anche il dovere di stimolare chi è in ritardo, per cui è importante concentrarsi sui Paesi che si impegnano con successo a ridurle in rapporto alle dimensioni delle economie. Occorre anche una valutazione qualitativa delle normative e dei diversi percorsi politici confrontandola con gli obiettivi dell'Accordo di Parigi. Gli impegni Net Zero sono un buon inizio, ma devono essere seguiti anche da azioni concrete.

RUOLO CHIAVE DEI GREEN BOND


Per quanto riguarda gli strumenti di investimento, secondo l’esperta di Pictet AM i green bond sono una scelta naturale, un universo piccolo ma in rapida crescita le cui dimensioni, secondo una ricerca di Pictet Asset Management e dell'Institute of International Finance, sono quasi raddoppiate nel 2021. La maggior parte della crescita proveniva però dalle obbligazioni societarie, mentre l'ammontare totale del debito con etichetta ESG rappresenta solo il 2% dell'universo obbligazionario complessivo. Entro il 2030 la proporzione potrebbe salire a un terzo, con crescita particolarmente forte nei Mercati Emergenti.

MANCANZA DI STANDARD UNIVERSALI


Il mercato dei green bond è anche frenato dalla mancanza di norme e standard universali, per cui oggi le etichette e le certificazioni per obbligazioni sostenibili differiscono in modo considerevole da un Paese all'altro. Hoxha prevede un aumento della standardizzazione di pari passo con la crescita del mercato. Considerati tutti questi fattori, Pictet AM ritiene che un portafoglio dedicato al debito sovrano incentrato sul clima non dovrebbe focalizzarsi solo sui green bond, ma in larga misura anche nelle obbligazioni tradizionali, di cui esiste maggior disponibilità, più facili da comprendere, e con valutazioni più interessanti.

NESSUN COMPROMESSO SUL RENDIMENTO


Sul rendimento potenziale non bisogna scendere a compromessi, sottolinea Hoxha citando la ricerca di Pictet e IIF secondo cui, per quanto riguarda i titoli di Stato, i rendimenti dei green bond hanno superato quelli dei benchmark convenzionali sin dalla fine del 2017, con un extra-rendimento mensile medio superiore a un punto base. I test a posteriori indicano che un portafoglio incentrato sul clima ha una performance superiore rispetto al benchmark, mentre una strategia di copertura può contribuire a ridurre i rischi di cambio, di tasso di interesse e di spread.

UNA STRATEGIA CON RADICI NEL SECOLO SCORSO


Il cambiamento inizia piantando un seme, afferma in conclusione Hoxha ricordando che quando Pictet ha lanciato la sua strategia di investimento in azioni legate alle risorse idriche nel 1998, gli investimenti mirati alla sostenibilità erano praticamente sconosciuti. Ma due decenni dopo sono diventate molto popolari e attirano grandi investimenti. In appena un anno dal lancio, l'iniziativa Net Zero Asset Managers ha registrato 220 firmatari, che insieme gestiscono 57.000 miliardi di dollari. Per questo Pictet AM ritiene giunto il momento di trasformare gli investimenti in obbligazioni sovrane, accogliendo i temi del cambiamento climatico, sia con strategie dedicate che con l'inclusione di questi temi nel processo di investimento nei fondi obbligazionari convenzionali.
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