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Ucraina, Candriam: meno azioni e più beni rifugio

Nadège Dufossé, Global Head of Multi-Asset di Candriam, fa il punto sulla situazione, sottolineando l’impatto più forte in termini di economia e mercati sull’Eurozona rispetto agli USA. Volatilità non estrema

di Virgilio Chelli 3 Marzo 2022 14:00
financialounge -  azionario Candriam Nadège Dufossé ucraina volatilità
financialounge -  azionario Candriam Nadège Dufossé ucraina volatilità

Normalmente i conflitti armati non hanno un impatto duraturo e significativo sui mercati, tranne quando portano a una crisi energetica proprio come quella in gioco ora. Fin dall'inizio di febbraio Candriam ha ridotto l’esposizione alle azioni aumentando il livello di protezione nei portafogli. Inoltre sta gestendo attivamente l’esposizione posizionandosi in base a un potenziale duplice esito della crisi, riconoscendo i rischi al rialzo e al ribasso. Candriam ha anche aumentato l’esposizione all'oro e ad alcune valute come dollaro, yen e franco svizzero e ha anche incrementato l’esposizione alle materie prime, in particolare al settore minerario e petrolifero americano, e ridotto quella ai titoli finanziari, il settore più colpito dall'inizio di febbraio. Candriam mantiene comunque un approccio flessibile e pragmatico finché non avrà maggior visibilità sull'esito della guerra.

L’IMPATTO DI SANZIONI E SWIFT


Un’analisi a cura di Nadège Dufossé, Global Head of Multi-Asset di Candriam, fa il punto sulla situazione dopo l’annuncio di una serie di sanzioni contro la Russia, escludendola parzialmente dal sistema di comunicazione per i pagamenti internazionali Swift, contribuendo alla disconnessione di alcune banche russe dal sistema finanziario internazionale e danneggiandone la capacità di operare a livello globale. Alla Banca centrale russa sarà anche impedito di utilizzare le riserve, ma Dufossé ricorda che la Russia detiene una quantità significativa di oro pari a circa un quarto dei suoi 634 miliardi di dollari di riserve e ha anche diversificato l'ubicazione in cui detiene le sue riserve, con la Cina il principale depositario.

DURO COLPO ALL’ECONOMIA RUSSA


Per il momento le sanzioni non dovrebbero incidere direttamente sulle esportazioni di materie prime russe, osserva Dufossé, Stati Uniti e Europa stanno cercando di coordinarsi con Swift per trovare modi di identificare le transazioni energetiche all’interno del sistema e esentare alcune banche. Potrebbe rivelarsi un'operazione delicata, e la Russia potrebbe facilmente peggiorare la situazione tagliando i flussi di energia verso l'Europa. Secondo l’analisi di Candriam, è probabile che l'economia russa venga gravemente colpita dalle sanzioni, come mostra la decisione della Banca centrale di alzare il tasso di riferimento al 20% per rallentare i prelievi e contrastare il deprezzamento del rublo, che da metà febbraio aveva già perso il 30% su dollaro.

MISURE COMPENSATIVE IN EUROPA


Lo scenario macro per l'Eurozona di Candriam prevede che la crisi ritarderà la normalizzazione delle catene di approvvigionamento con prezzi dell'energia più elevati. La risposta saranno misure compensative come il pacchetto di aiuti già approvato dall'Italia per il settore energetico e automobilistico, mentre la Germania è impegnata ad aumentare la spesa per la difesa. Se le tensioni sul mercato energetico non dovessero peggiorare in maniera sostanziale, la crescita del PIL nell'area euro potrebbe essere ancora superiore al 3,5% nel 2022, ma ci sono rischi al ribasso. Con l'inflazione alta, la Bce dovrà trovare un delicato equilibrio ma, dati i rischi per la crescita, secondo Candriam è probabile che sia più cauta nel cambiare politica monetaria.

VOLATILITÀ ALTA MA NON ESTREMA


La volatilità azionaria, in particolare in Europa, ha toccato il livello più alto, ma in termini assoluti non abbiamo ancora raggiunto i picchi delle grandi crisi, che sarebbero un segnale di resa da parte dei mercati finanziari. Gli indici azionari hanno subito una correzione dall'inizio dell'anno, ma in modo non uniforme, più marcata nell’Eurozona e meno sul mercato americano mentre il Regno Unito è rimasto pressoché stabile. Per quanto riguarda i tassi, dal primo marzo sono scesi drasticamente, in particolare in Europa, suggerendo che stiamo entrando in una fase di risk-off più significativa. Infine le materie prime, principale vettore di contagio finora, stanno facendo progressi considerevoli: il Brent ha raggiunto nuovi massimi, i metalli industriali e le materie prime agricole sono in aumento e l'oro sta svolgendo il suo ruolo di porto sicuro.

L’AZIONARIO USA BENEFICIA DEL CALO DEI RENDIMENTI


Le cose stanno cambiando molto rapidamente e secondo l’analisi di Candriam siamo a un punto di svolta. Il mercato USA sta beneficiando in termini relativi del calo dei rendimenti e delle aspettative più moderate di stretta monetaria della Fed, il che favorisce i titoli growth e difensivi, che dovrebbero registrare una performance migliore. Candriam sta comunque valutando l'impatto delle sanzioni considerando anche il timore di shock energetico che minerebbe la crescita sia in Europa che negli Stati Uniti. La volatilità riflette l'incertezza sull'esito della guerra per quanto riguarda la durata del conflitto, lo shock energetico, le sanzioni e il fatto che finora la situazione è rimasta relativamente in bilico.
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