Stretta delle banche centrali

J.P. Morgan AM: la svolta della Bce pesa ancora sulle obbligazioni europee

La Banca centrale europea è stata costretta a diventare restrittiva dall’alta inflazione e ha avvertito che gli spread possono ancora allargarsi. L'impatto è forte sul settore obbligazionario

di Virgilio Chelli 17 Febbraio 2022 19:30
financialounge -  bond Bond Bulletin J.P. Morgan Asset Management obbligazioni tapering tassi
financialounge -  bond Bond Bulletin J.P. Morgan Asset Management obbligazioni tapering tassi

Le sorprese arrivate dai dati sull’inflazione hanno costretto la Bce a mettersi in scia le altre Banche Centrali per contenere la corsa dei prezzi, mettendo sotto pressione il mercato europeo dei tassi e facendo ampliare gli spread in tutte le fasce di rischio. Gli investitori dovrebbero essere consapevoli che queste dinamiche non si sono esaurite e che, sebbene oggi le valutazioni possano sembrare più convenienti rispetto agli ultimi tempi, i differenziali di rendimento potrebbero ancora aumentare. Se l’inflazione decelera o se si invertono i dati sulla crescita, la Bce potrebbe uscire dalla scia delle altre autorità monetarie e seguire una rotta autonoma. Ma nel breve termine sembra improbabile.

L’INFLAZIONE HA IMPOSTO UNA SVOLTA ALLA BCE


Sono le indicazioni del Bond Bulletin settimanale a cura dal team Global Fixed Income, Currency and Commodities Group di J.P. Morgan Asset Management, che sottolinea come le continue sorprese al rialzo dell’inflazione spingano le Banche Centrali dei Mercati Sviluppati a una svolta più aggressiva. Il Bond Bullettin esamina in particolare il recente ri-orientamento della Banca Centrale Europea verso una politica di inasprimento monetario e le sue ripercussioni sul mercato obbligazionario europeo. Mentre in USA e Canada le Banche Centrali hanno annunciato una serie di rialzi dei tassi per il 2022 e la Banca d’Inghilterra ha già innalzato due volte il costo del denaro, finora, la BCE era riuscita a evitare una svolta più aggressiva.

MIX DI ALTA INFLAZIONE E BASSA DISOCCUPAZIONE


Ma nell’Eurozona i prezzi hanno continuato a salire e a gennaio, con i rincari dell’energia, l’inflazione ha sfiorato il massimo storico del 5,1%, di gran lunga superiore al 4,4% previsto dal mercato. Inoltre le prospettive per il 2022 segnalano più di 1 punto percentuale sopra le proiezioni formulate a dicembre dall’Istituto di Francoforte. Se a questo si aggiunge che la disoccupazione nell’Eurozona ha toccato il minimo storico del 7% e che i salari minimi dovrebbero salire prima di fine anno, secondo il team di J. P. Morgan AM si capisce come la Bce sia stata costretta a rimangiarsi la dichiarazione che un rialzo dei tassi sarebbe stato “molto improbabile” nel 2022.

ATTESE SUI TASSI ESAGERATE


Al momento, il mercato prevede due rialzi di 25 punti base entro fine anno, sebbene la Bce ritenga esagerate queste aspettative. Ma il passato insegna che le attese della Bce possono mutare rapidamente. Le sorprese al rialzo dell’inflazione e i toni aggressivi delle Banche Centrali non trovano ancora riscontro nei fondamentali societari, osserva comunque il Bond Bulletin: i bilanci continuano a essere solidi e sembrano in grado di assorbire il maggior costo del debito derivante dai rialzi dei tassi. Gli spread europei hanno reagito comunque alla svolta rigorista della Bce allargandosi in tutte le fasce del rischio, con lo spread tra i decennali italiani e tedeschi salito fino all’1,63%, il massimo da luglio 2020.

TENUTA DEL MERCATO DEL CREDITO


I bond europei Investment Grade e High Yield hanno seguito dinamiche analoghe, con gli spread in aumento rispettivamente di 12 e 22 punti base da inizio mese, a livelli ancora relativamente bassi in termini storici, ma con la BCE che si appresta a inasprire, potrebbero continuare ad allargarsi. Al momento, si sono mossi in maniera ordinata e in linea con le aspettative, sottolinea il Bond Bulletin citando la tenuta del mercato High Yield di minore qualità, a dimostrazione del fatto che gli investitori non temono un evento creditizio negativo.

VERSO UN AMPLIAMENTO ORDINATO DEGLI SPREAD


Un ulteriore ampliamento ordinato degli spread non dovrebbe essere motivo di preoccupazione, ma una divaricazione significativa potrebbe segnalare un errore di politica monetaria della Bce e la fine precoce del ciclo. Il sostegno apparentemente infinito fornito dagli acquisti della BCE nel 2020 e 2021 dovrebbe venir meno prima di fine anno, e spetterà al mercato assorbire l’offerta, uno sviluppo che secondo il Bond Bulletin potrebbe far ulteriormente ampliare gli spread. Finora la Bce è riuscita ad assicurare differenziali creditizi modesti, ma la cessazione del sostegno potrebbe essere considerato un evento rischioso.

I PRECEDENTI DEL PASSATO


Guardando ai cicli precedenti, il team di J. P. Morgan AM osserva che gli spread dell’Unione Monetaria Europea si sono allargati quando la BCE ha ridimensionato gli acquisti, anche se una volta concluso il tapering il mercato è riuscito ad assorbire relativamente bene l’offerta eccedente e gli spread sono rientrati. Da inizio anno si sono osservati deflussi dal mercato High Yield per 70 milioni e dall’Investment Grade per 505 milioni, con il grosso a ridosso della svolta rigorista della BCE.
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